Posts tagged ‘prodotti tipici’

luglio 4, 2013

Agricoltura: in Italia un’impresa su tre è nata negli ultimi dieci anni.

Non c’è statistica che non confermi come sia l’agricoltura uno dei settori più vitali dell’economia italiana. L’ultimo dato che conferma il rinnovamento della filiera agricola è quello che evidenzia come un’impresa agricola su tre sia nata negli ultimi dieci anni: il 10% dei conduttori ha meno di 40 anni, il 45,3% ha un diploma e l’11,2% una laurea.

La relazione di Coldiretti è stata presentata all’Assemblea nazionale di Coldiretti che ha visto la partecipazione dei ministri Alfano, De Girolamo, Orlando, Lorenzin, Zanonato, oltre che da rappresentanti delle forze economiche, sociali, sindacali, nazionali ed estere.

Il 10% dei giovani imprenditori decide di investire nell’agricoltura: 59mila sono le imprese agricole gestite da under 35 e il 70% di queste opera in attività multifunzionali: dalla vendita diretta dei prodotti tipici alla trasformazione aziendale delle materie prime, dall’agriturismo alle fattorie didattiche.

Nell’ambito dell’Assemblea internazionale è stata presentata la guida Come aprire un’azienda agricola che aiuta le nuove generazioni a confrontarsi con gli aspetti tecnico-partici e con gli iter burocratici da intraprendere se si vuole affrontare la sfida dell’agricoltura.

Le agevolazioni per l’imprenditoria agricola sono per la maggior parte di natura comunitaria e vengono erogate attraverso le regioni con la consulenza dei centri Caa avviati anche dalla Coldiretti. Per quanto riguarda l’acquisto di terreni, l’Ismea offre mutui nell’ambito dei finanziamenti della piccola proprietà contadina, mentre le banche offrono condizioni particolari grazie a una serie di accordi con il Consorzio fidi Creditagri Italia, promosso dalla Coldiretti per la ricerca delle migliori condizioni di accesso al credito.

gennaio 25, 2010

Inventarsi un mestiere: i nuovi contadini.

In America si chiamano lovacores, da noi farmers: sono i nuovi contadini che vendono prodotti genuini a prezzi convenienti. La loro filosofia è semplice: per risparmiare, per stare meglio in salute e per fare un favore al pianeta, bisogna comprare prodotti locali, quelli che si coltivano nell’orticello e poi finiscono sul banco del mercato. Insomma: frutta e verdura appena colta e che viene da vicino, molto vicino. Il farmer tipo, allora, è una persona giovane (si, proprio così) con una spiccata attenzione alla qualità di ciò che coltiva, in pratica con una mentalità bio e che ha un angolino riservato presso i farmer’s market, appunto, le isole di bancarelle “biologiche” che, peraltro vanno alla grande in America ma anche da noi. Ma come fare, se si è dei semplici coltivatori a realizzare un “mercato contadino”, cioè ad entrare nel mondo dei farmer’s market? Per vendere i propri prodotti con questa formula è necessario essere degli imprenditori agricoli, un consorzio o un’Associazione, mentre l’iniziativa del mercato può essere avviata dal Comune stesso o dall’associazione previa richiesta al Comune in oggetto. I requisiti per avere risposta positiva sono: iscrizione alla Camera di Commercio, ubicazione dell’azienda in ambito regionale o, meglio ancora, Comunale, vendita di prodotti locali, anche manipolati. Su http://www.mercatidelcontadino.it, poi, ci sono le spiegazioni step by step per diventare farmers: si parte dagli adempimenti fiscali per poi passare alla realizzazione di un mercato vero e proprio. Il consiglio valido per tutti è: puntare su prodotti stagionali ma diversificando. Il mercato a km zero, infatti, è “frequentato” da palati esigenti in cerca di primizie.