Posts tagged ‘peptidi’

novembre 21, 2012

Nuova rivoluzione nel campo delle biotecnologie.

peptidi_sintetici

 

02:34 am | Lo studio delle proteine (che si trovano in ogni cellula e ogni tessuto del corpo) è di particolare interesse per gli scienziati poiché esse sono parte integrante della…

21 novembre 2012 / Leggi tutto »

novembre 25, 2011

Eczema: verso una nuova terapia.

Un ceppo di lievito coinvolto in alcune patologie cutanee infiammatorie, tra cui l’, potrebbe essere ucciso da alcuni : una terapia che potrebbe potenzialmente fornire un nuovo trattamento per malattie della debilitanti. La ricerca e’ stata pubblicata sulla rivista Letters in Applied Microbiology.

 

L’ , caratterizzato da secchezza, prurito e della , e’ una malattia in rapido aumento.
Mentre la causa di rimane sconosciuta, quello che si sa, e’ che un fattore scatenante e’ il lievito Malassezia sympodialis.
Questo ceppo di lievito e’ uno dei piu’ comuni sulla , sia nei soggetti sani che in quelli affetti da . In chi soffre di malattie della , la barriera della e’ piu’ fragile e spesso viene violata: questo permette al lievito di causare infezioni che poi aggravano ulteriormente la condizione.

giugno 8, 2011

Due sostanze estratte dalla pelle di una rana dal ruolo fondamentale sull’angiogenesi.

Due sostanze estratte dalla pelle di una specie di rana e da un rospo si sono rivelate cosi’ promettenti per la lotta contro il e l’ da essere premiate con il piu’ prestigioso premio inglese, il Medical Futures Innovation Awards.

Lo annuncia la Queen University di Belfast in un comunicato. I due , o piccole proteine, isolati dal team guidato da Chris Shaw, agiscono entrambi sull’, cioe’ sulla formazione dei vasi sanguigni, anche se in maniera opposta.

dicembre 1, 2010

Arsenico: meccanismo di assorbimento e detossificazione nelle piante

Alcuni ricercatori provenienti da Europa, Asia e Stati Uniti hanno identificato i due geni essenziali che controllano l’accumulazione e la detossificazione dell’arsenico nelle cellule delle piante. I risultati aiuteranno gli scienziati a ridurre l’accumulo del metalloide nelle colture. Lo studio è stato finanziato in parte dal progetto PHIME (“Public health impact of long-term, low-level mixed elements exposure in susceptible population strata”) che è stato sovvenzionato nell’ambito dell’area tematica “Qualità e sicurezza alimentare” del Sesto programma quadro (6° PQ) dell’UE con 13,43 Mio EUR.

La trivellazione di pozzi di perforazione, i pozzi economici e poco profondi nell’Asia sudorientale, le attività minerarie in varie regioni della Cina, della Tailandia e degli Stati Uniti spesso fanno aumentare la concentrazione di arsenico nell’acqua superando a volte il limite stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di 10 microgrammi per litro (mcg/l), valore oltre il quale cominciano a verificarsi problemi alla salute.

Decine di milioni di persone sono esposte ai rischi associati ad alti livelli di arsenico perché bevono acqua contaminata o ingeriscono cereali coltivati in terreni inquinati. L’esposizione prolungata a questo metalloide altamente tossico può avere effetti disastrosi sugli organi umani tra cui transito gastrointestinale, reni, fegato, polmoni e pelle e fa aumentare il rischio di cancro. Soltanto in Bangladesh, secondo le stime, 25 milioni di persone bevono acqua contenente oltre 50 mcg/l di arsenico e 2 milioni di loro rischiano di morire di cancro causato da questa sostanza tossica.

luglio 24, 2010

Test diagnostici meno esosi con nuove tecniche e senza costosi anticorpi.

Dal laboratorio del Nobel Sharpless  in molti test diagnostici sarà possibile sostituire il ricorso ai costosi e delicati anticorpi con peptidi stabili e altamente selettivi ottenuti grazie a una nuova tecnica di sintesi

L’identificazione di specifiche proteine in un preparato biologico viene oggi spesso eseguita ricorrendo all’uso di anticorpi. La tecnica, per quanto efficace, presenta tuttavia diversi inconvenienti, come il costo e la scarsa stabilità degli anticorpi stessi.

Ora, come viene riferito sulla rivista “Angewandte Chemie” un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) e del Scripps Research Institute diretti da K. Barry Sharpless, premio Nobel per la chimica nel 2001, e James R. Heath hanno sviluppato un protocollo che consente la produzione rapida ed economica di composti altamente stabili, costituiti da brevi catene di peptidi, che sono in grado di legare una particolare proteina con un’affinità e una selettività estremamente elevate.

Lo scorso anno Heath e colleghi avevano sviluppato un’apparecchiatura di diagnostica medica delle dimensioni di un vetrino da microscopio, l’Integrated Blood-Barcode Chip, che può separare e analizzare rapidamente decine di proteine presenti in una goccia di sangue.

“Ciò che ci limitava nella capacità di esaminare diciamo 200 proteine con il barcode chip è il fatto che gli anticorpi sono instabili e costosi” spiega Heath. “Così abbiamo cercato di sviluppare degli equivalenti degli anticorpi, che chiamiamo agenti di cattura delle proteine, che potessero legarsi a esse con alta affinità e selettività, e che fossero capaci si superare questo test: metterne una scorta nel portabagagli di una macchina ad agosto a Pasadena e, un anno dopo, ritrovarli ancora funzionali.”

Per ottenere il risultato i ricercatori hanno sfruttato la tecnica di “in situ click chemistry” introdotta proprio da Sharpless nel 2001, che permette la costruzione passo passo a partire da piccoli frammenti peptidi capaci di legarsi a una proteina di interesse.

luglio 24, 2010

Celiachia: lo sviluppo di nuovi farmaci.

La scoperta dei peptidi del glutine che scatenano la reazione avversa nell’organismo dei celiaci apre le porte a nuove possibilità terapeutiche

Sono stati identificati i peptidi che rendono il glutine, la principale proteina presente ne, dannosa alle persone affette da celiachia. La scoperta – pubblicata sull’ultimo numero diScience Translational Medicineapre le porte a una nuova generazione di strategie diagnostiche, terapeutiche e di prevenzione che interessano milioni di persone.

La scoperta che è il glutine a scatenare la malattia celiaca risale a oltre 60 anni fa, ma finora non era riusciti ancora a identificare quali parti della proteina fossero le responsabili dei meccanosmi di scatenamento della patologia.

“Questi tre componenti rendono conto della grande maggioranza delle risposte immunitarie al glutine che si osservano nei pazienti sofferenti di celiachia”, ha osservato Bob Anderson, che ha coordinato la ricerca.

Lo studio, che ha coinvolto ricercatori del Walter and Eliza Hall Institute, della Monash University e dell’Università di Melbourne, ha permesso di identificare 90 frammenti della proteina del glutine che provocano una certa reazione del sistema immunitario, tre dei quali hanno mostrato un’azione tossica particolarmente spiccata.

Grazie all’identificazione di questi peptidi sono già partiti i trial clinici di fase uno per la messa a punto di una immunoterapia a base di peptidi per desensibilizzare i pazienti celiaci agli effetti nocivi del glutine.