Posts tagged ‘referendum’

giugno 7, 2013

Acqua pubblica, a due anni dal referendum il tradimento dei beni comuni.

Acqua pubblica, a due anni dal referendum il tradimento dei beni comuni

Oggi in Campidoglio alcuni volontari del Coord Romano Acqua pubblica hanno manifestato per chiedere al futuro Sindaco di Roma di rendere davvero l’acqua pubblica. Ma evidentemente l’acqua non può essere pubblica secondo politici e amministratori. Su 8000 sindaci italiani dal referendum del 2011 a oggi solo in 4 hanno veramente applicato le richieste dei 26 milioni di italiani: Napoli, Vicenza, Palermo e Reggio Emilia. Gli altri continuano a far pagare l’acqua come fosse un bene privato.

D’altronde con i cambiamenti climatici in atto l’acqua fra trent’anni sarà certamente più preziosa del petrolio, anche se sembra che possa essere effettivamente un piano di scontro ancora molto lontano dal risolversi. Dal governo Prodi al governo Berlusconi, mai come sull’acqua privata l’accordo è stato unanime: il Pd non ha mai appoggiato il referendum e tutti hanno sempre accolto con grande favore i balzelli sull’acqua anche se si affaticano a dire che non è l’acqua a essere messa in vendita ma i servizi collegati (ma che vuol dire? se non ho la fontana non ho nemmeno l’acqua).

maggio 11, 2013

e tutto questo Grillo non lo sa!

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Grillo sullo ius soli. La vignetta oggi su il manifesto.

p.s. Nei commenti alla vigna già postata su facebook, venne fuori Rosarno e la rivolta dei migranti, del 2010. Ringrazio per avermi ricordato una vigna a cui tengo assai.

aprile 15, 2013

Coscienza civile.

 

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Taranto e il referendum su l’Ilva.

novembre 24, 2011

Acqua: ‘vincitori’ referendum, pronto ricorso.

(Archivio) (Archivio)

ROMA – E’ pronto un ricorso sulla manovra di agosto per la parte in cui ripropone le norme sull’acqua e sui servizi pubblici locali abrogate (l’art.23 della cosidetta Legge Ronchi) con il voto referendario del 12 e 13 giugno. A dirlo Paolo Carsetti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua durante la conferenza di presentazione della manifestazione del 26 novembre a Roma (partenza da Piazza della Repubblica a Bocca della verita’), indetta per ”rivendicare le ragioni della vittoria” nelle urne e lanciare anche una campagna ribattezzata di ”obbedienza civile”.

In sostanza i ‘vincitori’ del referendum chiedono che venga fatto valere ”un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti. Oggi, a distanza di mesi – spiegano – risulta che in tutto il territorio nazionale nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio, diminuendo le tariffe del servizio idrico”. E allora l’obbedienza civile che consiste ”nel pagare le bollette, successivamente al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della remunerazione del capitale investito (pari al 7% degli investimenti che tradotto in bolletta pesa tra il 10 e il 20%)”.
Gaetano Azzariti, giurista tra gli estensori dei quesiti referendari, sul vulnus aperto dalla manovra estiva chiede che ”questo nuovo governo sia piu’ attento ai vincoli costituzionali” perche’ ”bisogna che si rispettino gli effetti giuridici prodotti dai referendum, dalla pronuncia del corpo elettorale, e dalle sentenze della Corte Costituzionale” con l’unico vincolo di ”non riproporre la stessa normativa”.

ottobre 2, 2011

Il senso recondito delle cose.

La politica si interroga dopo la presentazione di oltre un milione e duecentomila firme, raccolte per cancellare  una legge definita come porcata dagli stessi individui che l’avevano promossa.
ottobre 1, 2011

Un milione e 210406 firme.

Ben oltre un milione di firme raccolte in un mese (d’agosto se n’erano raggranellate ben poche) per abrogare l’infamia della legge elettorale Porcellum, rappresentano un risultato che appariva temerario ai professionisti della vecchia politica. Ricordo l’afosa giornata di luglio in cui ci siamo ritrovati al Palazzaccio della Cassazione per presentare i quesiti. Alcuni dirigenti del Pd che dapprima avevano appoggiato l’iniziativa, neanche si presentarono. La segreteria nazionale del partito contrappose al referendum l’improbabile opzione di cambiare la legge elettorale per via legislativa. Poi la minuscola macchina organizzativa si è messa in moto e davanti ai banchetti si sono ritrovate file di cittadini incuranti dei calcoli dei capipartito. Dobbiamo a loro molta riconoscenza. La spinta popolare è un fattore democratico nel quale bisogna sempre confidare.

settembre 14, 2011

Referendum contro la legge porcata: è quasi fatta.

Primo bilancio del referendum contro la legge porcata: 380 mila firme raccolte quando mancano 17 giorni alla scadenza. Al comitato si nasconde a fatica l’entusiasmo. Mancano “solo” 120 mila consensi, diciamo 170 mila per essere sicuri che tutti gli autografi vengano riconosciuti validi dalla Cassazione. “Il risultato è a portata di mano”, ammette Andrea Morrone, professore di diritto costituzionale e uno degli estensori del quesito. Domani i referendari avranno finito il lavoro di raccolta dei dati sul territorio e comunicheranno il primo risultato parziale. Una cifra ufficiale o semi-ufficiale. Che però sembra garantire ossigeno alla volata finale.

luglio 10, 2011

val di Susa il Tunnel come il ponte sullo Stretto

Trentamila per i No-Tav, ma solo seimila per la questura. Oppure, a scelta, almeno diecimila per i quotidiani. O ancora: ventimila per la Fiom, che di conteggi ai cortei se ne intende. RaiTre si limita a parlare di “migliaia” di manifestanti, mentre il sito ufficiale No-Tav parla di 25.000 persone. Tantissime, comunque: troppe, in ogni caso, per chi le teme. E a ragione: l’8 luglio, Torino è stata letteralmente invasa. Non solo dai valsusini in lotta per difendere coi denti il proprio diritto al futuro, ma anche da migliaia di torinesi, per niente convinti dalle chiacchiere dell’establishment sulla sempre più fantomatica Torino-Lione; come osserva “La Stampa”, almeno metà del “popolo delle primarie” non se la sente di schierarsi contro la valle di Susa.

Non casuale, infatti, la chiusura totale da parte del Pd, in allarme dopo la sortita di Vendola, che all’indomani della manifestazione oceanica di fiaccolata 1Chiomonte il 3 luglio – 70.000 persone – ha finalmente avanzato riserve, pretendendo rispetto per le ragioni della valle assediata. Risposta: la consueta reticente arroganza da parte di una élite di potere sempre più trincerata nella paura di non riuscire a far partire il cantiere più costoso e, probabilmente, più inutile della storia delle opere pubbliche italiane. In prima linea Bersani, secondo cui il problema non esiste: si tratta solo di rassicurare chi ha «qualche dubbio». Il pallido Fassino sembra un disco rotto, come Chiamparino: non fa che ripetere che la Torino-Lione si deve fare, punto e basta. E i gerarchi del partito, da Morgando a Saitta, ora auspicano che i sindaci “dissidenti” della valle di Susa, vicini ai No-Tav, vengano finalmente espulsi dal Pd. Niente male anche il centrodestra: l’assessore regionale Barbara Bonino plaude all’opposizione della Comunità Montana, dichiarando di poter finalmente avviare «un confronto serio» coi valsusini meno votati, ignorando il presidente Sandro Plano e cioè la rappresentanza legittima delle istituzioni locali.

giugno 20, 2011

TIRA UNA BRUTTA ARIA !!!

giugno 15, 2011

Nucleare: missione compiuta.