Posts tagged ‘Pratola Serra’

dicembre 16, 2010

Fma, molti dipendenti con soli 400euro di tredicesima .

Solo 400 euro di tredicesima per molti dipendenti della Fma di Pratola Serra. Sarà un Natale amaro per i lavoratori di decine di aziende piccole e medie che si trovano a fronteggiare la crisi economica. Da mesi la Fma deve combattere la crisi dell’industria irpina e molti sperano ancora in una inversione di rotta che appare molto improbabile. L’anno 2010 resta da dimenticare.

giugno 19, 2010

Avellino: l’Fma torna a sperare

L’Fma torna a sperare. Già a luglio il primo segnale: subito una settimana in più di lavoro. In prospettiva si dovrebbe lavorare 30 giorni in più rispetto al 2009. E’ quanto emerge all’indomani dell’incontro con la direzione dello stabilimento di Pratola Serra. L’industria irpina dovrà produrre 60mila motori in più grazie alle prime commesse Chrysler e alla realizzazione dei motori per il Ducato.

aprile 23, 2010

Pd: subito un tavolo con Fiat, chiarezza su Fma di Pratola Serra.

“Il Pd Campania sostiene la proposta dei sindacati: si apra da subito un tavolo tra il Lingotto e le parti sociali per trovare un accordo che garantisca un futuro di crescita allo stabilimento di Pomigliano e all’indotto, e dia prospettive certe ai lavoratori” cosi’ Enzo Amendola, segretario regionale del Pd Campania, e i rappresentanti dei parlamentari Democratici campani: Teresa Armato, Eugenio Mazzarella. Le dichiarazioni degli esponenti Pd arrivano dopo l’illustrazione del piano d’investimento per Pomigliano D’Arco (Na), presentato dall’ad Fiat Sergio Marchionne, e la disponibilita’ congiunta di CGIL, CISL E UIL ad aprire immediatamente la trattativa per definire le condizioni lavorative degli operai e la competitivita’ dello stabilimento. “Infine, ci preme porre alcuni interrogativi, soprattutto per quanto avviene all’Fma di Pratola Serra. Anche per lo stabilimento irpino – continuano – la costruzione della Panda in Campania aprirebbe la possibilita’ di realizzare, con l’introduzione di nuove tecnologie, i motori Multi Air. Purtroppo, non abbiamo sentito nessuna parola da parte dei dirigenti Fiat sull’Fma. Chiediamo, quindi, che sia fatta chiarezza il prima possibile” – concludono i

febbraio 24, 2010

Lavoratori Fma in presidio sotto la prefettura di Avellino

 

Presidio dei lavoratori della Fma sotto la prefettura. Da questa mattina operai e sindacato sono in attesa di un confronto con il Prefetto Ennio Blasco dopo gli scontri e le polemiche dei giorni precedenti. Le proteste degli operai continuano per la presenza delle Forze dell’Ordine e per il blitz dell’altro giorno che ha disperso il presidio davanti i cancelli dello stabilimento di Pratola Serra dove, intanto la tensione è tornata sotto il livello di guardia ma le forze dell’ordine restano vigili. Davanti i cancelli della Fma sono rimasti una decina di agenti ma i rinforzi restano in zona, pronti ad intervenire. Nella mattinata di ieri le tute blu della Fma hanno intanto ricevuto la visita della segretaria nazionale confederale della Cgil Susanna Camusso. E’ atteso anche il cantante dei 99 Posse, Luca Zulù.

febbraio 22, 2010

CGIL contro l’intervento violento della polizia.

Cgil Campania, in una nota, condanna “l’intervento energico della polizia che, questa mattina all’alba, con un ingente schieramento di forze ha sgomberato il presidio democratico e pacifico fuori ai cancelli della Fma di Pratola Serra, nonostante la presenza di sindaci e amministratori locali”. “Dall’inizio del 2009 – ricorda la Cgil Campania – i lavoratori di quello stabilimento sono impegnati una sola settimnana al mese e, da novembre dello stesso anno, sono in cassa integrazione straordinaria, con pesanti conseguenze sui livelli salariali”. “La Fiat e il governo – aggiunge la Cgil – a partire dal tavolo annunciato per il 26 febbraio presso il ministro per lo sviluppo economico, devono dare finalmente risposte attraverso un piano industriale per garantire un futuro produttivo allo stabilimento irpino e non inasprire il conflitto con l’intervento della polizia, rendendosi cosi’ responsabili del clima di tensione che sta caratterizzando questa vertenza. Il governo, in particolare, non puo’ continuare a subire le logiche e gli atteggiamenti del gruppo Fiat inseguendo le crisi dei singoli stabilimenti e senza un’idea di piano industriale per il settore in Italia e nel Mezzogiorno, dove e’ piu’ pesante e sentita la crisi”.
  “Fiat e governo – secondo la Cgil Campania – non possono piu’ sfuggire alle responsabilita’ e devono finalmente, per l’insieme del gruppo Fiat, a partire dai siti di Pomigliano e Pratola Serra, dare risposte concrete e non evasive sul loro destino produttivo e industriale”. “La Cgil della Campania – conclude la nota – e’ con i lavoratori di Pratola Serra e di Pomigliano e sviluppera’ tutte le iniziative necessarie a sostegno della mobilitazione e della lotta”

febbraio 21, 2010

Fiat: sgomberato il presidio degli operai a Pratola Serra ( AV )

Tensione paura e scontri davanti ai cancelli dell’FMA. E’ accaduto stamane poco dopo le sei circa duecento poliziotti giunti dal reparto mobile di Napoli in assetto antisommossa, hanno forzato il blocco predisposto nei giorni scorsi dagli operai. I reparti della celere hanno caricato disperdendo i lavoratori, consentendo così ai mezzi pesanti di avere accesso ai stabilimenti di Pratola Serra. Si sono vissuti momenti di grande confusione e di rissa. Nonostante la carica, allo stato attuale non si segnalano feriti, ne tra gli operai, ne tra gli agenti. Scopo dei mezzi pesanti era quello di caricare i motori dai depositi della FMA per trasferirli alla volta di Termoli per consentire la ripresa delle lavorazioni dello stabilimento Fiat, bloccata proprio dalla protesta di Avellino. Ora la situazione davanti alla fabbrica si è fatta incandescente.

Agli operai tutti in lotta per conservare il posto di lavoro va la solidarietà di Quaderni Socialisti.

febbraio 15, 2010

Fma: “Il dramma della solitudine di una fabbrica dimenticata”

Due tende di fronte alla fabbrica e blocco dei tir ai cancelli: nessun momento di tensione, ma il grido di protesta è stato ugualmente forte. Gli operai della Fma che da stamane, come annunciato, hanno dato vita al presidio permanente davanti alla fabbrica di Pratola Serra. “Da qui ce ne andremo solo quando si aprirà un tavolo diretto con Fiat”Intanto arriva De Luca, candidato alla Presidenza della Regione. A dire cosa? Pratola Serra non è Torino e se la grande crisi ha colpito tutte le realtà della galassia Fiat esistono situazioni in cui la crisi morde di più. Perché la fabbrica non è più competitiva, perché quel motore che si fa Pratola Serra è troppo vecchio e qualcuno ha deciso che non si doveva fare innovazione, perché il retroterra culturale irpino non si è mai legato a questa realtà produttiva. La fabbrica è una realtà estranea alla città. Se si ferma la Fiat a Torino si ferma la città se si ferma la FMA nessuno se ne accorge. La cassa integrazione è tornata e rimane, anticamera forse di licenziamenti di massa e di trasferimento delle produzioni in stabilimenti più produttivi. L’emergenza occupazione non si dissolverà, e non vale solo per l’FMA: c’è un intero indotto, fatto di piccoli imprenditori virtuosi che lavora se lavora la FMA, si ferma se la FMA si ferma. L’Unione Industriali avrà pure un presidente rampante, ma che non si sogna di contrastare i piani del suo mentore : Luca di Montezemolo. Però una cosa è successa, nel frattempo. Se «questa» crisi fosse scoppiata solo un paio d’anni prima, probabilmente di FMA non saremmo nemmeno a parlarne, perché il problema sarebbe stato in qualche modo risolto. Ora il problema è irrisolvibile. Gli operai della FMa sono uniti nella solitudine vissuta come un ‘esperienza diffusa. Sotto certi aspetti è un’esperienza ineluttabilmente connessa alla loro condizione in una provincia che non li riconosce come operai, ma come figli di gente che coltivava le terre e che a queste possono ritornare. In questo senso è la loro stessa natura a imporre una solitudine alla quale non è possibile sfuggire se non a costo di perdere la propria identità.

febbraio 1, 2010

FMA la fabbrica dimenticata.

 Mentre l’Italia intera si commuove per le sorti della fabbrica  di Termini Imerese, dove sono a rischio duemila posti di lavoro, anche a seguito della manifestazione di protesta organizzata dai diciotto operai della Delivery Email, società dell’indotto Fiat, quasi nessuno si strappa i capelli per la fabbrica di Pratola Serra. Eppure la situazione è altrettanto drammatica in quanto riguarda uno stabilimento che dà lavoro ad un numero consistente di operai e alimenta una serie di piccole aziende dell’indotto che da mesi non hanno più lavoro e che sono costretti a ricorrere alla cassa integrazione se non ai licenziamenti.

Tra l’indifferenza generale il giorno cinque febbraio si svolgerà uno sciopero che non risolverà nulla. Infatti nei tavoli delle trattative fra la Fiat ed il governo non si parla della FMA. Anche l’amministrazione provinciale di Avellino, che ha aperto, con grande clamore il cd. Tavolo anticrisi, ha fatto ben poco e nessun sussidio è arrivato ai lavoratori della FMA. Imbarazzante la risposta dell’assessore provinciale Solimine, che si preoccupa più di salvare la faccia che di prendere iniziative concrete. I rappresentanti istituzionali troppo presi dalle manovre elettorali non hanno spazio nella loro agenda per impegnarsi a risolvere il problema dalla FMA.Stando così la cose non ci meraviglieremmo se la Fiat portasse avanti il programma, mai smentito, di dismissione della fabbrica di Pratola Serra.

dicembre 17, 2009

FMA: che prospettive?

Navigando fra i blog ho trovato un post che riprendendo una notizia riportata  da Affari Italiani ci sarebbe una parte del piano industriale di Sergio Marchionne “strictly confidential” sull’affare Fiat, Crystler, Opel. Secondo questo blog sarebbe prevista la chiusura dei due stabilimenti a Pomigliano per il 2012 e per il 2016 a Termini Imerese.

La notizia che è di maggio ha poi trovato conferma nelle dichiarazioni dell’AD della Fiat degli ultimi tempi che parla della chiusura degli stabilimenti in questione. Ovviamente il blog non si preoccupava della sorte dello stabilimento fma DI Pratola Serra. Mi sono posto il problema di andare a verificare   se il piano Fiat si preoccupasse anche degli operai della fabbrica di Pianodardine.

Ho trovato una sorpresa.

Nella rivista “affari Italiani” che riporta il piano Fiat “strettamente confidenziale” vi è un documento di quattro pagine in cui lo stabilimento di Pratola Serra individuato, molto presumibilmente  con le sigle FMA BZ e FMA DS rientra in uno schema di stabilimenti catalogati sotto il gruppo “phased out” che se la mia conoscenza dell’inglese non mi inganna significa “sopprimere gradualmente”. Marchionne a suo tempo ha smentito la notizia, maa trattandosi della Fiat occorre non fidarsi mai. E allora perché i sindacati irpini non vanno più a fondo della questione dal momento che ci sono migliaia di posti di lavoro in discussione e dal momento che come tutti sanno la cassa integrazione straordinaria è l’anticamera del licenziamento?

ottobre 23, 2009

FMA: ……………e dopo la cassa integrazione?

emigrantiIl 17 ottobre presso l’Unione degli Industriali della Provincia di Avellino tra organizzazioni sindacali, RSU e direzione del Personale è stato raggiunto u accordo che prevede la cassa integrazione guadagno straordinaria per tutti i lavoratori della FMA. L’Azienda si ha anche dato garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e la rotazione tra i lavoratori comandati al lavoro.

L’accordo è stato possibile grazie all’impegno dei lavoratori e dei sindacati. I grandi assenti sono stati i rappresentanti della classe politica Irpina ed in particolar modo della sinistra, che di fatto ha fatto mancare agli operai la solidarietà e soprattutto l’elaborazione di proposte politiche per uscire dalla crisi quando finirà la cassa integrazione.

Gli operai della FMA oggi hanno bisogno nell’immediato di misure concrete tese ad alleviare il loro stato di difficoltà, quali, oltre alla cassa integrazione, la dilazione sui mutui, i corsi d formazione destinati ad integrare il reddito dei lavoratori, che a livello regionale stentano a decollare.

Quello che manca, però, è un progetto politico che possa individuare le prospettive riguardanti il futuro della fabbrica di Pratola Serra. La Fiat, si sa ha acquistato a costo zero lo stabilimento Irpino ed ha avuto finanziamenti cospicui per ammodernare l’impianto per destinarlo a fabbrica di motori. A fronte di ciò è mancata da parte del management aziendale una politica di investimenti mirati soprattutto all’’innovazione e alla  ricerca di nuovi segmenti di mercato.

Senza un piano produttivo che tenga conto anche delle indicazioni degli operai che hanno indicato alcune possibili soluzioni quali la messa in produzione di un nuovo motore in linea con le richieste del mercato, una redistribuzione delle quote produttive che tenga presente le esigenze dello stabilimento di Pratola Serra, una nuova commessa produttiva.

Tutto questo non sarà possibile se non ci sarà il coinvolgimento e l’impegno della classe politica irpina e di tutta la sinistra unita, perché ogni fabbrica chiusa non riaprirà, ogni posto di lavoro perso non sarà più recuperato e la  chiusura dello stabilimento di Pratola Serra determinerà la perdita di un settore importante per l’irpinia e la morte di una serie di piccole aziende, che sono la spina dorsale della nostra economia.

Non si esce dalla crisi se non si individuano progetti  produttivi alternativi.

Ciò che è stato fatto per la CDI di Calitri o per la Novolegno di Pianodardine è possibile anche per la FMA. Solo l’impegno di tutti potrà realizzare questo scopo.