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febbraio 24, 2013

Dietro le dimissioni del Papa nessun segreto. Addio Benedetto XVI°.

Padre Camillo Torres prete guerrigliero ucciso il 15 febbraio 1966 in una fattoria di Santander, dalle milizie Colombiane che per offenderlo ancora di più presero a calci il suo corpo, parlando del cristianesimo e della chiesa cattolica ha scritto nel  suo “messaggio a i cristiani”  : “I difetti temporali della Chiesa non devono scandalizzarci. La Chiesa è umana. L’importante è credere che al contempo che è divina e che, se noi cristiani mettiamo in atto il nostro obbligo di amare il prossimo, con tale azione rinvigoriamo la Chiesa. Io ho abbandonato i privilegi e i doveri del clero, ma non ho smesso di essere sacerdote. Credo di essermi dedicato alla rivoluzione per amore del prossimo. Ho cessato di dir messa per rendere  realtà tale amore. Quando il mio prossimo non avrà nulla contro di me, quando sia stata realizzata la rivoluzione, tornerò a celebrare messa, se Dio me lo permetterà. Credo così di seguire il comandamento di Cristo.” Quanta similitudine con le parole di un Papa che per cultura vocazione, posizione era tanto diverso da Padre Camillo. Questo Papa era certamente un conservatore ha fatto di tutto per far dimenticare il messaggio rivoluzionario del Concilio Ecumenico Vaticano II, ma non ha avuto paura di togliere il velo alle vergogne della Chiesa   fino a giungere all’estremo sacrificio di scendere dalla croce per andarsi a nacondere. Con il suo gesto ha dimostrato come tra tanti equivoci e confusioni può riemergere con forza travolgente il messaggio cristiano autentico, che è essenzialmente un atto di amore. Amore per la verità, la giustizia, e la libertà, ma non in astratto, non a parole, non per mascherarsi dietro le nostre vigliaccherie e i nostri egoismi.Amore che è donazione piena e completa per gli altri a costo di perdersi, di smarririsi. Parlando con un sacerdote mio amico, con molta presunzione all’inizio del pontificato di Benedetto XVI° dissi che Ratzinger non era il mio Papa, perchè mi riconoscevo in Giovanni XXII e nel suo pontificato. Sono contento di ammettere la mia presunzione e di essere stato superbo e cieco, forse per sentirmi diverso dagli altri. San Paolo diceva “chi ama il prossimo ha compiuto la legge.”   Ti chiedo scusa Bendetto, mi resterai nel cuore.