Posts tagged ‘Quantitative Easing’

aprile 8, 2020

I veri motivi per cui Germania e Olanda non vogliono aiutare l’Italia

L’Italia chiede all’Europa a gran voce – per quanto riesce, si intende – un’emissione di eurobond per trovare fresca liquidità necessaria a far fronte alla crisi portata dal coronavirus. Ad opporsi con maggior forza all’idea sono Germania e Olanda.

Per quale motivo questi due Paesi non accettano di procedere con una mutualizzazione del debito, impedendo così aiuti immediati a Italia, Francia e Spagna, tra i più duramente colpiti a livello economico da COVID-19?

Germani e Olanda i “cattivi” d’Europa

Dopo il niente di fatto dell’Eurogruppo di ieri – il cui prossimo incontro è previsto per giovedì – l’Europa si conferma essere visceralmente divisa sulla possibilità di una mutualizzazione del debito che tanto aiuterebbe Italia & Co.

Tra chi si oppone maggiormente ai cosiddetti “eurobond” spiccano Olanda e Germania, nonostante l’ampio appoggio già dato a tale iniziativa da altri 9 Stati membri dell’UE, ritenuta una necessità nella strategia di mitigazione dell’impatto della pandemia da coronavirus a livello economico e finanziario.

Da italiani potremmo essere di parte, ma l’opposizione tedesca e olandese dà non poco fastidio a Conte e agli altri leader della cosiddetta “Europa meridionale”, con conti pubblici di difficile gestione già da prima che il coronavirus facesse il suo arrivo.

Perché Germania e Olanda non vogliono aiutare Italia & Co

Per quali motivi Olanda e Germania si rifiutano di dare il loro sostegno agli eurobond?

1) C’è già il QE della BCE

Come sottolineato da CNBC, il piano massiccio di Quantitative Easing messo in campo in risposta al coronavirus da parte della BCE rappresenta agli occhi di Olanda e Germania un aiuto più che sufficiente da parte dell’Unione Europea. Tedeschi e olandesi ritengono che tale stimolo, che contribuisce a creare un ambiente di mercato piuttosto buono, si muove a beneficio di tutti i Paesi che utilizzano l’euro, non rendendo così necessario il ricorso agli eurobond.

La Banca Centrale Europea ha provveduto a lanciare un QE da 750 miliardi di euro nel corso del 2020 ai fini di abbassare i tassi di interesse di ciascun Stato membro dell’Eurozona.

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2) La stabilità del governo tedesco e olandese è a rischio

A livello di stabilità politica, entrambi i Paesi non se la passano molto bene al momento, i rispettivi governi sono entrambi aggrappati ad alleanze politiche piuttosto fragili.

In Germania, Angela Merkel si è vista costretta a unire le forze con il Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) a seguito delle ultime elezioni datate 2017. La coalizione tra il CDU della Merkel e l’SPD è già stata messa a dura prova e una divisione intestina a tema eurobond potrebbe portare ad una rottura definitiva.

In Olanda il primo ministro Mark Rutte, liberale, sempre nel 2017 si è visto costretto a creare una coalizione con altri tre partiti, i cui rapporti sono esacerbati dalle attività di opposizione in Parlamento ad opera della crescente contrarietà all’UE. Il Partito per la libertà, guidato da Geert Wilders, è il secondo gruppo più forte all’interno del Parlamento olandese in termini di numeri.

Sul fronte anti-Europa, la Merkel sta avendo a che fare con Alternativa per la Germania (AfD), che rappresenta il terzo gruppo più numeroso all’interno del Parlamento tedesco. Il partito si è detto subito contrario agli eurobond – un suo portavoce ha dichiarato che né il coronavirus né l’euro “giustificano il fatto che i contribuenti tedeschi siano dissanguati per il debito dell’intera UE”.

gennaio 30, 2015

VIZI E VIRTU’ DEL QE DELLA BCE, ALLA LUCE DEL RISULTATO ELETTORALE IN GRECIA.

Come sapete, la scorsa settimana la BCE ha dato il via al suo primo quantitative easing, modificando così il paradigma della politica monetaria all’interno dell’eurozona. Il piano è ampio, ma non privo di elementi di rischio che possono limitarne gli effetti.

Molto telegraficamente, l’intervento monetario è articolato come segue:
Dal prossimo marzo verranno acquistati 10  miliardi al mese di Abs e covered bond. Inoltre verranno acquistati 50 miliardi al mese di titoli di stato dei paesi europei e titoli delle istituzioni europee. Il 12% di questi acquisti riguarderanno obbligazioni delle istituzioni europee (es Fondo ESM, Bei ecc).
Il piano durerà fino a settembre 2016 e comunque fino a quando  l’inflazione attesa nel medio periodo non avrà raggiunto un target vicino al  2%. Questo rende il piano potenzialmente illimitato. I titoli acquistati avranno una maturità dai 2 ai 30 anni e potranno comprendere anche titoli indicizzati all’inflazione o avere rendimenti negativi.
gennaio 23, 2015

I non detti della strategia di Draghi.

Claudio Conti – Il giorno dopo, passata la sbronza, si è più realisti. La Bce stamperà euro a profusione per un anno e mezzo, superando in un colpo solo le resistenze tedesche e la logica degli interventi “non convenzionali” precedenti. Che erano in fondo solo dei prestiti a tempo, in grado di “scongelare” la circolazione monetaria momentaneamente inceppata Altro…

dicembre 27, 2014

Mario Draghi e il Quantitative Easing all’americana

draghi

di Thomas Fazi da Sbilanciamoci.info

Draghi ha incassato l’ok ad una politica di quantitative easing “all’americana”, estesa cioè anche ai titoli di stato. Un importante passo avanti, ma non sufficiente
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luglio 18, 2013

Big Ben non dice stop.

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Ieri si è svolta una nuova audizione del presidente della Federal Reserve davanti al Congresso degli Stati Uniti, un appuntamento che si ripete due volte l’anno e che negli ultimi 3 ha segnato quasi plasticamente la distanza tra la politica e la “tecnica” della banca centrale degli Stati Uniti. Da quando la Fed è impegnata nei Quantitative Easing, infatti, l’occasione della presenza di Bernanke diventa una sorta di tiro al piccione in cui i Repubblicani – e Bernanke proviene da quell’area politica – attaccano il capo della Fed accusandolo di aver ridotto il dollaro a carta straccia.

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settembre 18, 2012

I limiti del Quantitative Easing.

di Andrea Terzi per Keynes Blog(*)

Proviamo a decifrare il senso e le conseguenze dell’ultima mossa della Fed. Cosa ha detto Bernanke? Che riprenderà a fare il Quantitative Easing e cioè acquisterà titoli legati ai mutui immobiliari dalle agenzie governative che erogano quei mutui.
Ciò servirà a stimolare un calo dei tassi sui mutui e quindi promuovere l’acquisto privato di immobili, che a sua volta farà decollare i prezzi delle case, farà sentire le famiglie americane più ricche e ne sproner