Posts tagged ‘protezione civile’

novembre 23, 2013

Catanzaro un disastro dimenticato.

Catanzaro, da 96 ore senz’acqua: la gente in fila davanti le autobotti

Dopo il nubifragio di martedì scorso a Catanzaro manca l’acqua nelle case e la gente deve mettersi in fila davanti le autobotti della Protezione civile che forniscono acqua non potabile.

Dopo il nubifragio di martedi scorso è emergenza a Catanzaro. Da 96 ore non c’è una goccia d’acqua nei rubinetti e da ieri pomeriggio le autVisualizza altro

e poi dicono che governa la criminalità organizzata.

giugno 4, 2012

Mappa del rischio sismico aggiornata in Emilia, il ritardo è nelle misure di protezione.

mappa rischio sismico italia

La mappa del rischio sismico va aggiornata ed adeguata alla pericolosità effettiva delle aree colpite dal terremoto dei giorni scorsi. Alla luce delle scosse che hanno devastato alcuni comuni del ferrarese, del modenese ed anche del mantovano, bisogna rivedere e rivalutare un rischio trascurato. Questo è quanto si sente ripetere in questi giorni da più parti. Clini stesso ha affermato che va rivista la mappa del rischio sismico ma l’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha replicato, senza tanti giri di parole, che questa discussione è priva di fondamento.

L’INGV ci tiene infatti precisare alcuni punti: anche se quella mappa venisse aggiornata, con i dati raccolti dalle scosse recenti, non ci sarebbero variazioni significative. La zona colpita resterebbe infatti a pericolosità media. Nello specifico in quella zona viene ipotizzata una magnitudo massima pari a 6.2 e le scosse di questi giorni non hanno, effettivamente, superato la forza attesa.

E allora cosa non ha funzionato, è davvero solo questione di aggiornamento delle mappe? Scaricare il barile su sismologi e geologi non porta che a trascurare il vero problema: manca una politica di protezione dalla vulnerabilità sismica. Inutile girarci tanto intorno. I terremoti non si possono prevedere ma i crolli si possono prevenire e scosse di quella magnitudo non dovrebbero causare un numero così elevato di vittime, lo ha ricordato anche Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, nei giorni scorsi, sottolineando che l’Italia non accetta di essere un Paese ad alto rischio sismico.

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giugno 1, 2012

Il gioco sporco del governo sulle accise.

accise benzina anteprima 600x399 536212 e1338513013178 Il gioco sporco del governo sulle acciseLa tassa di scopo che diventa fiscalità ordinaria è ormai un classico nel nostro Paese. E la via più sbrigativa per applicarla è inserire nuove accise sui carburanti che però – terminata l’emergenza – non vengono eliminate.

Basti pensare che paghiamo ancora un sovrapprezzo sulle benzine per sovvenzionare la guerra di Abissinia (1935), le missioni delle truppe italiane in Bosnia e in Libano (1996), la crisi del canale di Suez del 1956, il disastro del Vajont (1963), l’alluvione di Firenze (1966), gli aiuti legati ai terremoti del Belice (1968), del Friuli (1976) e dell’Irpinia (1980). E in molti casi si tratta di eventi storici archiviati e risolti. La domanda sorge spontanea: dove finiscono i soldi ricavati dalle accise per la crisi petrolifera del 1956 o per la guerra in Abissinia? Perché lo Stato continua a imporle?

La risposta del governo alle proteste per questo ulteriore aumento dei carburanti è stata quantomeno curiosa: il ministro Passera si è rivolto ai petrolieri chiedendo di mitigare i prezzi per contenere l’aumento, quasi fosse stata loro l’iniziativa di alzare il balzello.

Un piano, quello della maggiorazione delle accise, che il governo aveva nel cassetto dall’aprile scorso, quando già si parlava di un aumento di cinque centesimi sul prezzo dei carburanti, per sovvenzionare la Protezione Civile. Provvedimento subito tirato fuori e riproposto a pochi giorni dal sisma in Emilia. Solidarietà, si dirà. Eppure è quantomeno curiosa la circostanza secondo cui il Governo torna a chiedere soldi ai cittadini per le spese relative al terremoto in Emilia ma poi spende 3,5 miliardi di euro (in tre tranche) per l’acquisizione di parte di Snam da parte della Cassa depositi e prestiti. Il sospetto è che i soldi ci siano, ma che le tragedie siano sempre utili per “far cassa”. Con buona pace della solidarietà.

maggio 31, 2012

Un inutile idiota!

maggio 30, 2012

Le regole della protezione civile in caso di terremoto.

terremoto le 10 regole della protezione civile La Protezione Civile attraverso il suo sito sta diffondendo le regole di comportamento da adottare in caso di sisma. Servono a proteggersi e a proteggere e sono divise in 5 regole da adottare durante il sisma e in 5 da adottare subito dopo il terremoto. Peraltro la Protezione Civile aveva avviato lo scorso 25 maggio il corso Terremoto – Io non rischio aperto a 320 volontari tra cui alcuni presenti a Modena, Bologna e nei territori interessati dal sisma dello scorso 20 maggio. La campagna si concluderà il 13 e 14 ottobre in 130 piazze d’Italia.

  • Regola nr.1 – Se sei in un luogo chiuso, mettiti sotto una trave, nel vano di una porta o vicino una parete portante. Stai attento alle cose che cadendo potrebbero colpirti (intonaco, controsoffitti, vetri, mobili, oggetti, ecc.).
  • Regola nr.2 – Fai attenzione all’uso delle scale: spesso sono poco resistenti e possono danneggiarsi.
  • Regola nr.3 – Meglio evitare l’ascensore: si può bloccare.
  • Regola nr.4 – Se sei all’aperto allontanati da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche: potresti essere colpito da vasi, tegole e altri materiali che cadono.
  • Regola nr.5 – Fai attenzione alle altre possibili conseguenze del terremoto: crollo di ponti, frane, perdite di gas ecc.

Le 5 regole del dopo sisma dopo il salto.

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maggio 21, 2012

Terremoti, quella parola prevenzione che fa tremare la politica.

Municipio di Sant'Agostino (Ferrara)

All’indomani del terremoto in Emilia Romagna, torniamo a recitare la favola di Pinocchio. Il saggio Grillo Parlante, il Consiglio Nazionale dei Geologi, viene nuovamente ospitato da giornali e tv e riconquista l’attenzione dei politici, ma verrà schiacciato, come al solito, dall’ultima scossa di assestamento. Quel colpetto che raddrizza tutto, territorio e coscienze, e che in Italia mette a tacere rischi e pericoli il tempo che basta a rimandare investimenti di vitale importanza.

Il refrain lo conosciamo tutti e lo ricordiamo anche oggi che è doveroso farlo: tre milioni di persone abitano in zone ad alto rischio sismico in Italia. I terremoti che scuotono la penisola sono circa duemila ogni anno ma non bastano a dare una scossa al costruito…male. Sei milioni gli edifici che si trovano in aree a rischio e le mappe sismiche sono troppo vecchie, andrebbero aggiornate. Il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, spiega che per mettere in sicurezza un patrimonio simile occorrono anni e… tanta pazienza. Ma anche rassegnazione: rassegnarsi ad un’opera giusta che non porta voti.

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dicembre 2, 2011

Alluvione Messina: un “deja-vu” che vale altre quattro vite.

saponara

Sono 4 le vittime accertate, tra cui Luca Vinci, un bambino di 10 anni. Le vittime sono state travolte dal fango, quando a Saponara (ME), una frana ha travolto alcune abitazione della frazione di Scarcelli. I vigili del fuoco hanno dovuto scavare con le mani per recuperare i corpi. Tre delle vittime abitavano nella stessa palazzina. Ancora oggi la zona colpita dalla frana è raggiungibile solo a piedi visto che i mezzi intervenuti sul posto non sono ancora riusciti a ripristinare la viabilità. Le strade sono infatti interrotte da fango e detriti e si cercano ancora altri dispersi. Cosa ha fatto il governo Monti per fronteggiare la calamità di Messina? Niente e sicuramente pco meno o poco più di quello che avrebbe fatto il suo egregio predecessore? Fino a quando gli italiani sopporteranno tutto questo senza ribellarsi? senza dire basta?

Alla prossima alluvione quanti altri morti dovremo contare?

 

maggio 28, 2011

Il miracolo dei rifuti spariti alla maddalena.

Il 26 gennaio del 2008, dopo 35 anni, viene ammainata la bandiera stelle e strisce a La Maddalena: gli statunitensi abbandonano la base atomica. Proprio così, atomica. Vuol dire migliaia di tonnellate di rifiuti speciali da rimuovere (amianto, idrocarburi, metalli pesanti), quindi soldi, maestranze specializzate, luoghi di stoccaggio e tempo. Soprattutto tempo. Peccato che non ce n’è: il luogo è stato prescelto per ospitare il summit del G8 del 2009, vetrina chiave per il rilancio internazionale del governo italiano. Silvio Berlusconi gongola, fa proclami, parla di rilancio della zona, di occupazione, turismo, e tutto il solito repertorio. Il premier chiama in causa Guido Bertolaso e la Protezione civile: c’è bisogno di loro per raggiungere l’obiettivo nella data prestabilita. C’è bisogno di potere decisionale, pochi vincoli, segreto di Stato. Sul sito dichiarano: rimosse 62 mila tonnellate di rifiuti, il 21% delle quali giudicate pericolose. Tradotto: 49 mila non pericolosi e 13 mila speciali. Tempo di realizzazione: 45 giorni in tutto. “Peccato che qualcosa non torna”, dice Claudia Zuncheddu, consigliere regionale sardo. “I rifiuti speciali dovevano essere spediti sul Continente, ma non esistono i piani di navigazione. Il problema è dove, in quale luogo hanno scaricato il materiale e come lo hanno riversato”

gennaio 30, 2011

Campania, per il percolato in mare i gestori balneari e ambientalisti parte civile

La cricca dell’emergenza rifiuti ha avvelenato il mare della Campania per 30 anni, sversando nelle acque percolato e fanghi avvelenati. I risultati delle indagini della Procura di Napoli li racconto qui.

Antonio Cecoro presidente Assobalneari a Il Mattino di oggi (pag. 43) spiega che con il WWF, Legambiente, Aisoim, Codacons, Meduce Cirf si costituirà parte civile nel processo contro gli inquinatori della costa campana.

La Procura ha impiegato 1 anno e mezzo a portare avanti le sue indagini e nel frattempo ha commissariato i depuratori: quello di Cuma e quelli dei Regi Lagni che hanno iniziato a funzionare regolarmente. E sorpresa! secondo i dati Arpac pubblicati sul BURC del 10 gennaio 2011, erano almeno 30 anni che il mare campano non era così pulito. Dice Cecoro:

I depuratori non depuravano niente. Era tutta una messa in scena. Chi ha fatto questo, chi risulterà colpevole dall’inchiesta in corso è alla stregua di un autore di un genocidio. Ha ucciso un economia, affamato una regione, ha fatto ammalare di tumore migliaia di persone.

Restano ora da mettere a posto i dispositivi di gestione anaerobioca e scoprire e fermare chi sversa illegalmente nei Regi Lagni nati come canali per le acque piovane e chiare ma divenuti luogo di scarichi abusivi.

novembre 24, 2010

Il delirio di Berlusconi a Ballarò