Posts tagged ‘prestigiacomo’

giugno 24, 2011

D’Alema alla corte di Bisignani.

maggio 6, 2011

Approvato il IV Conto Energia. Come cambiano gli incentivi al fotovoltaico, come fanno ricorso le associazioni

Il IV Conto Energia �¨ legge. Come cambiano gli incentivi al fotovoltaico, come fanno ricorso le associazioni

Dopo lunga attesa e infinite polemiche, dopo i litigi infiniti tra Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo, ha visto la luce questa mattina il IV Conto Energia. Ne danno il triste annuncio molte associazioni di categoria dell’industria dell’energia fotovoltaica italiana che si vedono cambiare, per l’ennesima volta, gli incentivi statali all’energia rinnovabile.

Le novità principali del decreto (l’integrale lo trovate a fonfo pagina): differenziazione tra piccoli e grandi impianti, in base a dove sono posizionati. Gli impianti a terra diventano “grandi” oltre i 200 KW, gli impianti sui tetti restano “piccoli” fino al MegaWatt. Più incentivi per i piccoli, meno per i grandi con la lodevole eccezione del bonus di 5 centesimi di euro se i pannelli fotovoltaici sostituiscono le coperture in eternit.

Per quanto riguarda lo scontro tra titani sulla data di inizio del percepimento degli incentivi statali: ha vinto Romani, accogliendo solo in parte l’ultima delibera pubblicata dall’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas, e gli incentivi partono all’effettivo allacciamento dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica. Se Enel o Terna ritardano troppo, però, si beccano la sanzione.

aprile 20, 2011

Referendum nucleare: deciderà la Cassazione se abrogarlo

gli effetti del nucleare su berlusconi

 La Cassazione si esprimerà a giorni sulla validità del referendum del 12 e 13 giugno prossimi. Infatti dopo che è stato votato in l’emendamento (resta però da sapere come voterà il Senato) nel decreto omnibus che rimanda a settembre ma non abroga la legge sul ritorno delle centrali nucleari in Italia, resta da capire se andremo o meno a votare ai referendum su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento.

La Cassazione dovrà valutare ora se l’emendamento (che ha presentato Francesco Rutelli leader di Alleanza per l’Italia) soddisfi appieno i requisiti che porterebbero all’abrogazione del referendum. La Cassazione potrebbe però anche valutare che l’emendamento soddisfi in parte la necessità di abrogazione del referendum e dunque andremmo a votare lo stesso ma con una domanda un po’ diversa.

Infine, per le opposizioni e per i comitati promotori del referendum resta una strada per salvare il voto di giugno, ritenuto comunque necessario per abrogare definitivamente la legge del ritorno al nucleare. Lo spiega bene ReporterNuovo:

ovvero il fatto che nell’emendamento del governo si parli di una sorta di «rinvio» di dodici mesi per quel che riguarda le scelte sulla politica nucleare dell’esecutivo. L’emendamento, infatti, dopo aver definito nel dettaglio i vari punti da abrogare del testo del governo sulla moratoria nucleare per un anno, riafferma che «entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge il Consiglio dei ministri adotta la strategia energetica nazionale nella definizione della quale il Consiglio dei ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione Europea e a livello internazionale in materia di scenari energetici e ambientali». Ma per i giuristi questa obiezione non sembra poter incidere in alcuna maniera nella decisione della Corte.

aprile 10, 2011

Prestigiacomo:indietro tutta!

E’ una scelta di prudenza, buon senso e responsabilita’ attendere la piena informazione su tutte le conseguenze dell’incidente di Fukushima e verificare i risultati dei test sulle centrali europee, anche le molte che sono attive a pochi chilometri dai nostri confini”. Ma l’Italia “dovra’ puntare sempre piu’ sulle rinnovabili”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in una dichiarazione rilasciata all’ANSA a un mese dalla tragedia che ha colpito il Giappone, spiegando il senso della moratoria di un anno sul nucleare adottata dal governo italiano.

marzo 18, 2011

BEPPE GRILLO E IL NUCLEARE – ANNOZERO 2011 – 17/03/2011

marzo 16, 2011

Vercelli, Pianosa e Sardegna. Ecco le aree papabili per il nucleare italiano

Il criterio di sicurezza sismica rende “idonee” a ospitare centrali poche aree. In una mappa elaborata dai Verdi compaiono anche Montalto di Castro e Caorso tra i siti che il governo potrebbe scegliere. Puglia, Basilicata, Maremma e Monferrato tra le zone dove potrebbe sorgere il deposito di scorie.

L’incubo nucleare giapponese porta Paesi come Germania e Stati Uniti a prendere in seria considerazione l’abbandono dell’atomo. In Italia, invece, la linea del governo “non cambia”. Per il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, quella degli anti-nuclearisti italiani non è altro che uno “sciacallaggio politico a fini domestici”. Per la maggioranza di governo, il ritorno all’energia atomica è una scelta non negoziabile. Fra i problemi da prendere in considerazione, però, resta quello della collocazione delle future centrali. E delle scorie radioattive da esse prodotte. Non solo perché l’Italia, come il Giappone, è un Paese a elevato rischio sismico. Ma perché 16 regioni su 20, anche governate dal centro-destra, hanno già detto che non vorranno centrali atomiche sul proprio territorio. Nonostante la promessa del governo di compensare con lauti incentivi le comunità che accetteranno i depositi radioattivi.

febbraio 16, 2011

Stefania Prestigiacomo difende Berlusconi

Stefania Prestigiacomo sul rinvio a giudizio del premier: “E’ triste che ciò accada mentre il paese fronteggia un assalto di dimensioni bibliche alle nostre coste, mentre il Governo e’ impegnato a sostenere la ripresa dell’economia, lo sviluppo, il rilancio dell’occupazione”.

Hai dimenticato la lotta al cancro.

febbraio 8, 2011

Per la Prestigiacomo le Regioni non possono vietare il nucleare.

Il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, in una intervista per Tg2.it si pronuncia in merito alle dichiarazioni della Corte dei Conti per quanto riguarda il ruolo delle regioni nell’identificazione dei siti che ospiteranno le centrali nucleari.

«Le regioni, -ha spiegato la Prestigiacomo-, vanno consultate con una richiesta di parere non vincolante per la questione della localizzazione dei siti».

Certo, ha precisato il ministro dell’Ambiente, la legge prevede già un coinvolgimento degli enti locali e delle regioni «che fanno parte di tutto il procedimento ma ovviamente non hanno potere di veto. Non si può pensare, su un tema strategico come quello energetico, di negare al Paese uno sviluppo nel settore nucleare soltanto per ragioni ideologiche. L’Italia credo abbia pagato enormi ritardi a causa di questi poteri di veto».

Il nucleare del resto, tiene a chiarire la Prestigiacomo, «è assolutamente sicuro. L’incidente di Chernobyl è stato determinato da un errore umano che oggi non sarebbe possibile perchè le nuove tecnologie hanno superato questo tipo di problemi». «La fiducia accordata al nucleare è poi testimoniata dal fatto che ci sono 58 centrali in costruzione in questo momento nei paesi più sviluppati del mondo»

«L’Italia – conclude il ministro dell’Ambiente – si prepara a rientrare nel nucleare utilizzando le più moderne tecnologie».

dicembre 23, 2010

Prestigiacomo family: ecco perchè in Italia chi inquina non paga.

Ecco quali sono i nuovi affari della famiglia Prestigiacomo. Sul ministro dell’Ambiente pesano decine di conflitti di interesse: dovrebbe multare i clienti delle “sue” aziende.

Chissà cosa sarebbe stato dei Prestigiacomo senza la politica. Anni fa, le due donne della famiglia si sono divise per bene i ruoli. Stefania nei Palazzi e la sorella primogenita Maria Pia nei Consigli di amministrazione. Prima che la stella dell’attuale ministra dell’Ambiente cominciasse a brillare in Parlamento, le cose non è che andassero proprio benissimo alle aziende di casa. Ancora oggi, ci sono ben 957 creditori che bussano alla porta del capostipite Giuseppe Prestigiacomo. Reclamano 51 milioni di euro dal 1997, anno del fallimento del gruppo Sarplast, costato al signor Prestigiacomo una richiesta di rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta. Ma dal 2001, da quando cioè Stefania è diventata per la prima volta ministro, tutto sembra in discesa. Le società di famiglia non hanno più alcun passivo. E il merito è anche e soprattutto dei clienti illustri: Eni, Agip, Erg, Esso, Edison, tanto per fare qualche nome. Clienti per la Prestigiacomo imprenditrice. Ma soggetti da controllare e, eventualmente, da multare per la Prestigiacomo politico e ministro.

L’oro nero di Stefania

L’ultimo sollievo alle casse delle aziende di famiglia lo hanno dato Eni ed Edison. Tramite le due multinazionali, infatti, una delle società della ministra dell’Ambiente, dallo scorso dicembre, è entrata nel business del petrolio. L’occasione è stata data dalla piattaforma Vega A, una delle più grandi del Mediterraneo, che appartiene per il 60 per cento a Edison e per il restante 40 a Eni. Si trova a 12 miglia dalle coste di Pozzallo, in provincia di Ragusa, ed estrae dai fondali marini circa 40 mila barili di greggio ogni giorno. Fino a poco tempo fa, della piattaforma faceva parte anche la superpetroliera Vega Oil. È stata però mandata in soffitta dalle normative europee che impongono il doppio scafo, di cui l’enorme imbarcazione non era dotata. Per cui, è spuntata l’urgenza di costruire in tempi brevi una nuova petroliera. E chi si è fatto avanti? Prontamente ha offerto il suo aiuto Maria Pia Prestigiacomo. Una delle sue società la Coemi (controllata di Fincoe, nel cui cda siede Stefania, almeno fino al 2009) ha messo su, in quattro e quattr’otto, il consorzio Cem con altre nove società siracusane. Insieme hanno costruito una nuova superpetroliera, la Leonis. Una commessa da 30 milioni di euro, che ne rende all’anno oltre 20 milioni, grazie al costo giornaliero del noleggio.

novembre 10, 2010

Ambiente: la Prestigiacomo si arrende.

Con ”il 60% di tagli per l’ambiente e’ una scommessa persa”. Cosi’ il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ritorna sul taglio delle risorse previsto dalla finanziaria parlando nel corso della cerimonia di premiazione di un concorso di educazione ambientale, oggi al Quirinale alla presenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

”Per tutelare l’ambiente – spiega Prestigiacomo – occorre crederci e scommettere sul domani. E non si scommette sul domani sacrificandolo, questo non si puo’ fare. E’ una scommessa persa in partenza”. Se tagliamo, aggiunge il ministro, ”in modo indiscriminato le risorse all’ambiente rendiamo quasi impossibile questa missione”. Ma ”spero possa essere invertita la tendenza che porti l’ambiente ad essere centrale nell’agenda di governo e non residuale”.

Il ministro saluta poi i ragazzi intervenuti alla premiazione del concorso ‘Immagini per la terra’ dichiarandogli la sua volonta’ e il suo impegno per proteggere ”il loro futuro per una terra piu’ pulita di cui saro’ paladina”.