Posts tagged ‘plasma’

giugno 9, 2012

Omega-3: e il pesce protegge il cervello dal rischio Alzheimer.

Una dieta ricca di Omega-3 riduce i livelli ematici di una , la beta-amiloide, strettamente associata allo sviluppo della malattia di . La dimostrazione arriva dalle pagine di Neurology, dove un gruppo di ricercatori guidato da Nikolaos Scarmeas del Columbia University Medical Center di New York (Stati Uniti) ha pubblicato uno studio in cui ha rilevato che il consumo di cibi caratterizzati da alti livelli di Omega-3 è associato a concentrazioni plasmatiche di Aβ42 – la forma di beta-amiloide che tende a formare più facilmente le fibre dannose per il sistema nervoso – ridotte del 20-30%.

Per giungere a questa conclusione è stato necessario analizzare le abitudini alimentari di più di 1.200 individui di età superiore ai 65 anni.

marzo 15, 2011

Risolta la struttura del colesterolo ‘buono’ o HDL.

La struttura del – il cosiddetto buono – è stata ricostruita per la prima volta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cincinnati (UC) coordinato da Sean Davidson, professore di anatomia patologica del dipartimento di medicina dell’UC.

 

Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Structural & Molecular Biology è il primo passo per poter riuscire a spiegare perché questa sostanza sia in grado di proteggere dai disturbi cardiovascolari, incluso l’infarto del miocardio e l’ictus.

Il , o lipoproteina ad alta densità è un insieme di proteine e grassi che trasporta i grassi in specifici siti dell’organismo. Nell’ambito della ricerca biomedica, molti sforzi sono diretti alla sintesi di farmaci in grado di incrementare i suoi livelli in combinazione con i farmaci esistenti che diminuiscono i livelli di lipoproteine a bassa densità, o , conosciuto come “cattivo”.

Mag 17, 2010

Studi italiani sul ‘fegato grasso’ – Silibina per fermare la steatosi.

Completato l’arruolamento dei pazienti, a breve i risultati che confermino l’efficacia del Realsil nel contrastare la progressione di steatosi in steatoepatite e fibrosi.Copenhagen, 23 aprile 2009 – Le principali malattie del fegato per quattro giorni sotto osservazione dagli epatologi europei. Gli esperti riuniti al Congresso EASL (European Association for the Study of the Liver) si confrontano sulle più diffuse patologie che minacciano la salute di questo organo e le armi per rallentarne i danni. Tra i temi la steatosi epatica, o fegato grasso, che interessa oltre 20 milioni di italiani. Ne soffre il 20% dei bambini in soprappeso, il 25% della popolazione adulta normale, il 40-100% dei pazienti con diabete di tipo II, il 20-80% dei dislipidemici e il 30-70% dei pazienti affetti da epatite da HCV (virus dell’epatite C). Per arginare questa vera e propria emergenza è stata testata per la prima volta su 181 pazienti la silibina, veicolata in una nuova forma (fitosoma) al fine di favorirne la biodisponibilità. “L’arruolamento dei pazienti nello studio multicentrico, randomizzato in doppio cieco, di fase III è ormai concluso – spiega il direttore medico Carlo di Manzano -. Ora dobbiamo aspettare solo i risultati dell’analisi statistica, ma siamo molto fiduciosi. Lo studio ha valutato l’efficacia di Realsil (Ibi Lorenzini), costituito dall’associazione di silibina estratta dal cardo mariano, fosfolipidi e vitamina E, nel migliorare il danno epatico in pazienti con fegato grasso non alcolico in presenza o meno di infezione da HCV.” E continua: “la steatosi può essere solo il primo passo verso una steatoepatite, infiammazione che rende più sensibili le cellule epatiche, gli epatociti, alla morte cellulare programmata (apoptosi) e alla necrosi. Di conseguenza anche alla cirrosi (che colpisce il 3% della popolazione) che assieme al carcinoma epatico ogni anno miete circa 50.000 vittime”.