Artrite: potrebbe essere causa di formazione di pericolosi coaguli di sangue in gambe e polmoni.
Cellule di cuore e polmoni e la loro comune origine
Evoluti come adattamento alla vita terrestre, i polmoni mostrano una strettissima integrazione con il sistema dei vasi cardiaci. La perfetta coordinazione nel loro sviluppo è infatti dovuta alla comune discendenza da un piccolo gruppo di particolari cellule pluripotenti. La scoperta può chiarire l’origine di malattie come l’ipertensione polmonare che interessano entrambi gli organi.
Un particolare gruppo di cellule staminali cardiache ha un ruolo essenziale per il corretto sviluppo del sistema cardiopolmonare. A identificare questa piccola popolazione di cellule pluripotenti del mesoderma è stato un gruppo di ricercatori dell’Università della Pennsylvania, che firma un articolo pubblicato su “Nature”.
Nella maggior parte degli animali terrestri il cuore e i polmoni – il cui sviluppo è un adattamento evolutivo alla vita terrestre abbastanza recente – sono legati fra loro più di ogni altra coppia di organi. In effetti è noto che durante lo sviluppo embrionale, le cellule progenitrici del tessuto polmonare emergono dalle cellule cardiache progenitrici per portare a uno sviluppo parallelo della circolazione cardiopolmonare. Tuttavia, poco si sa sulla biologia molecolare che guida questo processo di sviluppo simultaneo.
Sfruttando come modello animale il topo, la cui anatomia cardiopolmonare è molto simile a quella dell’essere umano, i ricercatori hanno scoperto una popolazione di cellule pluripotenti, le CPP (cardiopulmonary mesoderm progenitor), che si distinguono dalle altre cellule embrionali per l’espressione di una particolare molecola di segnalazione chiamata Wnt2. La Wnt2 viene espressa precocemente nell’embrione unicamente nel tessuto di confine fra l’abbozzo iniziale del cuore e la parte anteriore dell’intestino primitivo, là dove successivamente si sviluppa il polmone.
Lo sviluppo delle CPP è a sua volta regolato dall’espressione di un’altra ben nota proteina, la hedgehog, prodotta dall’intestino primitivo anteriore, che concorre alla differenziazione delle CPP nella componente muscolare liscia del sistema vascolare polmonare.
Lo studio ha inoltre dimostrato che le diverse linee cellulari all’interno del polmone sono correlate: muscolo liscio vascolare e muscolo liscio delle vie aeree, per esempio, condividono una cellula progenitrice polmonare comun
Cancro ai polmoni: tra le donne più letale e frequente del cancro al seno.l
Il cancro al polmone è destinato entro breve a superare i tassi di mortalità femminile in Europa finora attribuiti al cancro del seno. L’allarmante studio italo-svizzero pubblicato su Annals of Oncology.
Entro la meta di questo decennio il cancro al polmone può superare il cancro del seno quale causa principale di morte nelle donne europee, suggerisce un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Oncology.
Sono i ricercatori italiani e svizzeri, tra cui il prof. Carlo La Vecchia, direttore del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Mario Negri di Milano e professore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano, ad aver lanciato l’allarme a seguito dello studio che mette in evidenza come il cancro ai polmoni stia dilagando tra le persone di sesso femminile. Un deprimente primato che, entro qualche anno, potrebbe anche in Italia superare i tassi di decesso tra le donne finora appannaggio del cancro al seno – in Polonia e nel Regno Unito, questi tassi d’incidenza sono già tuttavia stati superati.
Cancro ai polmoni: anche l’uso del carbone per i fornelli domestici può incidere sull’insorgenza.
03:25 am | L’uso del carbone per la cucina e il riscaldamento domestico in Cina e’ associato a un notevole aumento del rischio di sviluppare cancro ai polmoni, secondo uno studio…
4 settembre 2012 / Leggi tutto »
Ossigeno iniettabile liquido: risultati promettenti sugli animali.
Esperimenti sui conigli hanno permesso agli animali di sopravvivere per 15 minuti senza alcun respiro: è la prima volta, grazie a microparticelle che trasportano il gas direttamente ai globuli rossi, bypassando i polmoni. La tecnica potrebbe essere utilizzata in futuro sull’uomo.
Ossigeno in forma liquida, da iniettare direttamente nel sangue evitando il passaggio attraverso i polmoni. Per la prima volta al mondo, la tecnica ha dato risultati positivi nei test su animali, aprendo la strada anche ad un possibile utilizzo sull’uomo. Lo dimostra uno studio del Boston Children’s Hospital, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine che potrebbe in futuro salvare la vita a pazienti che non riescono a respirare o hanno le vie aeree ostruite.
Grazie ad una “iniezione” di ossigeno, per la prima volta, i ricercatori sono riusciti a riportare alla normalità il livello del gas nel sangue di alcuni conigli, facendoli sopravvivere per 15 minuti senza alcun respiro.
Polmoni: cellule staminali in grado di auto-riparare tessuti danneggiati.
Cellule staminali dei polmoni riparano i tessuti danneggiati dal virus dell’influenza H1N1 o da altre patologie croniche e acute.
Lo annuncia Cell, pubblicando uno studio che ha dimostrato che nei topi queste cellule sono in grado di ricreare gli alveoli – strutture in cui viene assorbito l’ossigeno – nelle zone danneggiate dall’infezione da parte di H1N1.
Le cellule staminali umane si sono dimostrate capaci di ricostruire gli alveoli anche in laboratorio. ”Il problema delle pandemie e’ che le persone muoiono rapidamente”, spiega Frank McKeon dell’Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti), coordinatore della ricerca. Una terapia a base di cellule staminali o di molecole legate alle ”cellule bambine” potrebbe accelerare la guarigione dei polmoni e aiutare chi soffre di patologie gravi come la fibrosi polmonare.
Attacchi cardiaci: raffreddare organismo salva organi vitali da temporanea insufficienza
Dopo un arresto cardiaco l’uso di particolari liquidi, ricchi di fluoro, potrebbe proteggere e salvare gli organi vitali dalla mancanza d’ossigeno. Ricercatori francesi dell’Inserm hanno infatti sviluppato, su animali da laboratorio, una nuova tecnica per raffreddare l’organismo quando il cuore si ferma, in modo da evitare danni se non si riesce a rianimare rapidamente il paziente.
Il metodo sperimentale – descritto sulla rivista ‘Circulation – consiste nel somministrare liquido al fluoro nei polmoni, abbassando così rapidamente la temperatura dell’organismo per limitare le conseguenze negative della mancanza di afflusso sanguigno per cervello, fegato, reni. In pratica, spiegano i ricercatori, attraverso il fluido arricchito di fluoro si crea “una sorta di respirazione bastata sui liquidi e non sui gas”: i polmoni possono continuare a funzionare nonostante i cuore in arresto, mentre la temperatura, scendendo fino a 23 gradi, garantisce una ipotermia terapeutica.
Scienziato italiano scopre fonte di staminali nei polmoni.
Scoperta da uno scienziato italiano che lavora in Usa una sorgente preziosa di cellule staminali nei polmoniumani.
Una scoperta che potrebbe dare nuovo respiro a terapie contro malattie polmonari croniche. Trapiantate in topolini, queste cellule si sono infatti dimostrate capaci di ricostruire diverse parti dei loro polmoni, dai bronchioli agli alveoli. Artefice della scoperta resa nota sul New England Journal of Medicine e’ Piero Anversa dell’ospedale di Boston.
Malattie uomo-donna: differenze tra i sessi.
L’ansia e la depressione sono donna, cosi’ come il rischio di malattie cardiovascolari e l’Alzheimer, mentre Parkinson e autismo si declinano al maschile. Sono alcune delle differenze che raccontano le particolarita’ dei suoi sessi nella loro risposta a malattia e farmaci, secondo le mappe stilate dalla medicina di genere, branca recente delle scienze biomediche.
Diversita’ che solo negli ultimi anni hanno iniziato a essere prese in considerazione, mettendo fine a discriminazioni che hanno nuociuto a entrambi i sessi. Basti pensare, come spiega Flavia Franconi, presidente del Gruppo Italiano Salute e Genere, che ”l’osteoporosi e’ stata studiatissima nelle donne, ma non si sa quasi nulla delle sue cause negli uomini. O la depressione, piu’ diffusa tra le donne, anche se tra i pazienti maschi si hanno piu’ suicidi”. Ecco un ‘atlante’ delle principali differenze a livello medico tra i due sessi.
– PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: hanno sempre spaventato piu’ gli uomini, ma e’ un errore, giacche’ il 38% delle donne colpite da infarto muore nel giro di un anno, contro il 25% degli uomini. Nel mondo il 55% delle donne muore per infarto, ictus, embolia o trombosi, contro il 48% degli uomini.
– CANCRO AI POLMONI: dagli anni ’70, anche a causa del fumo, il rischio di tumore e’ diventato dal 20% al 70% maggiore nelle donne, a parita’ di sigarette.
Studio finanziato dall’UE dimostra che la cannabis può avere un effetto nocivo sul DNA.
Nel Regno Unito alcuni ricercatori hanno provato che fumare cannabis può avere un effetto nocivo sul DNA. Questo effetto potrebbe potenzialmente incrementare la possibilità di sviluppare il cancro. I risultati, pubblicati nella rivista Chemical Research in Toxicology, sono l’esito della Rete d’eccellenza ECNIS (“Environmental cancer risk, nutrition and individual susceptibility”) che ha ricevuto un finanziamento pari a 11 milioni di euro in riferimento all’area tematica “Qualità e sicurezza alimentare” del Sesto programma quadro (6° PQ) al fine di analizzare in che modo l’alimentazione e i fattori ereditari possano influire sul rischio tumorale legato all’ambiente. Per analizzare la formazione dei composti cancerogeni nel DNA naturale (Calf thymus DNA) esposto al fumo di una sigaretta di cannabis in vitro, lo studio ha utilizzato una nuova tecnica: una cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem ad elevata sensibilità. I risultati evidenziano che la cannabis, in laboratorio, danneggia il DNA.