Posts tagged ‘recettori’

marzo 24, 2012

Oppioidi e cervello: rivelata la struttura del legame.

Determinata per la prima volta la  di due tra i più importanti per gli , i cosiddetti “mu” e “kappa”, coinvolti rispettivamente nella mediazione delle sensazioni di piacere e dolore e nella regolazione dell’umore e delle esperienze psicotiche. La scoperta apre le porte alla progettazione di farmaci più sicuri ed efficaci per il trattamento del dolore, delle dipendenze e di diversi disturbi psichiatrici.

Per la prima volta è stata determinata la di due umani per gli , molecole presenti sulla superficie delle cellule cerebrali che si legano agli e sono coinvolte in modo essenziale negli stati di piacere, dolore, , , psicosi e altre ancora. Le nuove dettagliate informazioni sulla di questi – pubblicate in due articoli apparsi su “Nature” – su cui agiscono innumerevoli sostanze, dall’ agli anestetici ospedalieri, apre la strada alla progettazione di farmaci più sicuri ed efficaci.

Fra i molteplici sottotipi di degli presenti nel cervello umano – che concorrono tutti insieme in una sinfonia di attività non ancora pienamente compresa – si distinguono per importanza i mu, delta, kappa e /orfanina FQ.

ottobre 24, 2011

Effetto Placebo: studio italiano ne svela i meccanismi.

L’effetto agisce con le stesse dinamiche chimiche dei farmaci, tanto che “i farmaci e gli stimoli psicosociali (per esempio le suggestioni verbali del medico verso il paziente) agiscono con gli stessi meccanismi”.

 

Lo ha appurato un ricercatore italiano, Fabrizio Benedetti, professore di Neuroscienze all’Universita’ di Torino e membro dell’Istituto Nazionale di Neuroscienze (), in uno studio pubblicato ‘Nature Medicine’ che fara’ parte della lettura che terra’ al congresso internazionale di psico-neuro-endocrino-immunologia ‘Stress e Vita’, in programma a Orvieto dal 27 ottobre. “I farmaci agiscono tramite il legame a – spiega Benedetti – la cui attivazione produce sia effetti terapeutici che effetti collaterali negativi. Gli stimoli psicosociali, attraverso meccanismi di condizionamento e di anticipazione, sono in grado di attivare specifiche sostanze (ad esempio le endorfine nel caso del dolore, la dopamina nel caso della malattia di ), che si vanno a legare agli stessi ai quali si vanno a legare i farmaci, producendo effetti simili a quelli prodotti da questi ultimi, sia terapeutici che collaterali.

giugno 11, 2011

Come il fumo inibisce i recettori dell’appetito.

Il fumo di sigaretta inibisce il senso di fame legandosi a dei per la localizzati nei neuroni dell’. Ne da’ notizia Science, pubblicando i risultati degli studi condotti dai ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston (Stati Uniti), coordinati da Marina Picciotto della School of Medicine dell’Universita’ di Yale di New Haven (Stati Uniti).

 


maggio 4, 2011

Neuroni: studiato come la loro attivita’ passa da un urlo, ad un lieve sussurro.

L’attivita’ dei puo’ essere ridotta fino a diventare un ‘’. Lo hanno scoperto i ricercatori dell”Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) con uno studio pubblicato dal Journal of Neuroscience che apre la strada alla cura di patologie come l’autismo o l’, in cui il messaggio e’ ‘urlato’.

”La scoperta che e’ possibile attivare solo parzialmente i e’ di fondamentale importanza – afferma il coordinatore Andrea Barberis – si puo’ dire che oggi abbiamo dimostrato che e’ possibile regolare in modo fine il volume di cio’ che i si dicono, permettendo di sussurrare un messaggio corretto, piuttosto che di gridarne uno errato”.I ricercatori hanno studiato l’intensita’ degli stimoli indotti dal neurotrasmettitore scoprendo che e’ possibile attivare i dedicati anche in modo parziale, cioe’ attraverso una sola molecola di , invece che due.

gennaio 6, 2011

Nuova scoperta per inibire sviluppo tumore al seno.

Potrebbe essere una nuova arma in mano alla medicina, nella lotta al cancro alla mammella. Lo studio
I ricercatori della Wake Forest University Baptist Medical Center (Usa) hanno fatto una scoperta che potrebbe essere la chiave per inibire la crescita del tumore al seno, o cancro alla mammella. Si tratterebbe di un peptide che si trova sia nel sangue che nei tessuti in grado frenare lo sviluppo del cancro.

Nello specifico, ai topi utilizzati per la ricerca sono state iniettate cellule tumorali del seno umane. Queste hanno permesso lo sviluppo dei due tipi più comuni di cancro mammario, estrogenorecettori e HER2 sensibili.

Come riportato sulla rivista Cancer Research, dopo che si era sviluppato il tumore, i topi sono stati suddivisi in due gruppi. Un primo gruppo ha ricevuto iniezioni di angiotensina-(1-7); il secondo gruppo iniezioni di semplice soluzione fisiologica (acqua e sale), per 18 giorni.
Al termine del periodi di test, i topi trattati con ACE-(1-7), si è mostrata una riduzione del 40% delle dimensioni del tumore, rispetto ai topi del gruppo trattato con la soluzione fisiologica.
Altresì, nei topi trattati con l’angiosteina-(1-7) si è vista una riduzione della fibrosi nell’ordine del 64% fino al 75%.

 

 

Lo studio, condotto su modello animale dalle ricercatrici Patricia E. Gallagher e E. Ann Tallant, ha mostrato che il peptide, cosiddetto angiotensina-(1-7), è riuscito ad attaccare il cancro al seno in due modi: attraverso l’inibizione della crescita delle cellule tumorali del seno e inibendo la crescita dei fibroblasti associati al tumore (CAF) , cellule del microambiente tumorale, il tessuto contiguo al tumore.

dicembre 22, 2010

Sclerosi multipla: non e’ solo un problema immunologico.

Il principale effetto positivo di un farmaco da poco approvato dalla FDA, il fingolimod, non sarebbe legato alle sue  proprietà di immunomodulazione, ma un’azione diretta sul sistema nervoso centrale

Nella sclerosi multipla è in azione un processo biologico finora sconosciuto. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori della Scripps Institution che stava approfondendo i meccanismi d’azione del fingolimod, il primo farmaco orale per il trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla che nel settembre scorso è stato approvato dalla FDA statunitense. La scoperta è descritta in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

Finora si riteneva che il farmaco agisse sul sistema immunitario mal funzionante del paziente in modo da prevenirne l’attacco ai tessuti cerebrali. Gli studi sul farmaco avevano infatti mostrato che, fra i suoi effetti, uno molto importante era la fosforilazione di un particolare tipo di recettori, detti SIPR, presenti sulla superficie di alcune specifiche cellule. La fosforilazione determina l’internalizzazione del recettore nella cellula e la sua distruzione. Un sottotipo di questi recettori, i S1P1, ha un ruolo critico nel rilascio dagli organi linfatici dei linfociti, che nei pazienti con sclerosi multipla possono danneggiare le cellule del sistema nervoso. L’ipotesi di base era dunque che fosse proprio la distruzione di questi recettori a determinare gli effetti positivi del farmaco.

settembre 23, 2010

Saranno i virus piu’ temuti a suggerire nuove strategie farmacologiche.

Riuscire a scoprire i ‘trucchi da pirata’ dei virus per mettere a punto nuovi farmaci contro le malattie infiammatorie e autoimmuni: i virus non sono piu’ solo nemici da combattere, ma possono aiutare a conoscere meglio le difese immunitarie e alcune loro strategie di sopravvivenza potrebbero diventare futuri farmaci.
E’ una delle nuove prospettive che saranno presentate nella conferenza ‘The Future of Science’, in programma a Venezia dal 19 al 21 settembre, organizzata dalle Fondazioni Umberto Veronesi, Silvio Tronchetti Provera e Giorgio Cini. ‘I virus conoscono il sistema immunitario molto meglio di noi immunologi’ ed e’ per questo che siamo andati a lezione da loro’, osserva Alberto Mantovani, dell’universita’ di Milano e direttore scientifico dell’Istituto Humanitas, sempre a Milano.Mantovani, che presentera’ nel convegno di Venezia questo particolare aspetto della ricerca sui virus. Come pirati, spiega Mantovani, ‘nel corso della loro evoluzione alcuni virus hanno saccheggiano il Dna del sistema immunitario dell’uomo e si sono impadroniti di falsi recettori per usarli come trappole molecolari. In questo modo sono riusciti a sovvertire e a ingannare il sistema immunitario in modo da sopravvivere indisturbati nell’organismo umano’. Per esempio, prosegue l’immunologo, ‘il virus di Epstein-Barr infetta il 90% della popolazione adulta e in condizioni normali viene controllato dal sistema immunitario.
Tuttavia in particolari casi puo’ causare il cancro’, come linfomi e tumori solidi della testa e del collo. La sua ‘arma segreta’ e’ una molecola prodotta da alcune cellule immunitarie, chiamata l’interleuchina-10, capace di sopprimere alla risposta immunitaria.

agosto 26, 2010

Tumore al seno: fumo e recettori nicotinici in esubero con conseguenti neoplasie.

Nelle cellule cancerose risultano notevolmente sovraespressi i recettori nicotinici nAChR, e in misura ancora maggiore nelle cellule di tumori in fase avanzata.

È ben noto come l’assunzione di nicotina porti al fenomeno della dipendenza da questa sostanza in virtù del legame che instaura con il recettore dell’acetilcolina (nAchR). Tale legame è in grado anche promuovere l’insorgenza del tumore del seno, come mostra una ricerca pubblicata online sul Journal of the National Cancer Institute.

Il fumo di sigaretta è stato riconosciuto come fattore di rischio per un’ampia gamma di neoplasie, e in particolare per il tumore della mammella; tuttavia finora erano state tirati in causa componenti diversi del tabacco.

Per determinare l’effetto di promozione della carcinogenesi della nicotina, Yuan-Soon Ho, ricercatore della Taipei Medical University, e colleghi hanno analizzato 276 campioni di tessuto tumorale per verificare se sottounità del recettore nicotinico nAChR fossero sovra-espresse nelle cellule di tumore del seno rispetto a quelle normali circostanti.

I ricercatori hanno trovato come nelle cellule di tumore della mammella fossero notevolmente sovra-espresse le subunità alfa-9 dell’nAChR (α9-nAchR), e che tale espressione risultava relativamente più alta nei tumori in fase avanzata rispetto a quelli in fase iniziale.

Negli esperimenti di laboratorio si è riscontrato inoltre come con la riduzione dei livelli di α9-nAchR risulti inibita la crescita tumorale, mentre il loro incremento o il trattamento delle cellule tumorali con nicotina promuova lo sviluppo di caratteristiche cancerose.

Secondo il commento degli autori: “I risultati implicano che i segnali cancerogeni mediati da recettore rivestono un ruolo decisivo nelle funzioni biologiche collegate allo sviluppo del tumore della mammella nell’essere umano.”(liquidarea)