Posts tagged ‘renale’

aprile 22, 2013

Disturbi renali: è anche la velocità di passo di una persona a denunciare eventuale patologia.

La bassa di delle persone affette da malattie renali e’ risultata correlata a un rischio di mortalita’ piu’ elevato. L’associazione e’ stata dimostrata da uno studio pubblicato sul Journal of the American Society of Nephrology: in presenza di gli arti inferiori riducono l’efficienza delle performance di circa il trenta per cento e per ogni 0,1 metri al secondo in meno relativi alla della il rischio di mortalita’ si alza del ventisei per cento in un periodo di tre anni. CKD 300x259 Disturbi renali: è anche la velocità di passo di una persona a denunciare eventuale patologiaI soggetti con hanno maggiori probabilita’ di diventare fragili o disabili e di morire di problemi legati al cuore. I delle prestazioni fisiche sono spesso utilizzati per valutare la loro salute generale e vulnerabilita’. La ricerca condotta da Baback Roshanravan dell’Universita’ di Washington ha seguito 385 pazienti con insufficienza di eta’ media 61 anni. Gli studiosi hanno misurato la forza dell’impugnatura, la di cammino abituale, i ritmi di copertura di una distanza a piedi da sei minuti, il tempo impiegato ad alzarsi da una sedia, camminare per quattro metri, girarsi e tornare indietro per risedersi. I partecipanti sono stati seguiti in media per tre anni. Ogni 0,1 metri al secondo in meno di di e’ stato collegato ad un rischio del 26 per cento piu’ elevato di morire e ciascun secondo in piu’ di tempo impiegato ad allontanarsi e riavvicinarsi alla sedia e’ stato collegato a un rischio di mortalita’ dell’8 per cento in piu’.

giugno 1, 2011

Insufficienza renale: un ace-inibitore abbassa il rischio di progressione

Un Ace-inibitore abbassa notevolmente il rischio di progressione verso la fase terminale dell’ in tutte le categoriedi peso, ma l’effetto è maggiore nei pazienti obesi

 

Oggi l’obesità è considerata la causa più frequente di cronica, tanto che il rischio di contrarla risulta più che triplicato nei soggetti con obesità lieve (indice di massa corporea, Imc, tra 30 e 35 Kg/m2) e addirittura sette volte maggiore in quelli con obesità severa (Imc maggiore di 40 Kg/m2). Nonostante la frequenza della malattia cronica legata all’obesità, la ricerca specifica sui farmaci che possono ridurre e/o prevenire il danno negli obesi è ancora molto limitata. Uno studio condotto dall’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del CNR (Ibim-CNR) in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Bergamo e pubblicato sul Journal of American Society of Nephrology indica però che una possibilità di ridurre il rischio di incorrere in questa grave coplicazione potrebbe venire dagli .

aprile 20, 2011

Anemia renale: SIN, terapia specializzata.

Il coinvolgimento del paziente nella scelta della frequenza di somministrazione del farmaco, come la , per trattare l’ rende piu’ efficace la terapia.

 

E’ quanto emerge dal forum nazionale di Nefrologia Amgen Dompe’, patrocinato dalla Societa’ italiana di nefrologia (), in corso di svolgimento a Giardini Naxos.

marzo 31, 2011

Organo completamente artificiale: primo trapianto di cuore eseguito in Italia.

L’operazione all’ di Roma. E’ la prima volta in Italia. L’intervento su un uomo di 40 anni che da tre viveva grazie a un “ totale”
Un di in sostituzione di un totale. E’ stato eseguito, per la prima volta in Italia, all’ – Forlanini di Roma, lo scorso 23 febbraio. Il paziente ha 40 anni.

marzo 15, 2011

Insufficienza renale: scienziati scoprono gene dietro la causa.

Un team internazionale di scienziati ha identificato una mutazione associata a un indicatore fondamentale dell’ , cioè alti livelli della nelle .

 

La scoperta potrebbe portare a nuovi metodi per curare l’ e per rallentarne il progresso. Lo studio, che è stato in parte finanziato dall’UE, è stato pubblicato sul Journal of the America Society of Nephrology (JASN).

L’ è un problema serio in tutto il mondo; in Europa, si pensa che circa 1 su 10 persone ne siano affette. I fattori di rischio conosciuti per l’ comprendono il diabete e l’. Chiarire i fattori genetici che stanno alla base dell’ si è però rivelato difficile.

In questo studio, il team rivela che una singola mutazione in un chiamato è legata a una malattia chiamata albuminuria, nella quale la va a finire nelle . Livelli più alti di nelle sono un indicatore chiave dell’ cronnica e sono legati a un maggiore rischio di sviluppare l’ terminale, che può essere curata esclusivamente tramite dialisi o trapianto di rene. Inoltre l’albuminuria è associata a malattie cardiovascolari e mortalità.

I ricercatori hanno scoperto la mutazione scannerizzando e confrontando i genomi di 63.000 persone di discendenza europea e 7000 afro-americani. I campioni comprendevano sia persone affette da diabete che persone non affette da diabete. L’associazione tra la mutazione del e l’albuminuria è stata trovata in persone di discendenza europea e africana e in persone diabetiche e non.

settembre 7, 2010

Albumina nelle urine: predittiva di rischi renali acuti.

L’analisi dell’albumina nelle urine è in grado di mettere in evidenza il rischio di sviluppare malattie renali acute. A sostenerlo è un gruppo di studiosi della Johns Hopkins University di Baltimora (Usa) guidati da Morgan Grams in uno studio pubblicato sul Journal of the American Society of Nephrology, secondo i quali i pazienti con più alti livelli della proteina corrono un rischio 5 volte maggiore di sviluppare un danno renale acuto.

Del test, spiegano i ricercatori, già si conosceva il legame con il danno renale acuto, ma finora non era mai stato quantificato. Il team di Baltimora ha studiato le cartelle cliniche di 11.200 pazienti arrivando a individuare che i livelli dell’albumina nel sangue possono funzionare da fattore predittivo di danno renale acuto più di quanto non si fosse mai sospettato finora. Il danno renale acuto, spiegano i ricercatori, si verifica quando i reni improvvisamente perdono la capacità di filtrare le scorie del sangue: se il paziente è in buona salute “è una condizione potenzialmente reversibile, ma non sempre. I danni renali acuti ci preoccupano molto perché possono portare a malattie renali croniche e perfino alla morte”, spiega Grams.                               Il semplice ed economico esame potrebbe rappresentare una nuova strada per individuare – e prevenire – danni renali acuti potenziando il “tasso di filtrazione glomerulare” o eGFR, dall’inglese “estimated glomerular filtration rate”, il metodo attualmente utilizzato. (ASCA)

aprile 27, 2010

Rene: trattamento pre-operatorio per ridurre massa tumorale rende meno invasivo l’intervento

Il tumopre al rene in Italia colpisce ogni anno circa quattromila persone ed è difficile da diagnosticare perché, soprattutto nelle prime fasi della malattia, dà pochi segni di sé. Il tumore del rene viene quindi frequentemente individuato in stadio avanzato, quando è molto più difficile da curare. Uno studio appena pubblicato sul Journal of Clinical Oncology porta però buone notizie: secondo i ricercatori americani del Lineberger Comprehensive Cancer Center l’uso di sorafenib riesce a ridurre la massa neoplastica e a rendere possibile la chirurgia anche nei casi di carcinomi di grandi dimensioni. Se diagnosticato in fase precoce il carcinoma renale può essere completamente asportato, anche per via laparoscopica, ma poiché si manifesta con sintomi piuttosto vaghi (sangue nelle urine, dolore al fianco, al dorso, all’addome e – solo più tardi – una massa palpabile a livello dell’addome) la malattia viene spesso scoperta quando ha già dato metastasi e le possibilità di guarigione diminuiscono.(liquidarea) http://www.liquidarea.com/