Posts tagged ‘proteste in libia’

marzo 15, 2011

Complici di Gheddafy.

Fumata nera al Consiglio di sicurezza dell’Onu: i 15 membri non hanno trovato un accordo sull’imposizione di una No fly zone sui cieli libici. Al Palazzo di Vetro di New York il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha tenuto una seduta a porte chiuse per discutere l’opzione caldeggiata soprattutto dalla Francia, che si fa forte del pieno sostegno al divieto di sorvolo da parte della Lega Araba, la quale ha anzi chiesto all’unanimità allo stesso Consiglio di varare il provvedimento. Dopo la sessione, l’ambasciatore francese al Palazzo di Vetro, Gerard Araud, si è detto ancora fiducioso sulla possibilità di arrivare ad una intesa. «È possibile, con c’è un rifiuto totale. C’è preoccupazione, ci sono domande, ma stiamo andando avanti», ha commentato. L’ambasciatore russo Vitaly Churkin ha detto ai giornalisti che il Consiglio non è ancora in grado di votare perchè alcuni membri hanno chiesto maggiori informazioni sul modo in cui si intende attuare l’eventuale No fly zone. «Servono risposte a questioni fondamentali, non solo ciò che dobbiamo fare, ma in che modo», ha spiegato Churkin, aggiungendo che «in mancanza di questi dettagli o risposte a queste domande è volto difficile prendere una decisione responsabile». In particolare i chiarimenti sono stati chiesti proprio dalla Russia, e dal Canada.

Il mondo cd. civile ha interesse solo a garantirsi le forniture di petrolio. E’, invece, indifferente
al bagno di sangue di cui  Gheddafy si è reso responsabile bobardabdo i civili inermi.

Le nostre mani saranno insanguinate come quelle del carnefice cui Berlusconi a baciato le mani.

marzo 5, 2011

Orrore ad al-Zawija: giustiziati i feriti.Nuovo assalto dei fedeli di Gheddafi.

Orrore ad al-Zawija: giustiziati i feriti Nuovo assalto dei fedeli di Gheddafi

Infuria una battaglia probabilmente decisiva nella città a 40 km da Tripoli. Dopo quattro ore di scontri, gli insorti respingono le forze lealiste, ma il Rais manda i rinforzi e sferra un nuovo assedio. Testimoni riferiscono di brutalità e violenza contro i civili. Intanto, in una lettera al Consiglio di Sicurezza, il ministro degli Esteri, Mussa Kussa, scrive di “un modico” utilizzo della forza contro i manifestanti e chiede la sospensione delle sanzioni. Primi passi della missione umanitaria italiana: partito da Pisa un C-130 con materiale della protezione civile per il campo profughi di Ras Jedir, sta per salpare da Catania una nave militare con aiuti per Bengasi

marzo 1, 2011

On the Radar: Day 15 of Libyan protests, Sheen on CNN, Florida wildfires.

Susan Rice, the U.S. ambassador to the United Nations, is calling Libyan dictator Moammar Gadhafi “delusional.” Her remark followed Gadhafi’s ABC interview in which he insisted that there are no protests in Libya and that citizens “love” him. It is actually day 15 of massive protests in the chaotic country. Thousands are demanding Gadhafi’s ouster, as the world wonders what would happen if he did step down. Enigmatic and eccentric, he has ruled Libya for more than 40 years. As night fell Monday, forces loyal to him tried to retake the town of Zawiya with tanks and anti-aircraft guns, an opposition leader said Tuesday. The town, which is a short drive from Tripoli, the capital, seemed to be in control of those who oppose Gadhafi, so the pro-Gadhafi crowd was stopped, the opposition leader said. CNN journalists are on the ground in Libya and across the Middle East and North Africa to bring you background on the crisis in Libya. Other countries across the region have seen unprecedented protests calling for changes in government to reflect a more democratic models. CNN’s Fareed Zakaria breaks down the history that led to the uprisings, and he urges the U.S. to recognize Libya’s new provisional government led by anti-Gadhafi forces. What are the U.S.’s options for Libya? The Obama administration has said nothing is off the table.

febbraio 26, 2011

Libia: da Obama via libera alle sanzioni.

Scontri nella capitale dopo la preghiera del venerdì. Morti e feriti, i manifestanti combattono per conquistare l’aeroporto. Ma il Rais si presenta nella piazza verde della Capitale per arringare la folla: “Sarà un inferno. Sconfiggeremo e uccideremo chi protesta”. Obama telefona a Sarkozy e Cameron: ipotesi embargo e caschi blu. Il presidente Napolitano da Berlino: “No a vittimismi di fronte all’emergenza immigrazione”. Dopo la controffensiva di ieri, le milizie anti-Gheddafi hanno conquistato definitivamente Misurata, città a duecento chilometri dalla capitale Tripoli. Intanto lunga serie di telefonate del presidente degli Stati Uniti Barack Obama ai partner europei. Nessuna ipotesi è esclusa. Francia e Gran Bretagna propongono all’Onu una risoluzione per l’embargo, mentre il segretario della Nato Rasmussen ha convocato un vertice straordinario dei ministri degli esteri per valutare gli interventi . Il bilancio del conflitto resta incerto. Intanto il prezzo del petrolio europeo è schizzato oltre i 120 dollari al barile. E le conseguenze cominciano a farsi sentire: il prezzo della benzina sfiora i record del 2008.

Credo si a più giusto preoccuparsi del bagno di sangue provocato dal rais, che del prezzo del petrolio.

febbraio 22, 2011

Gheddafi: «Non mi dimetto. Schiacciate i ribelli»

GHEDDAFI PROMETTE NUOVA COSTITUZIONE
Il colonnello Gheddafi si è rivolto ai giovani promettendo da domani una nuova Jamahirya (stato delle masse), con libera stampa, diritti dei blogger, una nuova costituzione e un nuovo sistema giuridico.

ACCUSE A ITALIA E USA: RAZZI A MANIFESTANTI
Il Colonnello Muammar Gheddafi ha accusato, nel suo intervento televisivo, Usa e Italia di avere «distribuito ai ragazzi a Bengasi» razzi rpg.

«VOGLIONO TRASFORMARE LIBIA IN EMIRATO»
 
I rivoltosi «vogliono trasformare il paese in un emirato». Gli scontri di questi giorni, ha aggiunto Gheddafi, «hanno l’obiettivo di consegnare il paese all’America o a Bin Laden». «Abbiamo dato incarico di arrestare tutti questi malfattori – ha proseguito il leader libico -. saranno puniti secondo la legge».

febbraio 17, 2011

Dalla Libia allo Yemen, esplode la protesta.

L’onda lunga della protesta nel mondo musulmano ha raggiunto oggi anche la Libia ma scontri e manifestazioni si segnalano anche in altri Paesi, come Iran, Yemen e Bahrein, dove la rivolta è in atto da tempo.

Decine di persone sono rimaste ferite – e secondo notizie non confermate una o due sarebbero morte – la notte scorsa a Bengasi, nell’est della Libia, quando circa duemila persone che protestavano contro l’arresto di un attivista per i diritti umani si sono scontrate con le forze dell’ordine e contro-manifestanti sostenitori di Muammar Gheddafi, mentre per oggi è attesa una ‘giornata della collera’, convocata via internet dell’opposizione libica. Le violenze in Libia sono scoppiate mentre il resto del Nordafrica era oggi relativamente calmo.

Ma proteste antigovernative sono proseguite nello Yemen, con due morti ad Aden, e nel Bahrein, dove la popolazione sciita chiede alla dinastia sunnita maggior partecipazione al potere. I disordini nella seconda città della Libia, e capoluogo della Cirenaica – a circa 1.000 km da Tripoli – hanno innescato oggi la pronta reazione del regime, con raduni a sostegno di Gheddafi in diverse città mentre sono stati scarcerati 110 militanti del ‘Gruppo islamico combattentè. Il leader libico, che è stato esortato da Amnesty International a tollerare le proteste, in particolare si è concesso un bagno di folla all’inaugurazione di uno stadio a Tripoli.