Posts tagged ‘renali’

luglio 10, 2013

Calcoli renali: abuso di bevande dolci e gassate possono aumentare il rischio di svilupparli.

Bere bibite gassate e zuccherate aumenta il rischio di sviluppare calcoli renali. E’ quanto hanno scoperto ricercatori della Facolta’ di Medicina e Chirurgia ”A. Gemelli” dell’ Universita’ Cattolica di Roma, insieme ai colleghi della prestigiosa Harvard University di Boston. Chi consuma un bicchiere o una lattina al giorno di bevande carbonate (gassate) ha un rischio di calcoli del 23-33% maggiore rispetto a chi consuma meno di una lattina alla settimana.calcoli renali 300x204 Calcoli renali: abuso di bevande dolci e gassate possono aumentare il rischio di svilupparli

La scoperta e’ frutto di un maxi-studio durato otto anni che ha coinvolto 194 mila persone, che e’ stato pubblicato sulla rivista Clinical Journal of the American Society of Nephrology ed e’ stato condotto da Pietro Manuel Ferraro, nefrologo presso l’Unita’ Operativa di Nefrologia e Dialisi dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore-Complesso Integrato Columbus diretta da Giovanni Gambaro.

”Il nostro studio – spiega Gambaro – suggerisce inoltre che caffe’ e te’ non siano controindicati per la salute dei reni, ma che, al contrario, possano essere potenzialmente benefici nei pazienti con calcoli renali. Finora, si tendeva a dire che te’ e caffe’ devono essere assunti con moderazione dai pazienti con calcolosi in quanto sono fonte di sostanze dannose per i reni come l’ossalato. Il nostro studio tende a sfatare questa idea”.

La calcolosi renale e’ una patologia frequente e in aumento nella popolazione generale. Uno dei capisaldi del trattamento e della prevenzione di questa condizione e’ il conseguimento di una adeguata idratazione.

Mag 3, 2012

Tomografia computerizzata meglio di ecografia all’addome.

Il follow up ( ) puo’ portare benefici quando falliscono gli ecografici.

 

Secondo uno studio del Massachusetts General Hospital di Boston su un campione di 449 pazienti, un terzo degli eseguiti a seguito di ecografie addominali inconcludenti, ha avuto riscontri positivi. Secondo Supriya Gupta, uno degli autori della ricerca, lo studio ha provato che il follow-up TCT era piu’ utile nella diagnosi di lesioni .
Il tasso di positivita’ per la e’ stato 87,5 per cento per le cisti e 81,8 per cento per i . Cisti e sono state due delle indicazioni piu’ comuni per raccomandare follow-up .

settembre 17, 2011

Una semplice equazione per valutare la funzionalità renale in un paziente.

Una semplice equazione potrebbe essere sufficiente a valutare la funzionalita’ renale dei pazienti, evitando quindi le dolorose e invasive misure effettuate tradizionalmente.

 

La ricerca della University of California di San Francisco e’ stata pubblicata sul Journal of the American Society Nephrology. La valutazione della funzionalita’ renale nei pazienti con croniche puo’ aiutare i medici a migliorare le terapie. La maggior parte della analisi si basa attualmente sulla stima del tasso di (), che viene di solito determinato iniettando una sostanza tracciante. Una procedura invasiva che prevede, appunto, l’uso di questa sostanza (radioattiva) e vari prelievi di sangue. Adesso, gli scienziati hanno scoperto che una equazione, che comporta solo un prelievo di sangue, permette di calcolare il GRF in modo indiretto e soprattutto senza particolari disagi per il paziente.

Lo studio ha coinvolto 1.214 pazienti, inclusi nel Chronic Renal Insufficiency Cohort, che soffrivano di disfunzioni croniche . La determinazione del mediante equazione e’ risultata praticamente identica a quella ricavata tramite il sistema tradizionale.

settembre 9, 2011

Ricercatori scoprono nuovi geni legati a rare malattie renali.

Un team internazionale di ricercatori finanziati dall’UE ha individuato due nuovi collegati a . Il team di scienziati, provenienti da Canada, Germania, India, Paesi Bassi, Pakistan e Stati Uniti, ha ricevuto una spinta dai finanziamenti del progetto , nell’ambito del tema “Salute” del Settimo programma quadro (7° PQ) dell’UE.

Complessivamente il team ha studiato 850 proteine sospettate di essere coinvolte in tre genetiche : la , la sindrome di Joubert e la sindrome di Meckel-Gruber. Essi hanno mappato l’interazione delle proteine per prevedere quali di esse svolgono un ruolo cruciale nelle , cosa che ha portato alla scoperta del doppio gene.

Le sono causate da difetti genetici nelle ciglia delle . Le ciglia sono fondamentali in quanto coinvolte nei percorsi di segnalazione durante lo sviluppo cellulare di diverse parti del corpo. Le ciglia sono appendici delle che hanno diverse funzioni: per esempio, le ciglia delle vie respiratorie si occupano del trasporto del muco, mentre le ciglia nei reni rivelano il flusso dell’urina. Lo sviluppo errato delle ciglia può causare varie .
Rimane tuttavia molto limitata la nostra conoscenza della composizione, del collegamento e della dinamica delle ciglia nonché delle vie di segnalazione dei blocchi molecolari corrispondenti e delle reti proteiche associate.

In un articolo sulla rivista Cell, il team spiega come ha condotto la sua ricerca su una famiglia in Pakistan, in cui quattro fratelli soffriva della sindrome di Joubert: hanno combinato tecniche di mappatura genetica con l’uso di una mappa della rete di proteine, in modo da individuare il gene , che, se difettoso, porta alla comparsa della malattia. La sindrome si presenta quando un bambino riceve il gene da ambedue i genitori.

gennaio 17, 2011

Scoperto il network molecolare che preserva integrita’ renale.

 

Scienziati americani hanno scoperto una rete molecolare, che lavora attraverso il sistema immunitario, per rigenerare dall’interno i reni danneggiati.
Lo studio, pubblicato su ‘Pnas’, potrebbe portare alla messa a punto di nuove terapie per riparare diversi organi che hanno subito delle lesioni. Si tratta di un lavoro frutto della collaborazione tra due team: uno del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center e l’altro del Brigham & Women’s Hospital dell’Harvard Medical School (Usa).

settembre 7, 2010

Albumina nelle urine: predittiva di rischi renali acuti.

L’analisi dell’albumina nelle urine è in grado di mettere in evidenza il rischio di sviluppare malattie renali acute. A sostenerlo è un gruppo di studiosi della Johns Hopkins University di Baltimora (Usa) guidati da Morgan Grams in uno studio pubblicato sul Journal of the American Society of Nephrology, secondo i quali i pazienti con più alti livelli della proteina corrono un rischio 5 volte maggiore di sviluppare un danno renale acuto.

Del test, spiegano i ricercatori, già si conosceva il legame con il danno renale acuto, ma finora non era mai stato quantificato. Il team di Baltimora ha studiato le cartelle cliniche di 11.200 pazienti arrivando a individuare che i livelli dell’albumina nel sangue possono funzionare da fattore predittivo di danno renale acuto più di quanto non si fosse mai sospettato finora. Il danno renale acuto, spiegano i ricercatori, si verifica quando i reni improvvisamente perdono la capacità di filtrare le scorie del sangue: se il paziente è in buona salute “è una condizione potenzialmente reversibile, ma non sempre. I danni renali acuti ci preoccupano molto perché possono portare a malattie renali croniche e perfino alla morte”, spiega Grams.                               Il semplice ed economico esame potrebbe rappresentare una nuova strada per individuare – e prevenire – danni renali acuti potenziando il “tasso di filtrazione glomerulare” o eGFR, dall’inglese “estimated glomerular filtration rate”, il metodo attualmente utilizzato. (ASCA)