Posts tagged ‘pesca’

dicembre 29, 2014

Amantea, pescati nel Tirreno 14 tonnetti malformati.

Scritto da Marina Perotta – lunedì 29 dicembre 2014

l’inquinamento nel mar Tirreno presenta il conto e si iniziano a pescate tonnetti malformati Continua…

luglio 25, 2013

Stop alla pesca in Adriatico: 42 giorni per ripopolare il mare.

Per 42 giorni niente pesca con sistema a traino fra Trieste e Rimini; dal 5 agosto blocco fra Pesaro e Bari, dal 1° ottobre a sud di Brindisi, nello Ionio e nel Tirreno

Da ieri, lunedì 22 luglio, bloccata tutta l’attività di pesca lungo l’Adriatico da Trieste a Rimini. L’iniziativa può sembrare paradossale in periodo di alta stagione, con i turisti che invadono le spiagge e con le pescherie che vengono prese d’assalto da ristoratori e consumatori.

Eppure i provvedimento è preso proprio per salvare le marinerie. Niente pesca per la barche con sistema a traino, uno stop concordato della durata di sei settimane, fino all’inizio di settembre. L’obiettivo è quello di favorire il ripopolamento dei pesci nel mare e salvare le marinerie dal collasso, in una stagione, quella 2013, iniziata con un calo del 16% nel consumo di pesce fresco (dati del primo trimestre dell’anno).

Ovviamente lo stop alla pesca fra Trieste e Rimini non vorrà dire rinunciare al pesce fresco, ma per chi risiede o si trova in quella fascia costiera solamente alle risorse ittiche a km 0. Infatti sul mercato sarà possibile trovare pesce straniero, magari congelato, oppure pesce da allevamenti nazionali o la produzione delle piccole imbarcazioni che potranno continuare a operare anche nel periodo di fermo.

Dal 5 agosto lo stop dell’attività avverrà fra Pesaro e Bari, dal 1° ottobre fra Brindisi, Ionio e Tirreno.

aprile 14, 2013

Da oggi su tavola solo pesce importato.

Da domenica fine stock Italia,mangeremo solo pesce importato Da domenica fine stock Italia,mangeremo solo pesce importato

ROMA – La quota di pescato italiana, in termini di attivita’ ecosostenibili, va verso l’esaurimento. E da oggi mangeremo solo pesce importato. A lanciare l’allarme sulla fine delle scorte nazionali e’ Ocean2012, coalizione di 200 organizzazioni unite dalla volonta’ di trasformare la Politica europea della Pesca per fermare la pesca eccessiva, che sottolinea come il Fish Dependance Day sia giunto quest’anno per le marinerie italiane con una settimana di anticipo rispetto al 2012. E anche l’Europa non e’ da meno: il 4 luglio saranno finite anche le scorte annuali di pesce dell’Ue.

In sostanza, sottolinea Ocean2012, ”le scorte nazionali si esauriscono sempre prima, costringendo materialmente i consumatori a dipendere dalle importazioni di pesce per il proprio fabbisogno. Per l’Italia il grado di autosufficienza e’ sceso dal 32,8% al 30,2% negli ultimi due anni. E nonostante un consumo leggermente inferiore, il nostro Paese e’ di fatto sempre piu’ dipendente dal pesce proveniente da acque non-europee. L’Italia rimane dipendente dal pesce extracomunitario per sostenere circa il 70% dei suoi consumi”.

agosto 2, 2011

Pesca: 2.1 milioni di tonnellate di merluzzo buttate via.

La situazione drammatica degli stock ittici dei nostri mari dovrebbe essere ormai sotto gli occhi di tutti, i rapporti sullo stato degli ecosistemi marini danno tuttilo stesso identico responso: stiamo sfruttando troppo una risorsa che di questo passo siamo destinati a perdere. La logica del mercato applicata alla pesca ha provocato negli ultimi 100 anni danni inimmaginabili e non mancano i paradossi.

La New Economics Foundation, pur avendo come oggetto di studio l’aspetto puramente commerciale della pesca, ha raccontato un realtà che mostra in tutta la sua evidenza la follia del nostro presunto modello di sviluppo. Fra il 1963 e il 2008 le flotte europee hanno gettato in mare qualcosa come 2.1 milioni di tonnellate di solo merluzzo bianco per rimanere all’interno delle quote per la pesca stabilite dall’Unione.

Lo studio si è concentrato esclusivamente sul merluzzo perché si tratta di uno degli stock ittici sul quale esistono le stime più accurate e precise e, naturalmente, sottolinea come dal punto di vista economico si tratti di uno “spreco” di 2,7 miliardi di euro, ma non può non impressionare anche il dato ambientale. Quanto pesce peschiamo e poi buttiamo in mare ormai morto o moribondo per seguire assurde regole ispirate esclusivamente all’aspetto economico e agli equilibri commerciali dei paesi? Le stime meno prudenti parlano di una percentuale vicina al 60% del pescato. Per quanto potremo andare avanti in questo modo?

luglio 24, 2010

Massacro di balene.

Oltre 236 balene, tra cui femmine in gravidanza e cuccioli attaccati ancora alle madri dal cordone ombelicale, sono state attirate in una piccola baia delle  Faroe Islands, regione autonoma ed extraeuropea della Danimarca, dove in un villaggio di pescatori, Klaksvik, è stata praticata la mattanza su un intero branco di balene, uccise una alla volta con ripetuti colpi alla testa.
 
Un’attivista di Sea Shepherd, Peter Hammarstedt,infiltratosi da una settimana tra la popolazione locale, alla ricerca di fatti del genere per filmarli e sottoporre al giudizio del mondo, ha sentito la notizia di quanto stava accadendo a Klaksvík alla radio locale, così ha documentato lo spargimento di sangue al momento dell’arrivo.

Il rpblema che le isole Faroer sono in Europa.