Posts tagged ‘provetta’

marzo 30, 2012

Va forte il turismo della provetta.

Non si ferma il turismo della . Nel 2011 circa 4.000 coppie italiane hanno varcato i confini per coronare il desiderio di avere un bambino sottoponendosi a trattamenti di . Più di 2.000 sono andate all’estero per la , che prevede il ricorso a un donatore esterno alla coppia ed è vietata nel nostro Paese. Ma altrettante hanno fatto la valigia per ottenere trattamenti che possono essere eseguiti anche in Italia. A fotografare il fenomeno è la quarta indagine dell’Osservatorio sul turismo procreativo, presentata questa mattina a Roma.

 
In attesa della pronuncia della Corte Costituzione sul divieto di fissato dalla legge 40, prevista per fine maggio, gli aspiranti genitori vanno all’estero soprattutto per questo trattamento. Le mete più gettonate si confermano la Spagna, dove circa 950 pazienti italiani si sono rivolti a otto centri per la donazione di gameti, maschili e femminili, e di embrioni; la Svizzera (630) e Repubblica Ceca (204). Ma in questi Paesi i nostri connazionali vanno anche per sottoporsi a trattamenti omologhi, permessi dalla legge 40 e che, dunque, potrebbero ricevere anche in Italia.
Perché partire allora? L’indagine ha risposto a questa domanda analizzando i forum dedicati all’argomento dai principali siti delle associazioni di pazienti. Ebbene, a spingere le coppie a fare le valigie è innanzitutto la confusione sulla legge 40: “non capisco cosa è permesso e cosa no in Italia, quindi vado all’estero”, si potrebbe sintetizzare.

gennaio 4, 2012

Spermatozoi in provetta: nuova frontiera dei ricercatori tedeschi.

I ricercatori dell’Università tedesca di Muenster sono riusciti a produrre in a partire da , aprendo così la strada a una nuova terapia contro l’ .

 

La sperimentazione sui topi – una precedente era stata realizzata in Israele – ha permesso lo sviluppo staminali estratte dai che immerse in una speciale soluzione hanno dato luogo a vitali e senza alcun danno dal punto di vista genetico.

novembre 28, 2011

Trachea in provetta: sta bene primo trapiantato in Islanda.

Sta bene e conduce una vita del tutto normale il 36-enne cui lo scorso giugno in Islanda e’ stata impiantata la prima totalmente costruita in , dopo che la sua era stata rimossa a seguito di un cui altrimenti non sarebbe sopravvissuto.
 

Le condizioni dell’uomo – che ha potuto riprendere la sua occupazione e discutera’ presto una tesi di dottorato in geofisica – a 5 mesi dall’intervento sono state riferite dalla rivista Lancet. A operarlo e’ stata l’equipe di Paolo Macchiarini, che ha riferito a Lancet di aver gia’ ripetuto la stessa operazione su un 30-enne americano e che sta pianificando un terzo intervento su un neonato coreano.
L’organo e’ stato interamente costruito in laboratorio utilizzando materiali frutto di nanotecnologie (polimeri sintetici ultrapiccoli) e cellule del paziente stesso che hanno riprodotto i tessuti di rivestimento della , moltiplicandosi e forgiandosi sulla struttura tridimensionale di sostegno prodotta su misura del paziente

giugno 25, 2010

Funziona il primo polmone in provetta.

Funziona il primo polmone coltivato in provetta. Regola lo scambio fra ossigeno e anidride carbonica nell’organismo di un ratto, come dimostrano le prime immagini diffuse online dalla rivista Science, a corredo dell’articolo pubblicato dal dipartimento di bioingegneria dell’universita’ americana di Yale. Per la coordinatrice della ricerca, Laura Niklason, ”e’ un primo passo verso la rigenerazione dei polmoni per animali piu’ grandi ed eventualmente per l’uomo”.

Il primo organo complesso mai costruito in laboratorio ha anticipato tutte le previsioni. Soltanto sei mesi fa alcuni tra i maggiori esperti internazionali nel campo degli organi biotech prevedevano che per la costruzione del primo alveolo artificiale ci sarebbero voluti ancora cinque anni. Tuttavia la stessa Niklason ritiene che ”c’e’ ancora molto lavoro da fare per mettere a punto polmoni artificiali che abbiano una piena funzionalita”’. Per la ricercatrice ”ci vorranno ancora anni di ricerca con le cellule staminali adulte prima di poter applicare questa tecnica ai pazienti”.

Tuttavia per il genetista Giuseppe Novelli, dell’universita’ di Roma Tor Vergata, ”e’ un primo passo straordinariamente importante nella medicina rigenerativa” e ”la prima esperienza di applicazione reale dell’ingegneria dei tessuti”. Indubbiamente si e’ aperta una nuova strada e quella che finora era solo fantascienza oggi e’ una prospettiva reale: diventa possibile rigenerare in laboratorio i polmoni di pazienti colpiti da malattie che ne hanno compromesso in modo irreparabile la funzionalita’, evitando in questo modo molti trapianti. Punto di partenza dell’esperimento e’ stato prelevare i polmoni da un ratto adulto e rimuovere da essi i componenti cellulari, conservando soltanto la struttura di base per utilizzarla come ”impalcatura” sulla quale far crescere le nuove cellule. E’ la prima volta che viene fatta una cosa del genere e questo processo, che i ricercatori hanno chiamato ”decellularizzazione”, e’ per Novelli, ”e’ una grande novita”’.(liquidarea)