Posts tagged ‘postcomunismo’

novembre 4, 2013

Ricostruire la sinistra.

Ricostruire la sinistra i Italia, non una sinistra qualsiasi ma che sia inlinea con la parte migliore del socialismo europeo (quella più legata ai propri valori e principi di fondo) non è affatto impresa facile. Anzi è difficile e irta di ostacoli. Perchè si tratta di combattere contro subculture ed opportunismi che sono stati dominanti negli ultimi vent’anni. Ma è un percorso che non potrà neanche essere tentato se non si ha la chiara volontà di rompere con i paradigmi devianti della falsa sinistra della II Repubblica. Gli ecumenismi delle varie “sinistre senza aggettivi” non portano da nessuna parte, Anzi sono parte della malattia. IL problema è di rendersi conto del fallimento del postcomunismo che si è pers nei suoi errori madornali (lasciando spazio ad opportunismo e trasformismi) e recuperare una soggettività socialista che significa riattualizzare le tematiche della parte più viva del socialismo italiano. La critica al poscomunismo non riguarda certo quei compagni provenienti dal PCI che in questi anni hanno fatto una chiara scelta socialista. Riguarda gli eredi di Occhetto, D’Alema e Vetroni, con i quali è molto difficile costruire un progetto credibile, in quanto progionieri di quelle ambiguità e di quei trasformismi che rendono impossibile costruire un progetto chiaro. Del resto è proprio i una fase in cui è evidente la profonda ed irrimediabile crisi del soggetti esistenti, che occorre lanciare n sasso nello stagno in direzione della ricostuzione di un organico progetto socialista.

Giuseppe Giudice.

luglio 27, 2013

Verso il naufragio del PD

 

    https://quadernisocialisti.files.wordpress.com/2013/07/8e07a-naufragium.jpg Forse con gli ultimi avvenimenti il Pd ha dimostrato di essere al passo con l’indecenza dei comportamenti generati dall’avvento della seconda repubblica. Volendo analizzare  quello che in casa PD e in area governativa è successo negli ultimi giorni  va osservato che la crisi del centrosinistra trova le sue radici nel  processo sostanzialmente mistificatorio della II° Repubblica.  La sinistra che doveva nascere dopo “mani pulite” era concepita  come la somma  di un postcomunismo senza identità ed un pezzo di ex DC che aveva individuato nell’Ulivo una scialuppa di salvataggio e di sopravvivenza politica.

Questo schema apparentemente funzionale agli avvenimenti  non avrebbe potuto mai produrre grandi progetti politici ma solo il piccolo cabotaggio del tirare a campare, mentre l’Italia viveva un processo di regressione involutiva mai registrata nella storia repubblicana.

A sinistra del Pd  ci sono stati fatti effimeri e sbagliati. Si è oscillato tra la sacra unione delle sinistre cosiddette radicali, ma in realtà archeologiche, seppellite dalla storia e la proposizione di una sorta di ulivismo di sinistra (Rodotà, De Gregorio) improduttivo ed evanescente.

La mistificazione che diede vita all’Ulivo si fondava su un elemento preciso: la demonizzazione e l’espulsione della tradizione socialista, ovvero dell’unica tradizione della sinistra italiana che aveva retto alle dure repliche della storia (come diceva Nenni), anche scontando la degenerazione politico-organizzativa del Psi anni 80 (ma le degenerazioni successive sono state ancora più gravi).

Iil PD, nonostante ormai sia all’impazzimento, reggerà fino a quando in campo ci sarà Berlusconi. Le conseguenze della deflagrazione, ormai imminente, sono inimmaginabili, ma certamente produrrà  uno scombussolamento generale del sistema politico generale. I socialisti non possono aspettare senza far nulla, né tantomeno continuare a navigare su una nave che va verso il naufragio. Purtroppo però le risorse politiche e culturali a sinistra del PD sono scarse. Per questi motivi SeL ed un Psi (libero da Nencini) dovrebbero  iniziare a ragionare insieme. Questa è l’unica strada per evitare  un nuovo Arcobaleno che occulterebbe ancor più le debolezze del PD e gli garantirebbe una ingiusta e dannosa sopravvivenza, condannando per altro verso il PSI a rimanere un satellite inerte del PD.

Beppe Sarno