Posts tagged ‘pelle’

novembre 25, 2011

Eczema: verso una nuova terapia.

Un ceppo di lievito coinvolto in alcune patologie cutanee infiammatorie, tra cui l’, potrebbe essere ucciso da alcuni : una terapia che potrebbe potenzialmente fornire un nuovo trattamento per malattie della debilitanti. La ricerca e’ stata pubblicata sulla rivista Letters in Applied Microbiology.

 

L’ , caratterizzato da secchezza, prurito e della , e’ una malattia in rapido aumento.
Mentre la causa di rimane sconosciuta, quello che si sa, e’ che un fattore scatenante e’ il lievito Malassezia sympodialis.
Questo ceppo di lievito e’ uno dei piu’ comuni sulla , sia nei soggetti sani che in quelli affetti da . In chi soffre di malattie della , la barriera della e’ piu’ fragile e spesso viene violata: questo permette al lievito di causare infezioni che poi aggravano ulteriormente la condizione.

novembre 14, 2011

Da cellule della pelle ottenute cellule del sistema immunitario per combattere il cancro.

Combattere il cancro attraverso la dei pazienti. I ricercatori della Oxford University hanno trasformato della in del , una che potrebbe essere utilizzata per fronteggiare alcune tipologie di tumore.

 

Il risultato e’ stato raggiunto solo in laboratorio e mai sperimentato sugli esseri umani. L’ipotesi di , quindi, e’ ancora molto lontana ma la premessa potrebbe aprire scenari curativi davvero interessanti. Sfruttare la potenza del e’ una strategia molto inseguita dagli studiosi in campo oncologico, soprattutto nella ricerca di vaccini contro i tumori. L’indagine, pubblicata sulla rivista ‘Gene Therapy’, e’ stata focalizzata sulle , che organizzano una parte della risposta immunitaria, veicolate in modo da poter attaccare direttamente le cancerose. Il team ha utilizzato i progressi nella tecnologia delle per creare nuove direttamente dalla di un paziente.

maggio 30, 2011

Tumori della pelle: la Roche richiede l’OK per un nuovo farmaco

La ha presentato alla Food and Drug Administration (Fda) e all’Ema la domanda di autorizzazione per la commercializzazione del nuovo Vemurafenib, per pazienti affetti da positivo alla mutazione del gene .

 

ha presentato anche una domanda per il test di mutazione ‘cobas 4800 ′, dispositivo diagnostico in grado di identificare tale mutazione. Lo riferisce una nota della casa farmaceutica che spiega come vemurafenib, un ‘-inibitore’, sia “concepito per colpire e inibire selettivamente una forma mutata della , presente in circa la meta’ dei casi di ”, la forma piu’ aggressiva e mortale di tumore cutaneo. “Abbiamo lavorato con rapidita’ per portare avanti il programma di sviluppo di vemurafenib sapendo che i pazienti affetti da hanno una prognosi sfavorevole e opzioni terapeutiche molto limitate”, ha spiegato Hal Barron M.D., Chief Medical Officer e Head, Global Product Development di . Secondo l’esperto “le domande di autorizzazione depositate per vemurafenib e il test diagnostico, impiegato per individuare i pazienti con il tipo di che puo’ essere colpito specificamente da questo , rappresentano promettenti passi avanti nell’obiettivo di offrire una terapia personalizzata per questa malattia”.

aprile 29, 2011

Proteggersi ‘col cavolo’ dal serio pericolo – melanoma – delle prime tintarelle

Broccoli e di Bruxelles per aumentare la protezione dai solari nocivi e prevenire il , il temibile della .
Nonostante l’uso sempre più diffuso di protezioni solari per la , pare che i casi di – il temibile cancro della – siano in costante aumento. Se, quindi, vi è un modo per aumentare l’efficacia dei filtri solari e la protezione della , non può che essere il benvenuto. Se poi questa possibilità si coniuga con l’utilizzo di sostanze tutte naturali, ma efficaci, meglio ancora.

gennaio 21, 2011

Nuovo farmaco contro il melanoma maligno.

Nuove speranze per chi ha un tumore alla pelle. In trial clinici condotti presso il Royal Mardsden Hospital a Londra e nel Surrey, un nuovo farmaco e’ stato in grado di rallentare notevolmente lo sviluppo della piu’ micidiale forma di cancro della pelle e di aumentare la sopravvivenza dei pazienti.

Il farmaco offre speranza alle migliaia di pazienti che, ogni anno, manifestano una recidiva nonostante l’asportazione chirurgica del melanoma. La pillola, battezzata finora semplicemente RG7204, secondo la stampa britannica, si avvale di uno specifico gene difettoso presente nella meta’ dei casi di melanoma maligno.


gennaio 14, 2011

Un derivato dei coralli del Mar Rosso aiuta a combattere i tumori della pelle.

Forse è nel meccanismo fotosintetico dei coralli una possibile sostanza benefica Forse è nel meccanismo fotosintetico dei coralli una possibile sostanza benefica

Un gruppo di scienziati della South Dakota State University stanno studiando i meccanismi per cui una sostanza derivata dal corallo del Mar Rosso potrebbe contribuire a curare il cancro della pelle. Lo studio ha continuato un precedente lavoro del professor Chandradhar Dwivedi il quale indicava che un composto di una sostanza chiamata sarcophine-diol, può essere isolato dal corallo soffice del Mar Rosso. Il nuovo studio indica che è possibile utilizzare questa sostanza nella prevenzione del cancro della pelle.

settembre 15, 2010

Tumori della pelle: mutazioni di un solo gene la causa del cancro.

Si erano già menzionate alcune ‘zone calde’ del genoma, come riportato qui.
Adesso ci sarebbero le varianti di un solo gene dietro la comparsa dei tumori della pelle e del glioma. A confermarlo sono 5 studi, pubblicati dalla rivista Nature Genetics online e condotti da consorzi internazionali di ricerca a cui ha partecipato anche un Irccs italiano, l’Istituto nazionale tumori di Milano. Studi che identificano varianti genetiche associate allo sviluppo di tumori cutanei e del glioma, attraverso l’analisi di quelle sequenze del Dna che variano da individuo ad individuo e che gli scienziati ritengono responsabili della suscettibilità individuale a manifestare determinate malattie.

L’analisi, condotta in parallelo in una popolazione di controllo sana, coinvolge alcune migliaia di persone, reclutate grazie alla creazione dei consorzi internazionali di ricerca. Tutti e 5 i lavori, spiega in una nota Marco Pierotti, direttore scientifico dell’Int, “identificano varianti del gene CDKN2A-CDKN2B o adiacenti a questo nella regione cromosomica 9p21, una regione evidentemente cruciale per lo sviluppo di queste neoplasie, che sarà oggetto di intense ricerche in futuro indirizzate sia al possibile uso dei marcatori identificati come marcatori di rischio, sia allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche”.

//

settembre 14, 2010

Pelle artificiale: piu’ vera della vera, percepisce il tatto

Finora i tentativi di produrla si basavano o su materiali organici, flessibili ma cattivi semiconduttori, o su materiali inorganici, elettronicamente efficienti ma poco flessibili e fragili

Un materiale elettronico sensibile alla pressione che potrebbe un giorno rappresentare una “pelle” artificiale per diverse applicazioni: è quanto ha sviluppato un gruppo di ingegneri dell’Università della California a Berkeley.

“L’idea è di avere un materiale che funziona come la pelle umana, il che significa integrare la capacità di percepire e toccare gli oggetti”, ha spiegato Ali Javey, professore associato di ingegneria elettrica e informatica, coordinatore dello studio.

La pelle artificiale, denominata “e-skin” e descritta in un articolo apparso sulla rivista Nature Materials, è il primo materiale di questo tipo costituito da semiconduttori inorganici monocristallini.

Una pelle artificiale sensibile al contatto potrebbero consentire di vincere una sfida cruciale per la robotica: la modulazione della forza necessaria ad afferrare e manipolare un’ampia varietà di oggetti.

“Gli esseri umani generalmente sanno come afferrare un uovo fresco senza frantumarlo”, ha commentato Javey, che fa anche parte del Berkeley Sensor and Actuator Center ed è ricercatore presso la divisione di Scienza dei materiali del Lawrence Berkeley National Laboratory. “Se volessimo un robot in grado di svuotare una lavastoviglie, per esempio, dovremmo essere sicuri che non rompa i calici per il vino, ma nemmeno lasci cadere le pentole.”

agosto 8, 2010

Zone calde nel DNA: due geni responsabili di diversi tumori.

a destra: la zona 'calda' del CDKN2A a destra: la zona ‘calda’ del CDKN2A

Scovati nel Dna dei ‘punti caldi’ del cancro, una sorta di ‘zona sismica’ genetica che quando si ‘muove’ puo’ provocare vari tipi di tumore.
Infatti cinque studi, pubblicati sulla rivista Nature Genetics da altrettanti gruppi di ricerca tra loro indipendenti, hanno identificato intorno a due geni, CDKN2A e CDKN2B, una ‘zona sismica’ del cancro: varie mutazioni a ridosso di questi due geni sono risultate legate a molti tipi di tumore diversi, dal cancro al cervello a quello della pelle.