Posts tagged ‘prezzo del petrolio’

aprile 21, 2020

Il petrolio va in crisi ma non è una buona notizia: parola di chi lo ha combattuto per anni

La mia crociata anti petrolio è iniziata quando l’ENI e compari volevano trivellare i campi vicino ai posti dove sono cresciuta. Non avrei mai pensato che sarebbe andata a finire così. Prima del 2007 non sapevo e non seguivo nulla dei mercati petroliferi, poi ci sono stati 12 anni di battaglie, a volte feroci, con ENI, politici e sfruttatori.
 A un certo punto il petrolio era arrivato a costare oltre 100 dollari al barile.
 Poi è arrivato il coronavirus.

La notizia di oggi è che a causa della pandemia e del fatto che è tutto fermo – aerei e autobus, con superstrade vuote e scampagnate fuori città ridotte a ricordi vicini e lontani allo stesso tempo – il prezzo del petrolio è crollato. Ma nel frattempo hanno continuato a pomparlo e ora non sanno dove metterlo. Le raffinerie sono sature e non ne vogliono più. Così il prezzo dei futures del greggio per maggio 2020 è diventato negativo, ciò significa che se accetti ora tra meno di un mese ti daranno soldi se te lo prendi e te lo stocchi a casa tua. E quant’è questo prezzo?  -$37.63 dollari per barile.

Nei limiti del possibile, finora il governo USA ha dato soldi a tutti per cercare di sostenere l’economia, ma niente o quasi ai petrolieri. Al massimo Trump ha un po’ allargato lo stoccaggio nazionale a Cushing, Oklahoma, dove ci sono le riserve strategiche di greggio: il governo ha comprato un po’ più di petrolio e ha concesso ai petrolieri di usare il sito come un parcheggio a pagamento temporaneo. Ma niente di più di questo. Nel frattempo le tasche dei consumatori, come sappiamo, sono a secco.
Il consumo mondiale di petrolio è calato di almeno il 20-30%. Prima era di circa 100 milioni di barili al giorno. Solo negli USA ci sono 2 milioni di barili al giorno pompati di fresco che non si sa dove mettere mentre ci sono ancora a zonzo per il mondo petroliere cariche di greggio dell’Arabia Saudita che non si sa se e dove sbarcheranno e scaricheranno.

Che fare? E chi lo sa.
La Russia e l’Arabia Saudita hanno accettato di diminuire la produzione, per un totale di meno 9.7 barili al giorno, a partire da maggio 2020.  Molti pozzi saranno chiusi. Ma tutto questo non basterà. Si prevede la bancarotta per molte ditte di petrolio, specie quelle più piccole e meno finanziariamente solide.

Il petrolio nell’astratto e nel reale è stato il lupus in fabula della mia vita per tanto, forse troppo tempo.
 Di fronte a questi sviluppi non sono contenta perché il prezzo da pagare è stata questa pandemia mondiale che ha portato morte e paura ovunque. Perché volevo che vincessimo ad armi pari, anche se le armi dei petrolieri e dei politici sono sempre state più forti di quelle di tutti noi. Perché volevo vincere con l’energia pulita, con le macchine elettriche, con una cittadinanza attiva, cosciente, intelligente, con una classe politica volente o nolente impegnata ad uscire da questo pantano fossile.

Così non è stato. È stato un virus a sconfiggere i petrolieri, anche se temporaneamente.

aprile 20, 2020

Prezzo del petrolio in negativo, cosa significa?

Il prezzo del future sul crude oil con scadenza a maggio ha toccato quota -37 dollari al barile, il che significa che i produttori pagano gli investitori pur di liberarsi dei barili di petrolio in eccesso.

Prezzo del petrolio in negativo, cosa significa?

Il petrolio WTI con consegna a maggio è sceso a -37,63 dollari al barile, per un crollo di oltre il 300% nella sola sessione di trading di lunedì. Il contratto scade martedì. Che cosa significa tutto questo?

Prezzo del petrolio in territorio negativo, cosa significa?

Nello specifico, dopo essere collassato ai minimi del 1999 il future con scadenza a maggio basato sul petrolio ha fatto la storia circa un’ora fa, entrando in territorio negativo – il che significa che chi vende è chiamato a pagare chi acquista il contratto purché si prenda i barili di petrolio comprati, un riflesso del forte aumento dell’offerta e della mancanza di spazio per lo stoccaggio dei barili in eccesso.

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Il forte ribasso giornaliero è il più grande mai registrato dal 1983, mentre una chiusura vicina ai livelli attuali (-290%) implicherebbe il raggiungimento dei minimi più bassi di tutti i tempi.

I motivi del crollo del greggio WTI

Il crollo senza precedenti del contratto di prossima scadenza è motivato dal fatto che i trader sono corsi a svendere le proprie posizioni long, che richiederebbero loro di ricevere effettivamente in consegna i barili di petrolio comprati, data la scarsità dello spazio di stoccaggio. Ad influire anche una convergenza con il prezzo spot del petrolio fisico.

Il prezzo del future sul petrolio WTI con consegna a giugno viaggia invece intorno ai 20 dollari al barile.

Cosa aspettarsi ora?

Si raccomanda di stare ben lontani dal mercato dei future sul crude oil. La volatilità è a livelli mai visti e i movimento della quotazione sono quantomai imprevedibili. Il prezzo del petrolio rimane sotto pressione, fattore che nel medio periodo potrebbe portare alla fallimento di numerose compagnie petrolifere statunitensi, coloro che producono il petrolio WTI.

Come conseguenza collaterale, sono assai esposte tutte le banche che le hanno finanziate e gli investitori con in portafoglio quote di società del settore.

Ancora, raccomandiamo massima cautela agli investitori.

marzo 31, 2010

Caro bollette per colpa dell’aumento del greggio? Si, ma non in Germania

Prezzo greggioDa sempre siamo abituati al fatto che le bollette energetiche e i loro rincari siano spesso collegati all’aumento del prezzo del greggio. Proprio su questo tema è però particolarmente interessante segnalare una novità assoluta. La notizia non arriva dall’Italia, ma dalla Germania un Paese che, in quanto a temi energetici e sostenibilità ambientale, negli ultimi anni ci ha visto sicuramente meglio di noi.

La corte federale di Karlsruhe ha infatti emesso una sentenza secondo cui le compagnie energetiche tedesche non potranno collegare automaticamente i prezzi del gas alle fluttuazioni del prezzo del petrolio. Sarebbero quindi illegittime le clausole inserite nei contratti che collegano eventuali aumenti al variare dei prezzi sui mercati internazionali.

Queste condizioni, secondo i giudici, finiscono infatti per svantaggiare ingiustamente i consumatori determinando degli extra profitti illegittimi, in quanto non determinati da leggi di mercato, ma semplicemente da un rapporto matematico fisso. Secondo quanto si apprende, i giudici hanno deciso che gli eventuali aumenti dovranno essere assorbiti attraverso tagli in altri settori come per esempio nell’area vendite, oppure grazie ai benefici relativi ai maggiori margini di profitto quando il prezzo del petrolio risulta in calo.(ecoblog)

Anche in Germania ci sono i giudici comunisti. (e menomale)