Posts tagged ‘raccolta differenziata a napoli’

dicembre 23, 2010

Quando la raccolta differenziata funziona.

  Il Wwf ha appena pubblicato un video su YouTube per dimostrare che buona parte dell’emergenza rifiuti a Napoli è solo una questione di cattive decisioni politiche. Lo dimostra il contrario dell’emergenza, cioè la normalità. Che anche a Napoli esiste, ma solo nei quartieri dove è stata istituita la raccolta differenziata porta a porta.Porta a porta, tra l’altro, con risultati che vanno dal 50% all’85%. Numeri da profondo nord, lontanissimi dal centro storico napoletano invaso dai sacchetti di plastica.

Il video è molto immediato e semplice, quasi naif. Ma proprio la sua semplicità lo rende efficace e le immagini confermano: dove si fa il porta a porta le strade sono pulite non c’è alcuna emergenza rifiuti.

novembre 28, 2010

Napoli. Rifiuti: presidi, marce e sit-in la società civile in piazza

Avvocati, imprenditori, commercianti. La società civile scende in piazza, a Napoli. E sacchetto di immondizia in mano, sta sfilando lungo le strade della città per esprimere la “rabbia nel vedere una città così sporca” e anche per dire chiaro e tondo “che non è colpa dei cittadini se la città è piena zeppa di rifiuti”.

La marcia nel cuore della città. In marcia dal centro storico a Materdei, dai Quartieri Spagnoli al Policlinico, da Posillipo, a Fuorigrotta, mentre da Santa Brigida si sono mossi gli aderenti alla “Terra dei fuochi”. E poi Terzigno ed Ercolano. Volantini e megafono, tutti con una busta trasparente di spazzatura rigorosamente differenziata. Sotto i palazzi del potere, la prefettura e l´ex sede del commissariato all´emergenza, appuntamento per un un sit-in e un presidio permanente con le sentinelle della legalità e della “normalità”.

«Staremo lì finché non avremo risposte», assicura Simona Pucciarelli, accompagnatrice turistica, e tra i promotori dell´iniziativa, «la manifestazione deve servire ad affermare un principio: nessuno al mondo può dire che i napoletani non sanno fare la differenziata, e nessuno ce la deve insegnare. La regione Campania deve tornare ad essere Campania felix».

La proposta alternativa che parte dal basso. Comitati civici e ambientalisti, gruppi di cittadini, sono protagonisti di una proposta alternativa alla gestione dei rifiuti: «Raccolta differenziata porta a porta ovunque, e un piano rifiuti davvero alternativo, con il riciclo, le norme sugli imballaggi, il compostaggio, le tecnologie di trattamento e recupero meccanico biologico dei residui. Nell´obiettivo di abolire discariche di tal quale e inceneritori. In direzione di politiche di riutilizzo totale», spiega Mario Avoletto, della Rete campana salute e ambiente.

novembre 24, 2010

Piemonte e Veneto: no ai rifiuti di Napoli.

Piemonte e Veneto, entrambe presiedute da una giunta leghista, hanno ufficialmente dichiarato la loro indisponibilità ad aiutare la Campania nell’emergenza rifiuti. È quanto emerso dal tavolo di oggi (24 novembre) al ministero degli Affari regionali. Tutti gli altri governatori presenti, a quanto si apprende, hanno invece detto di sì, anche se a certe condizioni. Intanto il decreto legge sull’emergenza è arrivato al Quirinale con qualche novità: c’è lo stanziamento di 430 milioni per le bonifiche e l’ultimatum a Napoli e agli altri Comuni, che avranno sei mesi di tempo per mettersi in regola con la differenziata, dopodiché potrà essere nominato un commissario ad acta. L’ultima parola sulla costruzione dei termovalorizzatori spetterà comunuque al presidente della Regione, Stefano Caldoro, che potrà anche nominare i commissari straordinari.

“Ecco che ritorna la monnezza, spietata metafora del Paese, con montagne di rifiuti che salgono fino ai primi piani. Assieme alle rivolte della gente e all’impotenza degli amministratori. Un’immagine internazionale devastante”. Famiglia Cristiana, in edicola oggi, boccia la linea del governo nella gestione dell’emergenza rifiuti. E come ricorda sul Mattino Maria Pia Bucella, capo della delegazione degli ispettori Ue, le amministrazioni dovranno darsi da fare, per uscire “dall’infrazione in tempi brevi arrivando ‘almeno al 50, 60% di raccolta differenziata’”. Altrimenti “dovremo inviare nuovamente l’Italia alla Corte di giustizia”.

ottobre 9, 2010

Emergenza rifiuti, la Procura di Napoli apre un inchiesta sull’ inceneritore di Acerra.

Mentre i cittadini denunciano che la raccolta differenziata esiste solo sulla carta, (nel video in alto un eclatante esempio), la Procura di Napoli apre un fascicolo di inchiesta sull’inceneritore di Acerra.

Secondo recenti dichiarazioni di Partenope Ambiente, società del gruppo A2A, che gestisce l’inceneritore, tutto funziona a meraviglia e le emissioni sono abbondantemente sotto la norma.

Diverso è il parere dei magistrati, pm Federico Bisceglia, Maurizio De Marco e il procuratore Giovandomenico Lepore sono necessarie verifiche e dunque hanno dato mandato ai carabinieri del Noe. Le analisi serviranno ad accertare se l’impianto corrisponde a quanto richiesto dal bando di gara; se le emissioni sono nella norma; la qualità dei rifiuti che si bruciano.

I comitati cittadini e per un certo periodo anche i politici, hanno sempre denunciato il fatto che l’impianto non fosse stato costruito a norma, né che si bruciassero esattamente CDR.