Posts tagged ‘raggi UV’

giugno 16, 2013

I dieci comandamenti per prevenire il tumore.

L'elenco, stilato dagli specialisti del Policlinico Gemelli. Al primo posto, no al fumo

Specialisti del Policlinico Gemelli in piazza per la prevenzione contro il cancro. Dodici le regole per ridurre al minimo il rischio di ammalarsi di tumore: dallo stop al fumo alla tintarella sicura, passando per l’attenzione al consumo di alcol e per la lotta ai chili di troppo.
Il Dodecalogo della prevenzione è stato presentato in occasione della prima tappa della manifestazione Gemelli insieme.
«Sebbene sia difficile fare una stima precisa della riduzione globale del rischio tumori che si può ottenere seguendo i corretti stili di vita suggeriti dal dodecalogo – spiega Carlo Antonio Barone, direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia medica del Gemelli – perché l’incidenza dei vari tumori è diversa, una percentuale ragionevole di questa riduzione potrebbe essere intorno al 30% circa».

LE REGOLE Prima regola: non fumare.
Seconda: tieni d’occhio la bilancia; si stima infatti che circa il 30-40% dei tumori siano riconducibili a scelte alimentari non corrette.
Terza: fare esercizio fisico. Contrasta l’obesità e le malattie correlate, tumori compresi. Quarta regola: mangiare ogni giorno frutta e verdura, e limitare il consumo di alimenti contenenti grassi di origine animale.
Quinta regola: attenzione agli alcolici, che aumentano il rischio di tumori specialmente del cavo orale, della faringe, della laringe e dell’esofago, nonchè del fegato.
Sesta regola: tintarella sì, ma protetti: l’esposizione ai raggi ultravioletti (Uv), in particolare quelli di tipo B, rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma.
Settima regola: prestare attenzione ai ‘nemici’ dispersi nell’ambiente.
Ottava regola: alcuni tumori si possono riconoscere prestando attenzione a segnali che il corpo ci manda; è bene rivolgersi a un medico se si nota presenza di una tumefazione, una ferita che non guarisce, neo che cambia forma, sanguinamenti anormali. persistenza di sintomi quali tosse, raucedine, acidità di stomaco, difficoltà a deglutire, perdita di peso, modifica delle abitudini intestinali e urinarie.
Nona regola: Le donne possono proteggersi dal tumore del collo dell’utero partecipando a programmi di screening attraverso l’effettuazione del Pap-test ogni tre anni nella fascia di età fra i 25 e i 64 anni. Oggi è disponibile un vaccino preventivo contro i più comuni tipi di Hpv ad alto rischio, responsabili del 70% dei tumori del collo dell’utero.
Decima regola: la prevenzione, fondamentale anche per il tumore del seno: oltre il 90% dei tumori della mammella viene scoperto autonomamente mediante l’autopalpazione; a questa semplice pratica si aggiunge l’RX mammografia che rappresenta l’esame diagnostico fondamentale utilizzato nei programmi di screening.
Undicesima regola: un altro big killer tra i tumori, il cancro del colon retto, si può prevenire con due esami, il test per la ricerca del sangue occulto fecale in prima istanza e la colonscopia nei soggetti risultati positivi a detto test.
Dodicesima e ultima regola: è importante prevenire l’infezione da virus dell’epatite virale B (Hbv) ed epatite virale C (Hcv) che sono le principali cause di epatite acuta e cronica, cirrosi e carcinoma epatico.

giugno 8, 2013

Tumori in età pediatrica: un braccialetto avverte con il viraggio di colore quando il sole diventa pericoloso.

Un contro i del . Quando i diventano pericolosi per la , cambia colore (da bianco a viola) per avvertire che il limite di guardia e’ stato raggiunto. E’ distribuito in questi giorni nelle scuole elementari della Campania e, a partire da fine giugno, negli stabilimenti balneari della Regione. mani raggi uv 300x165 Tumori in età pediatrica: un braccialetto avverte con il viraggio di colore quando il sole diventa pericoloso”Il ti salva la ‘ e’ lo slogan della campagna di informazione con cui la Fondazione vuole raggiungere in particolare i piu’ giovani per sensibilizzarli sull’importanza delle regole per una corretta esposizione solare. La campagna e’ stata presentata in un incontro all’Istituto ”Pascale” di Napoli. La prevenzione e’ la prima arma per sconfiggere il , un tumore della particolarmente aggressivo, che ogni anno fa registrare nel nostro Paese 7000 nuove e 1500 decessi.

aprile 10, 2012

Cancro della pelle: caffeina e movimento fisico gli ottimi deterrenti.

Il connubio esercizio fisico e pare possa essere d’aiuto nel combattere il temuto, e oggi assai diffuso, della .

 
Se n’è parlato qualche giorno fa dell’aumento preoccupante dei casi di della (vedi articolo) dovuti a un’errata esposizione ai , e oggi un nuovo studio suggerisce che la combinata con l’attività fisica possa essere d’aiuto nel caso si sia vittime di questa . Sono i ricercatori del programma di prevenzione del della presso il Rutgers Ernest Mario School of Pharmacy di Piscataway, nel New Jersey, ad aver scoperto l’effetto combinato di ed esercizio fisico sullo sviluppo del della in modello animale.

dicembre 16, 2010

Raggi UV: il meccanismo di difesa del DNA

L’effetto della luce del Sole sulla nostra pelle spesso aiuta le persone a sentirsi sane e felici ma, mentre l’abbronzatura può essere un effetto desiderato, esso può anche avviare dei processi di danneggiamento che portano a gravi malattie come il cancro della pelle. Ricercatori in Austria sono riusciti a svelare i meccanismi di protezione che permettono al DNA (acido deossiribonucleico) di proteggersi dall’esposizione ai raggi UV (ultravioletti) emessi dal Sole. I risultati sono stati pubblicati nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Scienziati guidati da Hans Lischka, professore dell’Istituto di fisica teorica dell’Università di Vienna in Austria, si sono proposti di decifrare i processi ultra-rapidi di fotostabilità delle basi azotate, senza la quale DNA e RNA (acido ribonucleico) subirebbero una rapida degradazione da parte dei raggi UV.

I ricercatori affermano che il processo sotto analisi era “semplice, ma altamente complesso”, aggiungendo che “non appena i raggi UV eccitano gli elettroni portandoli a un livello energetico più alto, un decadimento ultra-veloce li riporta al loro stato originario”. Secondo loro, “In questo modo l’energia elettronica viene convertita in calore.” Nonostante la complessità di questo processo, il team del professor Lischka ha spiegato che esso “avviene in uno spazio temporale incredibilmente breve, fino a un milionesimo di miliardesimo di secondo”.

ottobre 16, 2010

Interruttore enzimatico che regola produzione melanina: la futura abbronzatura artificiale?

Bloccare l’azione di un enzima per permettere all’organismo di produrre più melanina, rendendo la pelle abbronzata senza bisogno di esporla al sole: la scoperta è stata fatta dai ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) Cutaneous Biology Research Center (CBRC) (Usa), che in un articolo pubblicato sulla rivista Genes & Development spiegano che, nei topi, disattivando l’enzima PDE-4D3 sono riusciti a ottenere un significativo aumento del naturale processo di pigmentazione della pelle.

I ricercatori hanno confermato il ruolo di PDE-4D3 nel controllo della produzione di melanina mediante l’applicazione di diversi agenti che bloccano la produzione dell’enzima:dopo cinque giorni di trattamento la pelle degli animali trattati risultava scurita in modo significativo rispetto al gruppo di controllo.

“L’obiettivo primario di indurre la produzione di melanina nella pelle umana sarebbe la prevenzione del cancro della pelle, dal momento che tutte le forme comuni di queste neoplasie sono associate all’esposizione ai raggi UV – spiega David Fisher, ricercatore del Massachusetts General Hospital e prima firma dello studio -. Attivando maggiore produzione di melanina, infatti, la pelle risulterebbe più scura: in questo modo sarebbe quindi più protetta dai danni provocati dalle radiazioni solari naturali, e inoltre un colorito più scuro potrebbe dissuadere le persone dal sottoporsi all’abbronzatura artificiale”. (ASCA)

luglio 27, 2010

Allo studio un enzima che ripara danni da sole al DNA.

Un enzima che possiedono molti animali ma di cui l’uomo e’ sprovvisto potrebbe essere la chiave per rimedi molto piu’ efficaci alle scottature solari e per la prevenzione dei tumori della pelle. Lo afferma uno studio pubblicato da ‘Nature’, in cui per la prima volta e’ stata descritta l’azione di questa molecola. L’enzima protagonista della ricerca e’ la fotoliasi: i fisici dell’Ohio State university sono riusciti a ‘vederlo’ in azione su una porzione di DNA su cui era stato simulato un danno simile a quello prodotto dal sole. Quando l’enzima ‘trova’ il danno inietta nel DNA un singolo elettrone e un singolo protone, in un tempo pari a pochi miliardesimi di secondo, che iniziano una cascata di eventi che ripara il danno.Sembra semplice, ma le due particelle iniziano una serie molto complessa di reazioni chimiche – ha spiegato Dongping Zhong, che ha coordinato la ricerca – tutto succede velocemente, e il timing dev’essere perfetto”. I raggi Uv causano delle modifiche del DNA, in cui si rompono dei legami che si riformano in posizioni sbagliate. La fotoliasi riesce a invertire il processo, rompendo a sua volta il legame sbagliato e facendo si’ che tutto torni alla normalita’. Secondo Zhong, ora che si conosce il meccanismo sara’ possibile progettare creme solari che riescano a imitarlo, prevenendo cosi’ i danni piu’ gravi dall’esposizione al sole come i tumori della pelle.