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aprile 21, 2020

Conte propone il recovery fund per l’Italia!

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Nell’ intervento al senato di oggi 21 aprile il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla del recovery fund con a garanzia direttamente il bilancio UE. In buona sostanza la condivisione del rischio diventa comune a tutti i paesi della EU che non tiene conto del debito passato che rimane inalterato.

Conte ha definito i recovery fund: “una parte essenziale” per aprire una trattativa con  i paese intransigenti aggiungendo “l’Italia intende realizzarlo il prima possibile e questo sarà il tema della riunione di giovedì”, giorno in cui si svolgerà il prossimo incontro del Consiglio europeo.

Ma c’è una differenza sostanziale fra eurobond o corona bond e recovery fund.

La prima è che gli eurobond sono titoli emessi dai singoli stati sotto la garanzia totale e reciproca di tutti. In buona sostanza ogni governo deciderebbe secondo i suoi processi costituzionali (fra cui le regole di bilancio, eventuali impegni con paesi terzi) e con la sua maggioranza parlamentare.

Inoltre gli eurobond non costringono gli stati a sottostare alle regole di bilancio EU.

I recovery fund viceversa vengono emessi da un ente collettivo  sotto il diretto controllo dell’EU. In buona sostanza è un mes travestito: viene alimentato da a contributi (calcolati in un certo modo) degli stati membri, entro limiti complessivi e per materie decisi periodicamente all’unanimità, e speso secondo il metodo comunitario. Inoltre l’utilizzo non è libero ma viene stabilita una procedura comune per decidere l’utilizzo.  Stiamo parlando di un MES mascherato.

Parlando ancora del recovery fund, secondo Conte “questo nuovo strumento finanziamento dovrà essere conforme ai trattati perché non abbiamo tempo per modificarli. Va gestito a livello europeo senza carattere bilaterale, deve essere ben più consistente degli strumenti attuali, mirato a far fronte a tutte le conseguenze economiche e sociali, dovrà essere immediatamente disponibile e se dovrà ricadere nel quadro finanziario pluriennale dovrà essere messo a disposizione subito, attraverso garanzie che ne anticipino l’applicazione”.

Conte ignora o finge di ignorare le differenze costituzionali macroscopiche fra i due strumenti  che di fatto  implica la rinuncia ad una quota di sovranità fiscale  e in senso molto ampio, di politica economica e finanziaria.

L’avvocato del popolo si è dimostrato per quello che veramente è.

Beppe Sarno