Posts tagged ‘Regno Unito’

aprile 14, 2013

La prossima bolla immobiliare sarà made in UK.

Cameron meets Thatcher

David Cameron, l’erede di Margaret Thatcher, ha un piano molto chiaro per far tornare il Regno Unito a crescere: creare una grande bolla immobiliare.
Continua a leggere »

aprile 12, 2013

Il vero “contagio” è quello dell’austerità.

money

di Carlo Clericetti, da Repubblica.it

Adesso avremo anche la fama di appestati, visto che la Commissione Ue scrive che la nostra crisi rischia di contagiare il resto d’Europa? Ma contagiare chi, visto che – sempre secondo la Commissione – la lista dei malati è ben più lunga di quella dei paesi “sani”? L’elenco di chi ha squilibri definiti “seri” comprende, oltre a noi, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Malta, Ungheria, Olanda, Finlandia, Svezia, Regno Unito. Già, anche l’Olanda, sempre pronta a rimbrottare gli spreconi mediterranei, anche la virtuosa Finlandia col braccino corto quando si tratta di finanziare strumenti comunitari anti-crisi. Per altri due, Spagna e Slovenia, gli squilibri sono definiti “eccessivi”, cioè stanno anche peggio. E poi ci sono quelli che hanno già dovuto chiedere aiuti, Grecia, Irlanda, Portogallo, Cipro.

Continua a leggere »

aprile 9, 2013

Krugman: “Quali sarebbero i meriti della Thatcher?”

308979-margaret-thatcher-ronald-regan

di Paul Krugman

Ci saranno presumibilmente molti commenti su Margaret Thatcher nel corso dei prossimi giorni, anche se probabilmente non come il “Reagasm” [gioco di parole tra “Reagan” e “orgasm”, ndt] del 2004. E ci saranno, in particolare, molte affermazioni circa il fatto che la Thatcher ha trasformato la moribonda economia britannica. Ma è giusto?

Continua a leggere »

novembre 20, 2012

Più Europa? L’UE taglia il suo bilancio, è gara di austerità tra Bruxelles e stati membri.

La vicenda del bilancio dell’Unione Europea dimostra che la retorica del “più Europa” non basterà a salvare l’UE dalla recessione, né assicurerà la tenuta dell’Euro. Forse è tempo che i decisori politici, o coloro che si candidano a diventarlo, passino al conflitto aperto, se davvero ritengono che l’Unione e l’Euro possano e debbano essere salvati.

Continua a leggere »

//

luglio 21, 2012

Nemo propheta in patria.

Robert Skidelsky

Vi sono circostanze politiche ed istituzionali che possono determinare il segno e la durata delle politiche economiche, più di qualsiasi altro fattore. E’ questo il messaggio che Robert Skidelsky, noto biografo di Keynes, trasmette dalla testata progressista “The New Republic”, tracciando un profilo comparato di quanto avvenuto negli Stati Uniti e nel Regno Unito in materia di politiche di intervento di stampo keynesiano, a partire dal periodo dell’attuale crisi e guardando a ritroso fino al periodo immediatamente successivo al secondo dopoguerra. Continua a leggere »

giugno 15, 2010

Regno Unito: più cereali con meno fertilizzanti, grazie ai batteri.

 

Dall’Inghilterra arriva una notizia interessante per gli agricoltori: secondo uno studio finanziato dall’Unione Europea, infatti, ci sarebbero tecniche colturali in grado di mantenere la resa produttiva dei campi di cereali (e probabilmente anche di mais) utilizzando quantità inferiori di fertilizzanti azotati.

Si tratta di utilizzare particolari batteri, rizobatteri per la precisione, in grado di fissare l’azoto nelle radici. Serve, quindi, meno fertilizzante per ottenere risultati paragonabili. Si parla, in Inghilterra, di circa 50 chili di fertilizzante in meno per ogni ettaro coltivato.

I numeri, tuttavia, vanno ancora convalidati perchè precedenti esperimenti simili hanno avuto risultati poco lusinghieri. Se la cosa dovesse funzionare anche su scala commerciale, certamente sarebbe una buona notizia poter ridurre la quantità di fertilizzanti.

Ma per quanto riguarda l’impatto ambientale complessivo di queste coltivazioni inoculate con rizobatterri, ancora nulla si sa: lo si potrà stimare solo se il progetto scientifico inizierà ad assumere dimensioni maggiori.

aprile 11, 2010

Fioritura primaverile in anticipo.

fiorire
A causa delle calde temperature questa primavera assistiamo ad una fioritura prematuradella maggior parte delle piante, fenomeno che non si vedeva da quasi 250 anni.

Il che vale soprattutto per il Regno Unito, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista di biologia Proceedings of the Rocial Societyriportata dalla BBC: dal 1659 ad oggi, il 2010 è l’anno in cui i fiori sono sbocciati prima.

La ricerca ha analizzato le fioriture di 405 specie nei secoli, rilevando un trend in evidenza già negli scorsi 25 anni. Sebbene negli scorsi 250 anni ci siano stati altri periodi con temperature più elevate rispetto alla media, negli scorsi 25 anni l’aumento è stato costante, e di conseguenza il periodo delle fioriture è stato anticipato. Oggi la primavera arriva in Inghilterra 11 giorni prima rispetto a 30 anni fa, con tutte le conseguenze del caso per la tutela della biodiversità.(ecoblog)

novembre 25, 2009

Esportatori di democrazia.

Chi  crede al mito che i paesi occidentali vanno in giro per il mondo ad esportare la democrazia nei paesi sottosviluppati farà bene a leggere la storia di una donna delle pulizie irachena che ha accusato manager britannici della società texana Kbr di averle usato violenza all’interno della sede diplomatica del Regno Unito a Baghdad.
Lavicenda si svolge fra il 2006 e gli inizi del 2007 e ha come protagonisti la donna delle pulizie e alcuni funzionari di nazionalità britannica alle dipendenze della Kbr, una compagnia statunitense incaricata di gestire il personale locale operativo all’interno dell’edificio diplomatico a Baghdad. Gestione del personale che, secondo quanto denunciato da Asah, madre di cinque figli, si è ben presto trasformata in un vero e proprio abuso dello stesso. In  un primo momento un contractor britannico offrì ad Asah un raddoppio di stipendio in cambio di una notte di sesso. Dopo aver incassato il netto rifiuto della donna l’affaire passò da proposta di promozione a riduzione della paga e, successivamente, a licenziamento immotivato. Lo stato maggiore dell’azienda, preferì confermare il licenziamento della donna e procedere con quello di due cuochi, sempre iracheni, che in qualità di testimoni accreditarono l’intera versione.

 Ad un anno e mezzo di distanza dagli ultimi sviluppi alla donna è stato riconosciuto il diritto di adire le vie legali contro il governo di Sua Maestà britannica, reo di aver permesso che il Fco fallisse nel suo compito di proteggere i diritti della donna. Lo scorso agosto Tessa Gregory, suo rappresentante legale, si è recata a Beirut per raccogliere una testimonianza firmata dei tre ex dipendenti. “É venuto da dietro e mi ha spinto con violenza sul letto – ha raccontato Asah -. Ho lottato e sono riuscita ad alzarmi dal letto. L’ho spinto via. Mentre stavo scappando mi ha afferrato per la camicia, ma sono riuscita a liberarmi e a chiudermi nel bagno”.
La Kbr non è nuova ad episodi del genere. Va ricordata la vicenda di  Jamie Leigh Jones ex dipendente della Kbr. La donna allora diciannovenne accusò sette suoi colleghi di averla drogata e violentata in gruppo il 28 luglio del 2005 a Camp Hope, Baghdad. I suoi legali dichiararono che: “Quando si svegliò la mattina dopo ancora sotto l’effetto della droga, trovò il suo corpo nudo e gravemente ferito, con lacerazioni alla vagina e all’ano, sangue che colava dalla gamba, le sue protesi mammarie rotte e i muscoli pettorali strappati”. Conseguenze penali o civili per gli imputati: nessuna. Ora si aspetta l’udienza che dovrà rendere alla donna “i miei diritti e di riacquistare la mia dignità”.