Posts tagged ‘pd. pdl’

maggio 30, 2013

L’Istat annuncia la fine del mondo: 80 anni di austerità.


Non è uno scherzo o un tentativo maldestro di mettere in piedi una trama di fantapolitica. Sapevamo che la tragica approvazione, tramite Pd-Pdl, del Fiscal Compact e del pareggio di bilancio in Costituzione avrebbe provocato danni permanenti a questo paese. Danni dei quali non si ha ancora chiara l’effettiva portata. Pensando magari che “laVisualizza altro

aprile 28, 2013

Prima regola: mantenere gli impegni presi.

Qualcuno dice che anche Hollande ha fallito, non ha rispettato il patto con gli elettori, sono tutti uguali e chi più ce ne ha più ce ne metta.Non è così.Hollande mantiene le promesse fatte durante le elezioni. 

maggio 20, 2010

Benvenuto fascismo prossimo venturo.

Fino ad oggi ci eravamo stancamente rassegnati, non io, ad un capo del governo che non riconosceva  l’autorità della legge,  che varava  leggi per favorire se stesso e la sua parte politica,  che non rispettava gli organi deputati all’amministrazione della giustizia e le loro sentenze, che sputva in facciaq ai magistrati, che violava ripetutamente la Costituzione, che attribuiva i propri errori all’opposizione, che accusava senza uno straccio di prova magistratura e minoranza di ordire oscuri complotti e di usare la giustizia a fini di lotta politica,  che  ha fatto eleggere dei condannati per mafia in Parlamento, che ha messo il bavaglio all’informazione. Adesso il governo fascista di Berlusconi ha fatto significativi passi in avanti verso lo stato fascista e piduista. Sarà  istituita per legge la censura, i magistrati non potranno più usare come strumento d’indagine le intercettazioni e perciò camorristi, mafiosi corrotti e corruttori potranno fare i loro affari con una buona dose di sicurezza di farla franca. Nel frattempo gli imprenditori trasferiscono la produzione all’estero e comprano le merci di cui hanno bisogno in Cina. Sacconi si è messo di impegno a tentare di distruggere lo Statuto dei lavoratori e ci riuscirà. Gli operai non contano più niente, i dipendenti pubblici meno i pensionati debbono solo aspettare di morire. Nel frattempo quello che era definito il demanio indisponibile dello Stato passa alle Regioni col consenso di Di Pietro, e dalle regioni passerà in varie maniere ai privati. Contemporaneamente Tremonti si appresta a toglierci dalle tasche venticinquemiliardi di euro e la borsa continua a farci cacare sangue. In tutto questo neache io mi sento troppo bene.

aprile 13, 2010

Che fare?

Berlusconi ed i suoi Ministri danno assoluta priorità alle riforme istituzionali. Indicando con questo termine qualcosa di oscuro per i più e certamente di molto diverso dagli argomenti attorno ai quali ruotano  la vita e il disagio sociale della maggioranza degli italiani.
Il governo, secondo Berlusconi, è indebolito dallo strapotere del Parlamento e delle altre istituzioni. La verità è che  la Camera e il Senato sono bloccati da una vera e propria invasione di decreti-legge, leggi delega e disegni di legge del Governo.  

Per  istituzionalizzare la prassi autoritaria del governo si vuole modificare la Costituzione, riducendo i poteri dello Stato a meri esecutori degli ordini del governo in carica.
Dietro tutto questo si nascondono gli interessi economici del Presidente del Consiglio e della sua cricca di malfattori. 
La cosa che stupisce che la classe politica che dovrebbe rappresentare l’opposizione invece di denunciare questa deriva sud-americana comincia a fare dei distinguo accettando sostanzialmente un dialogo che li vede sconfitti in partenza Nessuno dice chiaramente no al  Presidenzialismo, nessuno, salvo Di Pietro difende senza riserve la magistratura e la Costituzione.
Ci si appella al Capo dello Stato, chiedendogli di svolgere una funzione di supplenza in assenza di una opposizione che appare sempre più debole e frantumata.

E’ ora di dire chiaramente che non si può dialogare con chi  vuole il presidenzialismo e con chi vuole colpire l’autonomia della magistratura.  

Se il Partito Democratico, che pretende di gestire l’opposizione avrà questa forza dovremo seguirlo, concordando i temi e i tempi. Ma se questo non avverrà ognuno dovrà lavorare per mobilitare tutte le coscienze per difendere la Costituzione Repubblicana e la Magistratura . Opporci al “dialogo sulle riforme” e riaprire nel Paese un discorso sulla democrazia italiana, sulle reali cause della sua asfissia, sulla occlusione dei canali di partecipazione alle scelte generali che interessano l’Italia e il mondo intero, questi gli argomenti all’ordine del giorno dopo la sconfitta alle elezioni Regionali.