Posts tagged ‘protocollo di Kyoto’

febbraio 16, 2013

Luci spente per ‘M’illumino di meno’.

ENERGIA: ANCHE IL QUIRINALE ADERISCE A 'M'ILLUMINO DI MENO' [ARCHIVE MATERIAL 20101115 ]

ROMA – Luci spente, dalle 18 alle 19,30 oggi, per le facciate esterne dei palazzi del Quirinale, di Camera dei Deputati e Senato, ma anche di altri palazzi pubblici per ”M’illumino di meno”, la campagna internazionale di sensibilizzazione al risparmio energetico lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Rai Radio2 per ricordare l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Anche l’Agenzia delle Entrate ha invitato i dipendenti a spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili.

Lezioni a lume di candela all’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia. Illuminata la sola facciata sul Canal Grande con luci a Led.
‘Millumino di meno’ si tiene ogni anno, già dal 2005, in prossimità del 16 febbraio, data in cui è stato firmato il Protocollo di Kyoto.

ottobre 25, 2012

Gas serra, sugli obiettivi di Kyoto l’Europa va bene ma l’Italia no.

Secondo due relazioni pubblicate mercoledì dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) la crisi economica non sta impedendo all’Europa di rispettare gli impegni presi con la sigla del Protocollo di Kyoto: nell’ultimo anno l’Ue ha ridotto le emissioni di gas serra e Co2 del 2,5%, nonostante una crescita economica di solo l’1,5%, e quasi tutti i paesi membri stanno facendo la loro parte per rispettare gli impegni presi nel 1997 in Giappone.

Quasi tutti, perchè dietro la lavagna c’è il paese dei “soliti noti”: l’Italia è stata messa in guardia dall’Eea perchè rischia di fallire anche l’obiettivo minimo, con il rischio concreto di dover acquistare decine di milioni di euro di “carbon credit” sul mercato internazionale.

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marzo 25, 2012

Avanti con la green economy.

Tra qualche decennio la green economy avrà occupato una gran fetta del mercato energetico. Questo lo si deve non tanto alle limitazioni imposte da quello che era (lo è ancora, in effetti) il Protocollo di Kyoto, bensì alla consapevolezza dei più lungimiranti che hanno compreso che se non si smette di utilizzare gli idrocarburi e si trascura la sostenibilità, la vita sul nostro pianeta potrebbe avere vita breve.

Tra le regioni del mondo ad aver colto pienamente questa esigenza non può mancare certo la California, ma anche altre regioni lungo la costa occidentale degli Stati Uniti.

Difatti, circa il 3% delle persone che vivono lungo la costa occidentale hanno già ora posti di lavoro nel settore Green, circa 508.000 posti di lavoro verdi, che potrebbero triplicare a 1,5 milioni entro il 2020 se le politiche applicate rimarranno in pista e ulteriormente rafforzate.

Quei posti di lavori attualmente contribuiscono al 2% del PIL della regione, circa 47 miliardi di dollari di attività economica. Se dovessero triplicare, il settore verde potrebbe crescere di oltre il 200% a 140 – 192 miliardi  di dollari entro il 2020.

E queste sono stime prudenti, dice lo studio realizzato dal Pacific Coast Collaborative.  La green economy avrebbe portato prosperità a livello locale e sta crescendo anche crescere l’esportazione di soluzioni in tecnologie pulite verso l’Asia.

I posti di lavoro nella Clean Economy sono cresciuti in media 2-3 volte più veloci del totale dei posti di lavoro per l’economia nell’ultimo decennio, e sono più resistenti alla volatilità del mercato e alle vulnerabilità, dice il rapporto.

marzo 15, 2012

CNR: la deforestazione rallenta, ma è cauto ottimismo.

rallenta la deforestazione

Per gli scienziati il dato è da prendere con cauto ottimismo: la tendenza alla deforestazione rallenta. Lo rendono noto gli studiosi del Dipartimento terra e ambiente (Dta) del CNR.

L’ottimismo viene definito cauto da Enrico Brugnoli, direttore del Dta-Cnr che spiega:

Il tasso di deforestazione nel 2000-2010 è sceso a 13 milioni di ettari l’anno. Quello del decennio precedente era di 16 milioni di ettari. Inoltre, nei paesi in via di sviluppo si procede sempre più a rimboschimenti su larga scala, sia per recuperare terreni deforestati sia per occuparne di incolti, spesso scarsamente vocati alla pratica agricola. Una forte spinta in questa direzione arriva dalle aree industrializzate che, per adempiere agli impegni sottoscritti con il protocollo di Kyoto, acquisiscono crediti di carbonio nei paesi in via di sviluppo attraverso riforestazioni di vaste aree.

dicembre 2, 2011

Congresso di Durban: Europa più dura del solito mentre gli Usa chiedono a Obama di fare qualcosa.

Una svolta nelle trattative di Durban potrebbe essere stata impressa nelle ultime 24 ore. Anche se siamo ancora lontani dal trovare un accordo reale, due eventi hanno cambiato la storia del meeting. Prima di tutto c’è stata una presa di posizione dell’Unione Europea che, attraverso Joanna Mackowiak-Pandera, sottosegretario all’Ambiente della Polonia che ha parlato a nome dell’Ue, ha preso una posizione netta e autoritaria sul problema delle emissioni. E poi c’è stata una sorta di “minaccia” nei confronti di Obama da parte della sua stessa parte politica che gli ha fatto intendere che rischia la rielezione se tornerà dal Sudafrica ancora a mani vuote.

dicembre 9, 2010

Cancun, i temi in gioco per intesa.

OBIETTIVI A LUNGO TERMINE: – Limite al riscaldamento (1 grado – 1.5 gradi – 2 gradi) e concentrazione di 350 parti per milioni (oggi siamo a 394 ppm circa). Se venisse inserito, darebbe il via anche a procedure non solo di taglio delle emissioni, ma anche di cattura e stoccaggio di CO2; – Picco CO2 al 2015: andrebbe inserita la frase “il prima possibile” perché le previsioni per il 2015 parlano addirittura di quasi 450 parti per milione; – PROTOCOLLO DI KYOTO: – Estensione del Trattato internazionale salva-clima: si tratta di decidere se continuare il protocollo di Kyoto, come caldeggiato dai paesi in via di sviluppo, che si sta rivelando una delle questioni più difficili. La prima serie di obiettivi scade nel 2012; –

novembre 25, 2009

Sosteniamo l’iniziativa di greenpeace.

USA E CINA CONTRO COPENHAGEN. INONDIAMOLI DI MAIL! 

Cari cyberattivisti,
i presidenti del Governo americano e cinese – Barack Obama e Hu Jintao – hanno recentemente affermato di voler ridurre il vertice di Copenaghen a un mero accordo politico senza impegni concreti. Perciò, insieme a Legambiente e Wwf, abbiamo invitato tutti cittadini a mobilitarsi contro questo accordo al ribasso sul clima per ridurre la portata delle decisioni da prendere nel prossimo vertice sul Clima. Vogliamo che Obama e Jintao cambino idea! 

Il summit deve rimanere la sede di un accordo concreto sul clima, con la sottoscrizione di obiettivi quantificati e di impegni finanziari precisi. Questa occasione non può essere rimandata a data da definire, perché l’innalzamento della temperatura del pianeta ha già raggiunto il livello di guardia e molti Paesi già ne patiscono pesantemente le conseguenze. 

Inondiamo di e-mail le sedi delle rappresentanze statunitensi e cinesi, scriviamogli su facebook, facciamogli capire che ai cittadini l’accordo “politico” Usa-Cina non piace perché rimanderà ancora gli impegni concreti. Occorre, invece, che venga raggiunto un accordo “vincolante” su tutte le parti del nuovo trattato salva-clima che deve dare un futuro al Protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012.
  
Ambasciata Usa a Roma: uscitizensrome@state.gov 
Ambasciata cinese a Roma: chinaemb_it@mfa.gov.cn 
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