Posts tagged ‘potere d’acquisto’

ottobre 23, 2013

Notizie catastrofiche.

Il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista ha scritto uno sconvolgente messaggio su Facebook. Invitando tutti a condividerlo. Sono numeri tragici quelli messi nero su bianco dal deputato. Ecco di seguito il messaggio:

Facciamo diventare VIRALE questo post ragazzi. Condividiamo come non mai, lo stiamo facendo tutti quanti!

Napolitano blinda il governo e nasconde i conti sotto il tappeto. Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica ha incontrato il ragioniere generale dello Stato. Perché? Ve lo diciamo noi:

– Debito pubblico: record a 2.074 miliardi, veleggiamo verso il 130% del Pil;

– Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6mila miliardi;

– Pil: atteso un altro -2% quest’anno. Si aggiunge al -2,4 del 2012;

– Rapporto deficit/Pil: 2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%;

– Prestiti delle banche alle imprese: -5% su base annua nei mesi da marzo a maggio. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012;

– Sofferenze bancarie: a maggio sono salite del 22,4% annuo a 135,5 miliardi;

– Base produttiva: eroso circa il 20% dall’inizio della crisi;

– Ricchezza: bruciati circa 12 punti di Pil dall’inizio della crisi. 200 miliardi circa;

– Entrate tributarie: a maggio -0,7 miliardi rispetto allo stesso mese di un anno fa (a 30,1 miliardi, -2,2%). Nei primi 5 mesi del 2013 il calo è dello 0,4% rispetto ai primi 5 mesi del 2012;

– Gettito Iva: -6,8% nei primi 5 mesi del 2013, un vero disastro;

– Potere d’acquisto delle famiglie: -94 miliardi dall’inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo;

– Disoccupazione: sfondata quota 12,2%, dato peggiore dal 1977;

– Disoccupazione giovanile: oltre il 38%;

– Neet: 2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non lavorano, non imparano un mestiere, totalmente inattivi;

– Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse);

– Ammortizzatori: 80 miliardi erogati dall’Inps dall’inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione.

Fonte: http://il-controinformatore.webnode.it

febbraio 16, 2013

Più poveri, più tristi e più scoglionati.

Interessante articolo sul messaggero. Riassume uno studio fatto dal sindacato nazionale dei pensionati della cgil: “Potere d’acquisto delle pensioni in caduta libera: in 15 anni è diminuito del 33%. Nello stesso arco temporale il valore di una pensione media è sceso del 5,1%. A rilevarlo è lo Spi-Cgil, che parla di un «crollo vertiginoso» del reddito da pensione rispetto all’andamento dell’economia reale. Tasse e tariffe aumentano sempre più: nel 2013 saranno alle stelle e incideranno sui pensionati per 2.064 euro a testa, il 20% in più sul 2012.
I dati sul potere d’acquisto delle pensioni sono destinati a peggiorare per effetto del blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero (su quelle superiori a tre volte il minimo, poco sopra i 1.400 euro lordi) che toglie mediamente 1.135 euro nel biennio 2012-2013 a 6 milioni di pensionati. Così un pensionato con un assegno di circa 1.200 euro netti ha perso 28 euro al mese nel 2012 e nel 2013 ne perderà 60, mentre chi percepisce una pensione di circa 1.400 euro netti ha perso 37 euro al mese nel 2012 e ne perderà 78 nel 2013. Come se non bastasse bisogna fare i conti con il peso delle tasse e delle tariffe: nel 2013 «saranno alle stelle ed incideranno sui pensionati italiani per una spesa media totale di 2.064 euro pro-capite, ovvero il 20% in più rispetto al 2012». Per le tasse, tra addizionale regionale Irpef, addizionale comunale, Imu e Tares se ne andranno infatti mediamente 640 euro, il 12% in più rispetto al 2012. Per quanto riguarda invece le tariffe la spesa media sarà di 1.424 euro tra telefonia fissa, acqua, luce, gas e riscaldamento. Pesano inoltre il canone Rai e l’aumento dal 22% al 23% dell’Iva che scatterà il prossimo luglio.

marzo 9, 2012

Massaie.

Viva l'Italia di Enzo Scarton

settembre 28, 2010

Salari: Cgil, potere d’acquisto sceso di 5.500€ in dieci anni.

 Il dato emerge dal V rapporto Ires-Cgil 2000-2010. Il segretario generale Epifani: “Serve un intervento immediato per diminuire la pressione fiscale sul reddito da lavoro dipendente”

Salari: Cgil, potere d'acquisto sceso di quasi 5.500 in 10 anni

I lavoratori dipendenti italiani hanno perso in dieci anni oltre 5 mila euro di potere d’acquisto. Lo sostiene la Cgil nel suo rapporto sulla crisi dei salari presentato oggi: nel decennio 2000-2010 le retribuzioni hanno avuto, a causa dell’inflazione effettiva più alta di quella prevista, una perdita cumulata del potere di acquisto di 3.384 euro ai quali si aggiungono oltre 2 mila euro di mancata restituzione del fiscal drag che porta la perdita nel complesso a 5.453 euro. 
Secondo l’Ires-Cgil, l’incremento medio reale del biennio 2009-2010 risulta di appena 16,4 euro mensili. Calcolando la crescita delle retribuzioni includendo anche l’abbattimento del reddito dovuto al massiccio ricorso alla cassa integrazione, invece, si legge nel rapporto, l’aumento netto reale in busta paga, per tutti i lavoratori dipendenti, risulta solamente di 5,9 euro al mese. Inoltre, la perdita cumulata calcolata sulle retribuzioni equivale a circa 44 miliardi di maggiori entrate complessivamente sottratte al potere di acquisto dei salari. E questo – prosegue il rapporto  – spiega perché nel decennio 2000-2010, le entrate del lavoro dipendente abbiano registrato una crescita reale del 13,1% a fronte di una flessione reale di tutte le altre entrate del -7,1%(repubblica.it)