Posts tagged ‘regioni’

febbraio 3, 2013

Proiezioni regionali del sondaggio BiDiMedia del 28 Gennaio: Centrodestra avanti in Veneto, Lombardia e Sicilia, ma lo scarto è minimo. IBC avanti in Campania e Puglia

Qui trovati il sondaggio nazionale (svolto nel pieno dello scandolo MPS) a partire dal quale sono stati elaborati i dati:
http://www.sondaggibidimedia.com/2013/01/sondaggio-elettorale-bidimedia-28.html


IBC
CDX
CENTRO
M5S
RC
Liguria
42-44
27,5-29,5
9,5-11,5
12-14
2-4
Piemonte
38-40
29,5-31,5
10,5-12,5
11-13
2-4
Lombardia
33-35
34,5-36,5
10-12
11-13
1,5-3,5
Veneto
33,5-35,5
34,5-36,5
10-12
13,5-15,5
1,5-3,5
Friuli Venezia Giulia
34,5-36,5
30,5-32,5
10,5-12,5
11-13
2-4
Emilia Romagna
47,5-49,5
19-21
6,5-8,5
15-17
4-6
Toscana
48,5-50,5
17-19
7-9
11-13
5,5-7,5
Umbria
44-46
20-22
7,5-9,5
11,5-13,5
6-8
Marche
43,5-45,5
22-24
8,5-10,5
13-15
4,5-6,5
Abruzzo
36,5-38,5
27,5-29,5
13,5-15,5
11-13
6-8
Lazio
37,5-39,5
27-29
11,5-13,5
12-14
4-6
Molise
22,5-24,5
27-29
14-16
11-13
14,5-16,5
Sardegna
38,5-40,5
25-27
13-15
11-13
3,5-5,5
Basilicata
44-46
26-28
11,5-13,5
10-12
4-6
Puglia
37-39
31,5-33,5
12-14
11-13
2-4
Campania
35-37
31-33
12,5-14,5
11-13
5,5-7,5
Calabria
37,5-39,5
29-31
13,5-15,5
11-13
3-5
Sicilia
27-29
29,5-31,5
17,5-19,5
14,5-16,5
3-5


Nota metodologica

Scala dei colori:
Toss Up: distacco medio inferiore ai 3 punti
CDX o IBC Leaning: distacco medio compreso tra 3 e 8 punti
CDX o IBC Solid: distacco medio superiore a 8 punti

 
Vi proponiamo i dati per aree politiche, considerando ITALIA BENE COMUNE (PD, SEL, CD, PSI, SVP, altri minori), il CENTRODESTRA (PDL, LEGA NORD, LA DESTRA, FiD, altri minori), il CENTRO (UDC, FLI, SCELTA CIVICA), M5S e gli RIVOLUZIONE CIVILE.

È opportuno chiarire che i dati pubblicati nella tabella sottostante non sono dati relativi a sondaggi effettuati singolarmente nelle varie regioni con un congruo numero di interviste, ma proiezioni, basate sui dati del sondaggio nazionale Bidimedia di Gennaio ed elaborati secondo un modello matematico, che conferisce un certo livello di affidabilità ai dati che vi mostriamo. Il suddetto modello si basa sui risultati elettorali storici e sui sondaggi fin qui condotti. Trattandosi di un’elaborazione a partire da un sondaggio è ovviamente soggetta ad errore.

novembre 28, 2012

Che significa “non pubblico.”?

2 comments

Monti: “trovare forme di finanziamento non pubblico“. Non pubblico, cioè privato.

maggio 2, 2012

Bilinguismo: migliora la concentrazione e affina l’udito.

Uno studio della Northwestern University (Usa) che sarà pubblicato su Pnas fornisce la prima prova biologica che il giova al uditivo e porta a destreggiarsi fra i vari suoni in un modo che migliora l’attenzione e la memoria.

 
L’esperta in Viorica Marian e la neuroscienziata Nina Kraus hanno collaborato per studiare come il influenzi il cervello. In particolare, hanno osservato le uditive. Nello studio, i ricercatori hanno registrato le risposte del a suoni complessi in 23 adolescenti bilingue e 25 che parlavano solo inglese in due diverse condizioni.
In una situazione tranquilla, i gruppi hanno risposto in modo simile. Ma in presenza di rumore di fondo, la performance del cervello dei bilingue è risultata significativamente migliore nel codificare i suoni, cosa che è stata collegata con un vantaggio a livello di attenzione uditiva. “La gente fa le parole crociate e altre attività per mantenere la mente brillante – commenta Marian – ma i vantaggi che abbiamo scoperto in questo studio derivano semplicemente dal conoscere e usare due lingue”.(ADNKRONOS)

novembre 14, 2010

Nucleare, decide lo Stato. La Consulta boccia lo stop di Puglia, Campania e Basilicata .

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato l’installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi.

La decisione, spiega l’Ansa, è stata presa in una delle ultime camere di consiglio dei giudici costituzionali e le motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni.

Secondo la Consulta le tre leggi regionali che in assenza di un’intesa tra Stato e Regioni precludono il proprio territorio all’installazione di impianti nucleari violano specifiche competenze statali. In particolare, le norme di Puglia, Basilicata e Campania sono state bocciate perché, in riferimento ai depositi di materiali e rifiuti radioattivi, avrebbero invaso la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente (art.117, secondo comma, lettera s).

Mentre per quanto riguarda l’installazione di impianti di energia nucleare sarebbe stata lesa la competenza esclusiva dello Stato in materia di sicurezza (art.117, secondo comma, lettere d e h). In base al ragionamento dei giudici costituzionali, se le Regioni ritengono giustamente necessaria un’intesa con lo Stato per l’installazione degli impianti allora possono impugnare le leggi statali dinanzi alla Consulta e non, come invece hanno fatto Puglia, Basilicata e Campania, riprodurre con legge regionale le situazioni che considerano più corrette.

novembre 12, 2010

TUMORI: ONCOLOGI, TROPPI TAGLI METTONO A RISCHIO LE CURE.

Pensare solo a far quadrare i bilanci e a ottenere risparmi ”rischia di compromettere la qualita’ delle cure” per i pazienti oncologici. L’allarme e’ lanciato dall’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), a congresso da sabato fino a oggi a Roma. ”Il diritto del paziente malato di cancro di ricevere le cure migliori non puo’ essere compromesso in nome del risparmio” dice, rilanciato da Doctornews, il presidente Carmelo Iacono nella giornata precongressuale dedicata alla ”Sicurezza del paziente fra compatibilita’ economica e tutela dei diritti”, sottolineando che ”esistono segnali che fanno presagire una progressiva e preoccupante involuzione del sistema”. Sul fronte dell’assistenza sanitaria oggi sembra prevalere una valutazione esclusivamente economica con il rischio di abbassare il livello delle prestazioni erogate”. A partire dalla chemioterapia che ”in alcune Regioni e’ stata trasferita in ambulatorio. Cio’ – chiarisce – non e’ adeguato clinicamente, perche’ vi sono alcune terapie che devono essere fornite in regime di ricovero ordinario o in day hospital per le particolari esigenze del paziente”. Portare la chemio in ambulatorio puo’ essere, insomma, ”una scelta pericolosa”, gia’ adottata ”in maniera diffusa sul territorio nazionale, dalla Lombardia alla Sicilia”.
In particolare le Regioni sottoposte a piani di rientro, rileva, ”stanno agendo sul livello delle prestazioni” ma ”il risparmio deve favorire l’ottimizzazione e non il declassamento delle prestazioni”.

agosto 6, 2010

I lipidi nel sangue associati a 95 geni.

La maggioranza delle variati identificate come associate al colesterolo LDL sono associate anche alle patologie cardiovascolari

Sono 95 le regioni del genoma umano – in parte già note e in parte no – le cui varianti sono associate alla regolazione dei livelli sanguigni di colesterolo e trigliceridi: questa la conclusione di un nuovo studio effettuato dai ricercatori della School of Public Health dell’Università del Michigan guidati da Tanya Teslovich.

// //

Sul totale, due regioni genomiche sono quelle ben conosciute che rappresentano i bersagli delle terapie farmacologiche; alcune altre sono note per essere associate a valori estremi di livelli di colesterolo e trigliceridi; infine ben 59 varianti sono state associate ai per la prima volta, come viene spiegato nell’articolo di resoconto pubblicato sulla rivista Nature.

Inoltre, molte delle varianti identificate in queste regioni genomiche nelle popolazioni di origine europea sono le stesse che influenzano il profilo lipidico anche di soggetti asiatici e afroamericani.

Il gruppo di studiosi ha focalizzato la propria attenzione sui quattro parametri che costituiscono il cosiddetto profilo lipidico di un individuo: colesterolo totale, colesterolo LDL (o “colesterolo cattivo”), colesterolo HDL (o colesterolo “buono”) e trigliceridi combinando i risultati di 46 studi differenti per complessivi 100.000 soggetti considerati.

giugno 28, 2010

Federalismo di merda.

Con il federalismo demaniale agli enti locali le regioni si sentiranno autorizzate a svendere un bel pezzo si patrimonio storico e naturale dell’Italia. Dalle isole ai mercati, dalle montagne agli ex aeroporti, il valore di inventario di tutto il patrimonio che diventa disponibile per le autonomie che potranno ‘scegliere’ alcuni di questi beni con un progetto di valorizzazione, è di poco oltre i tre miliardi. Ma è chiaro che può diventare molto di più. Anche perché a disposizione, a titolo gratuito, di Comuni, Province e Regioni c’é un patrimonio consistente di beni, messi nero su bianco dall’agenzia del demanio in un elenco al momento ancora provvisorio. Fra questi molti palazzi storici di Roma fra cui il museo di villa Giulia,l’idroscalo di Ostia e il Nuovo Sacher di Nanni Moretti. Anche le montagne entrano a far parte dei beni trasferibili alle autonomie: si va dalle Tofane al monte Cristallo alla Croda Rossa el Sorapis, all’Alpe di Faloria, tutti nel bellunese, in zona Cortina. Sull’isola di Albarella, di proprietà del gruppo della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, è a disposizione il campo da Golf a 18 buche per un valore di 4 milioni 650mila euro e chissà chi lo comprerà? Potrebbe andare ai ‘foggiani’ il faro di Mattinata sul Gargano, così come il vecchio faro di punta Palascia a Otranto o ancora, tra l’altro, il faro Spignon di Venezia. Ma sono anche trasferibili pezzi di ex ferrovie come l’antico tracciato della direttissima Roma-Napoli fino a un pezzo del raccordo ferroviario a Briosco (in provincia di Milano). In lista ci sono anche acquedotti come quello di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.   Nell’elenco, l’ex campo prigionieri di guerra in provincia di Ragusa ma anche diverse ex case del fascio, da quella di Desio in provincia di Milano a quella di Lentini in provincia di Siracusa. Anche se le caserme fanno storia a sé con la ‘Difesa Spa’ incaricata in primis (prima degli enti locali) della loro valorizzazione, nell’elenco del Demanio ce ne sono numerose, in particolare nelle zone di confine, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia.  Ci sono gli isolotti in prossimità di Caprera ma anche l’isola di Santo Stefano vicino a Ventotene, ceduta ‘pezzo per pezzo’ dall’ex carcere all’attracco agli arenili; poi diversi terreni e fabbricati nell’isola di Palmaria vicino a Portovenere. Ma c’é anche un pezzo di spiaggia a Sapri come la ‘spiaggia del lago di Como’ di manzoniana memoria a Lecco. Fra gli aeroporti  sii va dall’ex aeroporto di Bresso (Milano) a quello di Bagno Piana all’Aquila; c’é l’ex base missilistica di Zelo in provincia di Rovigo e i numerosi rifugi ‘anti-aerei’ della città di Siena. Domani sul sito dell’Ansa sarà pubblicato l’elenco completo del patrimonio demaniale italiano che potrebbe essere trasferito alle autonomie locali. E’ vergognoso quello che sta succedendo nell”indifferenza di tutti gli italiani.

maggio 22, 2010

Italia svendesi: approvato il federalismo demaniale.

L’Italia è il paese più bello del mondo, accattatevillo. Approvato ieri il cosiddetto federalismo demaniale, cioè il trasferimento dallo Stato alle Regioni e alle Province del demanio con tutti i suoi beni. Con possibilità di venderne alcune parti per fare cassa: boschi, laghi, collinette e fiumiciattoli, purchè non sia al confine tra due regioni quasi tutto si può vendere su richiesta delle Regioni.

Che hanno trentasei mesi per fare domanda. Scaduto il termine, al netto delle proroghe, tutto ciò che poteva essere trasferito e non è stato richiesto rimane fuori dallo scambio.

L’idea di fondo del decreto legislativo che lancia l’Italia nell’era del federalismo è che il bel paese ha un patrimonio naturalistico di incredibile valore. Incredibile ma non inestimabile: le Regioni sono invitate a vendere qualche pezzo pregiato al miglio offerente per appianare i debiti.

Se questo è lo spirito, si può facilmente immaginare che le Regioni più inguaiate si daranno da fare ben di più di quelle con i conti in regola. Sconvolgente, per questo, il commento del vulcanico ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta:”Premia le formiche e punisce le cicale. Fa risparmiare, ottimizza i costi standard. Viva il federalismo fiscale e viva il primo decreto legislativo. Quanto prima si faranno i decreti attuativi tanto meglio sara’ per il Paese”(ecoblog)

In tempi di crisi come questi e con questo governo sicuramente Province e Regioni svenderenno  l’Italia a palazzinari e speculatori?

maggio 20, 2010

Benvenuto fascismo prossimo venturo.

Fino ad oggi ci eravamo stancamente rassegnati, non io, ad un capo del governo che non riconosceva  l’autorità della legge,  che varava  leggi per favorire se stesso e la sua parte politica,  che non rispettava gli organi deputati all’amministrazione della giustizia e le loro sentenze, che sputva in facciaq ai magistrati, che violava ripetutamente la Costituzione, che attribuiva i propri errori all’opposizione, che accusava senza uno straccio di prova magistratura e minoranza di ordire oscuri complotti e di usare la giustizia a fini di lotta politica,  che  ha fatto eleggere dei condannati per mafia in Parlamento, che ha messo il bavaglio all’informazione. Adesso il governo fascista di Berlusconi ha fatto significativi passi in avanti verso lo stato fascista e piduista. Sarà  istituita per legge la censura, i magistrati non potranno più usare come strumento d’indagine le intercettazioni e perciò camorristi, mafiosi corrotti e corruttori potranno fare i loro affari con una buona dose di sicurezza di farla franca. Nel frattempo gli imprenditori trasferiscono la produzione all’estero e comprano le merci di cui hanno bisogno in Cina. Sacconi si è messo di impegno a tentare di distruggere lo Statuto dei lavoratori e ci riuscirà. Gli operai non contano più niente, i dipendenti pubblici meno i pensionati debbono solo aspettare di morire. Nel frattempo quello che era definito il demanio indisponibile dello Stato passa alle Regioni col consenso di Di Pietro, e dalle regioni passerà in varie maniere ai privati. Contemporaneamente Tremonti si appresta a toglierci dalle tasche venticinquemiliardi di euro e la borsa continua a farci cacare sangue. In tutto questo neache io mi sento troppo bene.

maggio 11, 2010

La crisi economica viene dal petrolio.

Aspo Italia: la crisi economica? Viene dal petrolio. Il picco tra 18 mesi

Aspo Italia, ramificazione italiana dell’Associazione per lo studio del picco del petrolio e delgas, ha inviato ieri una lettera ai presidenti delle Regioni e Province italiane e alla Conferenza Stato-Regioni contenente una nota informativa su petrolio, economiasocietà.

Nel documento si legge che l’attuale crisi economica deriva anche, se non in gran parte, dalle dinamiche del mercato del petrolio:

Sussistono ragioni molto fondate per ritenere che la crisi finanziaria, partita nel 2007 in modo graduale ed evoluta nel 2008 in un vero e proprio ridimensionamento dell’economia globale, tragga in gran parte la propria origine nell’incapacità di estrarre petrolio greggio in quantità sufficienti, e a costi sufficientemente bassi, tali da sostenere la crescita imposta dall’economia aperta di mercato ormai affermata in tutto il mondo.(ecoblog)