Posts tagged ‘permesso di soggiorno’

ottobre 17, 2013

Leonarda Dibrani, 15 anni, fa vergognare la Francia socialista. Ma anche noi!

Leonarda Dibrani, 15 anni, fa vergognare la Francia socialista. Ma anche noi

Leonarda Dibrani, 15 anni, è l’adolescente raggiunta dagli agenti di polizia mentre si trovava sul bus della gita scolastica insieme ai suoi compagni, per provvedere immediatamente alla sua espulsione dalla Francia: colpevole di non avere il permesso di soggiorno in regola, come del resto tutto la sua famiglia rom kosovara. Abitavano da tre anni in Francia e Leonarda frequentava regolarmente la scuola. Ora la sinistra d’oltralpe si vergogna, ma noi non possiamo fare a meno di rilevare la velenosa trasversalità della cultura securitaria della discriminazione. Ieri abbiamo ricordato il settantesimo anniversario della deportazione degli ebrei del ghetto di Roma. Restiamo allibiti di fronte ai negazionisti e ai difensori di un vecchio criminale nazista responsabile della fucilazione di 335 innocenti. Ci vergogniamo dei respingimenti in mare nel Canale di Sicilia. Ma nella prassi quotidiana operazioni come l’espulsione dell’”irregolare” quindicenne rientrano nella normalità. Prassi consolidata. Alla quale finiamo per abituarci.(Gad Lerner)

ottobre 6, 2013

Vendola a proposito della strage di Lampedusa.

Vendola, il governo piange i morti di Lampedusa, ma cancellerà il reato di immigrazione clandestina?
«È in atto una manipolazione della realtà. Non è il demonio che ha appiccato il fuoco a quella nave. Bisogna capire di chi e di cosa ci si debba vergognare. Nello specifico la vergogna è costituita dalle leggi fasciste votate in Italia dalle destre in Italia e non abbastanza contrastate, perlomeno nei presupposti culturali. Quella strage parla della legge Bossi-Fini, di un paese in cui i migranti per avere un permesso di soggiorno debbono avere un contratto di lavoro, ma per avere un contratto di lavoro debbono avere un permesso di soggiorno; un paese in cui i richiedenti asilo, uomini e donne in fuga dalla povertà e dalla guerra, sono trattati come una pratica burocratica da sbrigare con efficienza e cattiveria; di una politica che uccide 5 o 6 persone al giorno. Rappresentiamo i flussi migratori come una minaccia e cancelliamo la verità dei migranti che producono il 10 per cento della ricchezza. Siamo il volto brutale di un’Europa pronta a fare le guerre nel nome dei diritti umani, e poi a trattare i diritti umani con regole che ne determinano l’inabissamento».
Nichi Vendola

 

aprile 13, 2010

Quando la lega fa scuola.

Ecco che, fingendo di applicare in modo neutrale la legge, il comune commissariato di Bologna decide senza troppi complimenti che a pagare i costi della crisi sono, per primi, i bambini e le donne migranti. Da oggi i figli di migranti irregolari rischiano di non avere più accesso agli stessi diritti degli altri bambini, e così uno dei fiori all’occhiello del welfare emiliano, gli asili nido, diventa privilegio di alcuni, mentre altri dovranno portare sin dall’infanzia il marchio della clandestinità. Alla faccia dei diritti dell’infanzia.  Per prime se ne sono accorte quelle donne, migranti e non, costrette a lasciare il lavoro in mancanza di servizi per l’infanzia adeguati a sostenerle, o che pagano con il loro salario il salario di una donna migrante perché posti negli asili non ce ne sono abbastanza. Mentre i diritti sono una merce per chi li può comprare, escludere i figli dei migranti irregolari si rivela un utile diversivo: facciamo fuori loro, intanto, mentre nel silenzio facciamo fuori tutti. Ai genitori italiani si vende l’illusione che, escludendo i migranti, i loro figli saranno tutelati, così come ai lavoratori italiani si vende l’illusione che, espellendo i migranti, il loro lavoro sarà salvaguardato.Questa vicenda, nella sua gravità, mostra di nuovo che il razzismo istituzionale sancito dalla Bossi-Fini e dal pacchetto sicurezza e reso ogni giorno operativo da una miriade di provvedimenti amministrativi è una delle risposte principali alla crisi.  Chi perde il lavoro perde il permesso di soggiorno, i permessi di chi ancora riesce a rinnovare giacciono per mesi negli uffici stranieri della questura, e chi è in attesa di rinnovo perde ogni possibilità di trovare un lavoro che è già difficile avere. A monte la legge Bossi-Fini condanna alla clandestinità; a valle, il comune di Bologna ne approfitta per risparmiare qualche soldo sulla pelle dei bambini e delle donne. (marginalia)Che schifo!

febbraio 5, 2010

Permesso a punti per gli immigrati

   Sara’ pubblicato a giorni il decreto attuativo sul permesso di soggiorno a punti. Lo ha comunicato il ministro dell’interno Maroni. Il permesso a punti, ha spiegato Maroni, ‘e’ gia’ una legge, perche’ e’ nel pacchetto sicurezza approvato l’anno scorso: ora col ministro Sacconi abbiamo trovato un’intesa tecnica sulla sua attuazione e nei prossimi giorni sara’ pubblicato il decreto attuativo’.