Posts tagged ‘piante’

gennaio 30, 2014

fertilizzanti naturali.


Le bevande ottenute dalle piante officinali garantiscono effetti positivi sulla nostra salute. Gli stessi infusi sono utili per fertilizzare le piante dell’orto e del giardino. A partire dalle erbe o dalle parti di scarto di frutta e verdura potrete preparare degli infusi per fertilizzare le piante, sia sotto forma di vera e propria tisana cVisualizza altro

greenMe.it: sarò buon* con la Terra

http://www.greenme.it/abitare/orto-e-giardino/12401-fertilizzanti-naturali-infusi-piante

novembre 27, 2012

Curare la Stella di Natale pianta tropicale che vuole caldo e umidità.

Curiosa l’idea di associare una pianta tropicale abituata al caldo umido come la Euphorbia pulcherrima da noi conosciuta come Stella di Natale al freddo e alla neve. Come raccontavamo tempo fa l’equivoco nasce a causa di una leggenda.

Le Stelle di Natale dunque essendo diffuse nei climi tropicali o subtropicali hanno bisogno di caldo e umidità; fiorisce con il diminuire della luce, è brevidiurna, e dunque necessita di almeno 12 ore di buio continuato per fiorire. Ma come mantenerla siperate le feste? Bisogna potarla con il taglio “povero” ovvero devono rimanere alla pianta poche gemme. Quelli che sembrano grossi fiori rossi sono in realtà foglie mentre il vero fiore è il ciazio giallino all’interno. Attenzione quando la si taglia per via del lattice che è urticante e velenosa per i nostri amici gatti e cani.

Continua a leggere: Curare la Stella di Natale pianta tropicale che vuole caldo e umidità

maggio 6, 2012

Global warming: le piante che fioriscono velocemente…

 

Una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata sul sito web di Nature, evidenzia come il riscaldamento globale stia avendo un impatto significativo su centinaia di specie animali e vegetali in tutto il mondo, cambiando alcuni modelli di allevamento, di migrazione e di alimentazione.

Lo studio si basa su dati provenienti da studi del ciclo di vita delle piante e di esperimenti effettuati in quattro continenti e 1.634 specie. Si è riscontrato che alcuni esperimenti avevano sottovalutato la velocità della fioritura da 8,5 volte e le foglie che crescono di 4 volte.

Come risposta ai cambiamenti climatici le piante sono fiorite più velocemente di quanto gli scienziati avevano previsto, fenomeno che potrebbe avere effetti devastanti a catena sulla catena alimentare e sull’ecosistema.

L’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera dalla combustione di combustibili fossili può influenzare il modo in cui le piante producono ossigeno, mentre temperature più elevate e precipitazioni variabili possono cambiarne il comportamento.

Predire la risposta delle specie al cambiamento climatico è una sfida importante in ecologia“, han detto i ricercatori della University of California di San Diego e numerose altre istituzioni statunitensi.

dicembre 18, 2011

Mappare genoma piante officinali per sviluppo nuovi farmaci.

I ricercatori del Medicinal Plant Consortium (MPC) hanno svelato le caratteristiche che conferiscono alle le loro proprieta’ .

I dati raccolti derivano dalla mappatura genetica e biochimica di 14 specie vegetali che producono composti di interesse farmaceutico. ”l nostro obiettivo principale – spiega Joe Chappell, coordinatore dell’MPC – e’ stato catturare l’impronta genetica delle per migliorare l’identificazione e lo sviluppo dei farmaci”.

dicembre 1, 2010

Arsenico: meccanismo di assorbimento e detossificazione nelle piante

Alcuni ricercatori provenienti da Europa, Asia e Stati Uniti hanno identificato i due geni essenziali che controllano l’accumulazione e la detossificazione dell’arsenico nelle cellule delle piante. I risultati aiuteranno gli scienziati a ridurre l’accumulo del metalloide nelle colture. Lo studio è stato finanziato in parte dal progetto PHIME (“Public health impact of long-term, low-level mixed elements exposure in susceptible population strata”) che è stato sovvenzionato nell’ambito dell’area tematica “Qualità e sicurezza alimentare” del Sesto programma quadro (6° PQ) dell’UE con 13,43 Mio EUR.

La trivellazione di pozzi di perforazione, i pozzi economici e poco profondi nell’Asia sudorientale, le attività minerarie in varie regioni della Cina, della Tailandia e degli Stati Uniti spesso fanno aumentare la concentrazione di arsenico nell’acqua superando a volte il limite stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di 10 microgrammi per litro (mcg/l), valore oltre il quale cominciano a verificarsi problemi alla salute.

Decine di milioni di persone sono esposte ai rischi associati ad alti livelli di arsenico perché bevono acqua contaminata o ingeriscono cereali coltivati in terreni inquinati. L’esposizione prolungata a questo metalloide altamente tossico può avere effetti disastrosi sugli organi umani tra cui transito gastrointestinale, reni, fegato, polmoni e pelle e fa aumentare il rischio di cancro. Soltanto in Bangladesh, secondo le stime, 25 milioni di persone bevono acqua contenente oltre 50 mcg/l di arsenico e 2 milioni di loro rischiano di morire di cancro causato da questa sostanza tossica.

settembre 23, 2010

Filmata la reazione chimica che ci permette di ‘vedere’.

Successo made in Italy, ora possibile conoscere in dettaglio i processi chimici innescati dalla luce
ROMA – E’ stato realizzato in Italia il primo film molecolare della reazione chimica (tra le più rapide finora note) innescata dalla luce e alla base della vista umana. Il risultato, pubblicato su Nature, parla in gran parte italiano e dimostra che è possibile conoscere in dettaglio i processi chimici innescati dalla luce.

“Il nostro prossimo obiettivo è verificare se questo stesso processo avviene nella molecola della vita, il Dna”, ha detto il fisico Dario Polli, del Politecnico di Milano e primo autore della ricerca, coordinata da Giulio Cerullo, del dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano e dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifn-Cnr), e dal Marco Garavelli, del dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’università di Bologna. Si potranno anche studiare a livello molecolare i meccanismi che regolano la crescita delle piante e il comportamento di alcuni batteri che sfruttano la luce.

Le applicazioni possibili sanno di fantascienza. Capire questi meccanismi molecolari potrebbe significare, in futuro, “riuscire a progettare congegni molecolari artificiali, come sensori di luminosità, motori molecolari che si attivano con la luce e, in un futuro ancora più lontano, molecole artificiali che riproducono il comportamento della retina”, ha osservato Garavelli. Alla ricerca hanno partecipato l’università tedesca di Duisburg-Essen e l’istituto Max Planck di Mulheim an der Ruhr, l’università californiana di Berkeley e quella britannica di Oxford.

luglio 16, 2010

La vita segreta delle piante raccontata dai pori delle foglie.

Un progetto di ricerca finanziato dall’UE è destinato a causare una riconsiderazione del modo in cui le piante rilasciano il vapore acqueo nell’atmosfera in un processo detto traspirazione. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha implicazioni per campi diversi come le previsioni meteorologiche, i cambiamenti climatici, l’agricoltura e l’idrologia.

Il sostegno dell’UE a questo lavoro proveniva dal progetto LIFT (“Laser-induced fluorescence transient: a remote sensing approach to scale and quantify photosynthetic light use efficiency in ecosystems”), una Borsa internazionale Marie Curie per un soggiorno all’estero triennale che ha ricevuto 250.000 euro dal Sesto programma quadro (6? PQ).

Le foglie delle piante sono punteggiate da piccolissimi pori a forma di labbra chiamati stomi, attraverso di essi le piante rilasciano vapore acqueo nell’atmosfera. Questo processo rinfrensca e uminidifica l’atmosfera sopra la vegetazione, incide sul clima e influenza le precipitazioni. Inoltre, il biossido di carbonio (CO2) che le piante usano per la fotosintesi viene assorbito dalla foglia attraverso gli stomi. Le piante inoltre sono in grado di alterare le dimensioni dei loro stomi per regolare la quantità di CO2 assorbita e il rilascio di vapore acqueo. Gli stomi hanno un forte impatto sulla produttività della pianta, sui cambiamenti climatici e sul ciclo dell’acqua.