Posts tagged ‘processo breve’

ottobre 13, 2011

Mills, l’ombra dell’amnistia per salvare il premier.

In fuga dai processi. In fuga dalle regole della democrazia. La carriera politica di Berlusconi, pur nella decadenza di questo lento e rovinoso tramonto, è una continua conferma di illegalità ed egoismi. Tra qualche giorno, entro la fine di ottobre, diventerà legge dello Stato la norma ammazza-Mills.

Una leggina incubata per mesi che salverà il premier da quella che sembra una condanna certa, seppur solo in primo grado – a febbraio 2012 arriverà la prescrizione naturale – per aver corrotto un testimone di giustizia, l’avvocato inglese David Mills. Mesi e anni di cortine fumogene, tattiche dilatorie, lodi e disegni di leggi, conflitti davanti alla Consulta: gli onorevoli avvocati del premier le hanno inventate di tutte e di più pur di garantire l’unica loro mission in questi lunghi diciassette anni di incarichi parlamentari: fare in modo che Berlusconi non arrivasse mai a sentenza.

aprile 25, 2011

Prescrizione breve.

Il Pdl: “La giustizia non può trattare allo stesso modo gli incensurati e i delinquenti recidivi”.

E quelli che sono entrambi?

aprile 16, 2011

Alfano contestato a Berlino rinuncia a parlare.

Con il titolo “The Fight against Organized Transnational Crime and Terrorism. An Italian Perspective”, era stato annunciato per questa mattina in pompa magna l’intervento del ministro della Giustizia italiano Angelino Alfano, nella Senaatsaal della Humboldt Universität nella sede centrale di Unter den Linden.

Alfano doveva parlare agli studenti tedeschi di come l’Italia combatte contro il crimine organizzato. Un giorno dopo l’approvazione in parlamento del polemico processo breve. Ad aspettarlo nella sala una contestazione vivace, con numerosi cartelli di protesta, in italiano e tedesco, con messaggi di vario tono:  “L’aquila breve”, “basta mafia”, “Alfano teorico ed esecutore del tagliaprocessi” , “vergogna” “il tuo capo bunga bunga ti ringrazia” “più giudici, più personale, più soldi, più tecnologia vere riforme”.

Un gruppo di italiani in piedi ha iniziato a gridare: “avete giurato sulla bandiera della Repubblica Italiana”. Un portavoce della Humboldt è intervenuto per invitare i presenti a permettere l’intervento di alfano, riservando poi l’espressione del dissenso al dibattito finale.

Verso le 10.40, circa dieci minuti dopo l’inizio previsto per l’intervento, lo stesso portavoce imbarazzato è dovuto tornare sul podio per annunciare che il ministro italiano aveva disdetto il suo intervento, a causa di impegni più urgenti. Dopo alcuni commenti fragorosi, qualcuno ha gridato “vigliaccheria”, in italiano, “Feigheit”, ha tradotto qualcun’altro in tedesco. “Na, ja”, ha dovuto ammettere il portavoce.

aprile 15, 2011

Duro scontro tra Palamara e Bruno Vespa – Porta a Porta 13/04/2011

aprile 15, 2011

MARCO TRAVAGLIO 14/04/2011 – “Perfida Europa” – Annozero

aprile 15, 2011

VAURO 14/04/2011 – Le vignette – “Perfida Europa” – Annozero

aprile 15, 2011

Le reazioni al processo breve – Annozero 14/04/2011

aprile 14, 2011

Verità e diffamazione.

 Già fin dal suo primo giorno, il Festival del Giornalismo di Perugia traccia il percorso che accompagnerà i visitatori fino al 17. Ci sono delle parole chiave su cui gli organizzatori hanno voluto mettere l’accento. Parole che accostate tra di loro creano frizione e cortocircuiti in grado di descrivere bene l’Italia del nuovo millennio. Verità e diffamazione, per esempio, al centro del monologo inaugurale di Roberto Saviano. Informazione e potere, temi declinati nell’incontro con Alessandro Campi, direttore di Rivista Politica, Peter Gomez del Fatto, Rachel Donadio del New York Times e la nostra Claudia Fusani. Cronaca e criminalità, raccontate dal pm di Catanzaro Pierpaolo Bruni, e dai giornalisti esperti di ‘ndrangheta Andrea Gerli, Riccardo Giacoia, Lucio Musolino e Roberto Rossi. Verità e marchette, al centro dalla tavola rotonda tra i direttori del TGCom Paolo Liguori, quello dell’Espresso Bruno Manfellotto, e professionisti delle pubbliche relazioni come Gianluca Comin (Enel).

aprile 14, 2011

Prescrizione breve, la Camera salva Berlusconi.

Dopo le serate di Arcore, l’orgia del potere si trasferisce alla Camera dei deputati dove va in scena il lungo rush finale per salvare il presidente del Consiglio dai processi (leggi la cronaca di ieri). Adesso il Cavaliere è ad un passo dalla prescrizione del processo Mills e, in successione, da quello Mediaset e Mediatrade, mentre per l’affaire Ruby forse dovrà attendere che la norma Mugnai presentata al Senato sul processo lunghissimo, vanifichi anche questo ennesimo sforzo della magistratura. Il processo breve, però, è anche altro, oltre a essere l’ennesima legge ad personam. E’, soprattutto, un colpo alla giustizia italiana e alle persone che da anni attendono di vedere pagare i colpevoli di alcuni dei più gravi delitti degli ultimi decenni della storia criminale del Paese (leggi l’articolo). Il primo a passare all’incasso, per il momento, è il Guardasigilli, designato ufficialmente dal Capo, davanti ai giornalisti della stampa estera, come suo successore. Una scelta accolta con freddezza dai vertici del Pdl (leggi l’articolo)…. e questa sera un bel bunga bunga per festeggiare.

aprile 8, 2011

Processo breve anzi no lungo.

Un’altra giornata di battaglia alla Camera sulla proposta di legge che istituisce il cosiddetto processo breve e introduce la prescrizione abbreviata per gli incensurati, la norma che cancellerebbe il processo Mills che vede imputato il premier Silvio Berlusconi. Poi alle 18 lo stop e il rinvio a martedì prossimo alle 15. La battaglia a Montecitorio si chiuderà col voto finale mercoledì 13 aprile, come ha spiegato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a conclusione della seduta mattutina segnata dall’ostruzionismo dell’opposizione che è intervenuta con ogni suo deputato – Pd e Idv i più ostinati – su ogni singolo emendamento presentato al testo (in tutto 200).

L’estenuante giornata ha provocato scintille anche nel Pdl dove un intervento del vicecapogruppo Massimo Corsaro, che citando Aldo Moro, le vittime del terrorismo rosso appartenute alla destra e Paolo Borsellino, ha fatto saltare i nervi agli ex Dc e agli ex Forza Italia. Il Pd lo ha accusato di voler coprire una «vergogna», l’Udc con Ferdinando Adornato di «confondere Aldo Moro con Lele Mora», il manager di spettacolo indagato per prostituzione nel caso Ruby. Ma anche diversi esponenti dell’ala ex Forza Italia, ex democristiani come Emerenzio Barbieri e Mario Baccini, ex socialisti come Sergio Pizzolante o alcuni scajoliani hanno contestato Corsaro gridandogli «tu non ci rappresenti», contestando un discorso che hanno giudicato «fuori linea e a titolo personale».