Posts tagged ‘PMI’

ottobre 29, 2013

Perché è giusto distribuire gli utili ai lavoratori



La proposta di un imprenditore bresciano per rilanciare la produttività delle Pmi e del made in Italy (Foto da Flickr di Andreas Levers) – Immaginate una delle province più manifatturiere d’Italia, Brescia, collocata nella dorsale pedemontana padana che corre da Biella a Treviso, patria del capitalismo diffuso e delle Pmi che, in tempi crisi, trVisualizza altro
agosto 19, 2013

Se la crisi è colpa del manager!

Michele Azzu – Ilva, Eutelia, Alcoa, Phonemedia: società fallite o sull’orlo della bancarotta per la responsabilità di una dirigenza criminale. Le cui azioni ricadono poi sui dipendenti licenziati o in cassintegrazione. Che ora Confindustria vorrebbe ancora più ‘flessibili’ (cioè precari)
(22 luglio 2013)
Confindustria non molla: per il presidente Giorgio Squinzi bVisualizza altro

luglio 10, 2013

La domanda di beni è più importante dell’accesso al credito.

di Gustavo Piga 

Curiosa questa BCE.

Che ogni 6 mesi pubblica il report sullo stato delle piccole imprese europee. E che giustamente ci ricorda come il problema più pressante per le piccole imprese non è tanto il credito e l’accesso alla finanza (cerchio verde) quanto… la mancanza di clienti (cerchio rosso), dovuto – questa ovvietà la aggiungiamo noi – alla incredibile carenza di domanda interna europea.

draghi

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ottobre 28, 2012

Come si fa a non condividere’?

tramonto.jpg

fotografia di Robyn Hooz.

dal blog di Beppe Grillo. Come si fa a non condividere questa analisi?

e quello che dice come si fa a definirlo populismo?

Sinceramente io condivido parola per parola quello che è scritto.

La piccola e media impresa è fuori da qualunque agenda, da quella del Governo che si interessa solo di tasse, di spread e di finanza e che ha come ministro dello sviluppo il banchiere ovetto kinder Passera. Da quella della BCE che vuole la sua libbra di carne e ci impone manovre recessive per salvare il valore del nostro debito pubblico, detenuto all’estero in prevalenza da Francia e Germania. Da quella della Confindustria dei grandi concessionari di Stato come Benetton per le autostrade, o la Marcegaglia che costruisce inceneritori con la tassa CIP6 sulla bolletta dell’ENEL. Dall’agenda della grande distribuzione che uccide le produzioni locali. E infine da quella dei sindacati che ormai rappresentano solo sé stessi.
La piccola e media impresa è fatta da eroi. Bisogna essere eroi per fare impresa in Italia, senza servizi, con tassazioni e balzelli medioevali e con uno Stato strozzino che non rimborsa 85 miliardi di euro scaduti alle imprese, ma chiede l’anticipo dell’IVA prima dell’incasso delle fatture emesse e interessi spaventosi per ogni ritardo nei pagamenti. Senza la piccola e media impresa l’Italia non solo fallirà, ma diventerà un deserto produttivo per decenni. Tutto ruota intorno alla piccola e media impresa: lavoro, gettito fiscale di impresa e dei dipendenti per lo Stato, indotto creato dalla rete dei fornitori, spesa sul territorio. Quando muore un’impresa è sempre una piccola catastrofe sociale. In Italia, ogni mese, lo Stato deve onorare circa 24 milioni di stipendi pubblici e pensioni. Questa cifra enorme è garantita in gran parte dalla tassazione diretta e indiretta generata dalle PMI. Senza imprese la tassazione crollerà. Le PMI devono diventare la priorità di ogni azione di Governo, è una questione di sopravvivenza del Paese. Va abolito l’IRAP, una tassa iniqua che le aziende devono pagare anche se in perdita, vanno introdotti sgravi fiscali a investimenti innovazione, richiesta l’IVA solo a pagamento della fattura, rivisto il rapporto con il Fisco che da esattore deve diventare consulente d’impresa, aboliti gli studi di settore che impongono spesso pagamenti irrealistici, aiutato l’imprenditore in difficoltà con prestiti temporanei a basso tasso d’interesse, e chiusa Equitalia, il rapporto tra impresa e Stato deve avvenire senza intermediari. Le PMI sono il cuore del Paese, non la finanza, non le banche. Se il cuore non batterà più, il Paese morirà.

giugno 26, 2011

Boom del progressive con PFM, Banco, Trip, Osanna

Roma, Torino, Mestre e Benevento: quattro showcase speciali con il coinvolgimento di Francesco Di Giacomo, Lino Vairetti, Gianni Leone, Claudio Simonetti, Luciano Regoli, Aldo Tagliapietra, Joe Vescovi e gli altri protagonisti della Prog Exhibition, l’ormai celebre evento progressive immortalato nel cofanetto pubblicato il 31 maggio da Aereostella. I grandi interpreti del progressive storico, in compagnia dei giovani colleghi di Sinestesia e Periferia del Mondo, hanno incontrato stampa e pubblico in quattro eventi di presentazione del cofanetto, contenente 7 cd e 4 dvd.

Il responso è stato estremamente positivo anche dal punto di vista delle vendite. La PMI, Associazione che unisce i Produttori Musicali Indipendenti, ha reso nota la classifica GFK n. 23 del 20 giugno (relativa alla settimana dal 6 al 12 giugno): nella sezione compilation Prog Exhibition ha fatto la sua prima apparizione alla decima posizione! E’ un segnale importante per il rock progressivo e la musica di qualità, poichè la classifica si basa su un campione di 3.400 punti vendita rappresentativi di ipermercati, specializzati in tecnologia di consumo, specializzati in entertainment, supermercati, internet, negozi indipendenti.

giugno 20, 2010

Lo sviluppo della cornea artificiale perfetta.

Un team di piccole e medie imprese (PMI) europee insieme ad alcuni scienziati hanno sviluppato una cornea artificiale che potrebbe permettere ai ciechi di vedere e potrebbe risparmiare ai pazienti le gravi complicazioni del metodo di trapianto tradizionale attualmente in uso. Fino a questo momento i chirurghi hanno trapiantato cornee provenienti da donatori umani. Le imprese in questione si sono unite agli istituti di ricerca pubblici per costruire una cornea protesica perfetta e high-tech. Il progetto CORNEA (“Development of an artificial cornea for the human eye”) è stato finanziato con ben 1,78 milioni di euro nell’ambito della linea d’azione per le PMI del Sesto programma quadro (6° PQ).

Ogni anno in Europa 40.000 non vendenti si aggiungono alla lista d’attesa per il trapianto della cornea, perché soffrono di un disturbo ereditario o perché hanno perso la vista in seguito a un incidente o a una malattia. Sfortunatamente, questo metodo tradizionale è lungi dall’essere perfetto; la percentuale di successo può superare il 90% o può essere inferiore al 50%. Tra i pazienti che hanno la fortuna di trovare un donatore compatibile, molti non sopportano bene la nuova cornea. Gli effetti collaterali più comuni sono secchezza oculare, ustioni da acidi e altri gravi problemi agli occhi. Un altro problema è costituito dal fatto che spesso nei paesi in via di sviluppo non ci sono cornee disponibili. Una protesi della cornea è l’alternativa perfetta.

Ma progettare e produrre una cornea artificiale ben fatta non è facile. Gli altri team che ci hanno provato in precedenza non sono riusciti a soddisfare le complesse esigenze dell’occhio umano. Ci sono voluti 3 anni di sviluppo, insieme alle competenze di 12 team di ricerca europei, per ottenere le giuste proprietà fisiche, chimiche e biologiche.(liquidarea)

Per maggiori informazioni, visitare:

Progetto CORNEA:
http://www.cornea.pacal.pl/

Istituto Fraunhofer di ricerca applicata sui polimeri, Potsdam:
http://www.pioneers-in-polymers.com/index.html