Posts tagged ‘PCI’

Mag 23, 2014

Votate Tsipras e non sbagliate.

A sinistra del PD sarà possibile costruire una area solida (e ci vorrà del tempo) solo se essa assume come proprio orizzonte strategico un socialismo democratico rigenerato e rifondato , superando quelle derive e subalternità al pensiero unico neoliberale in cui purtroppo è caduta una sua parte. Non in una impossibile sintesi tra socialismo democratico e comunismo, come qualche sprovveduto neofrontista propone. IL comunismo è fallito perchè nella sua matrice teorica ha deformato in senso autoritario e giacobino il pensiero di Marx ed Engels. Ed è stato uno strumento per realizzare nuove forme di oppressione e sfruttamento. Abbiamo come socialisi molo più da imparare (liberandolo dall’utopismo) dal pensiero del socialismo anarchico di Koprotkin e Malatesta che non certo da Lenin ed i suoi derivati. Non è un caso se n Cina si realizza da vent’anni il più brutale sfruttamento capitalistico. LO ha capito bene Tsipras che ha chiaramente assunto l’orizzonte di un socialismo democratico “forte” , l’unico possibile per una sinistra che non voglia essere minoritaria e impotente. Un nuovo socialismo democratico che superi gli stessi confini del PSE, ma che sia legato alla storia che hanno tracciato i Turati, Nenni, Bauer, Lombardi, Saragat

marzo 13, 2014

Craxi, Berlinguer e la sinistra.

Sono passati 30 anni dalla prematura scomparsa di Enrico Berlinguer e 14 dalla altrettanto prematura scomparsa di Craxi. Io quest’anno commemorerò il tentennale della scomparsa di Riccardo Lombardi ed il 90 anniversario dell’assassinio di Matteotti. Ma non mi unirò alla commemorazione di Berlinguer. Non lo farò fino a quando i dirigenti postcomunisti non diranno le cose che hanno detto  BFabrizioarca e Nichi Vendola. Vale a dire che la storia del Psi dal 1976 in poi non può essere ridotta a “romanzo criminale” ma che anzi ha contenuto la ultima e profonda elaborazione culturale ed ideologica fatta dalla sinistra italiana. Poi vanno fatte le critiche che vanno fatte a Craxi, legittimamente , ma non buttando insieme bambino ed acqua sporca. E le critiche sono critiche politiche e concernono la gestione del partito (come ben hanno messo in rilievo Rino Formica e Giorgio Ruffolo) che poi ha prodotto una condizione per la quale il PSI si trovò disarmato quando montò quella ondata antipolitica che ha poi prodotto il disastro della II Repubblica . E che fu abilmente guidata da poteri forti interni ed internazionali. Beninteso anche con Berlnguer occorre far attenzione a non buttare insieme acqua sporca e bambino. In lui vi sono aspetti positivi ma anche regressioni e ricadute verso forme di settarismo ed integralismo che non hanno giovato alla sinistra , e si sono esposte a strumentalizzazioni postume (ma qui Berlinguer non c’entra) da parte di personaggi che poi. la storia ha dimostrato essere un pulpito inaffidabile per fare lezioni di morale ad altri. Insomma il manicheismo da II Repubblica per cui Craxi era un gangster e Berlinguer una sorta di Padre Pio non esiste. Del resto credo che lo stesso Berlinguer si rivolta nella tomba nell’essere strumentalizzato da un Travaglio, ad esempio. Naturalmente, pur se non parteciperò alle celebrazioni, personalmente resta in me un profondo senso di ammirazione per una figura che comunque merita rispetto e deferenza, pur nel dissenso su temi importanti. Vedete la critica al pensiero di Berlinguer non fu fatta solo da Craxi. Lombardi, Mancini e Giolitti erano altrettanto critici. Anzi quest’ultimo fu più profondo di Craxi nel criticare il concetto di III Via che si fondava su basi molto fragili e dava adito a elementi di ambiguità seri. Sul piano ideologico , dal mio punto di vista, ebbe certamente ragione il gruppo dirigente socialista del congresso di Torino del 1978 (Craxi, Giolitti, Lombardi, Signorile) rispetto a Berlinguer sul tema dell’Eurosocialismo e della critica radicale al socialismo reale. Pur evidenziando la necessità di andare oltre le esperienze socialdemocratiche tradizionali (Lombardi soprattutto) questo oltrepassamento era tutto all’interno della cultura del socialismo democratico e della contestazione delle stesse radici ideologiche del comunismo del 900 (e non solo della sua prassi) poichè anche in quelle radici si celava il presupposto della evoluzione totalitaria del comunismo reale. Insomma per Berlinguer l’URSS era un paese socialista “con tratti illiberali”. ERa un passo in avanti rispetto a Togliatti (che però appartiene ad altra epoca) ma restava in mezzo al guado. I socialisti ritenevano invece che l’URSS non era un paese socialista, perchè non è possibile un socialismo senza democrazia (lo diceva già Kautsky nel 1919 – non è poi una cosa nuova) e quindi un socialismo tra tratti illiberali era un non senso. La critica dei socialisti non era affatto rivolta contro Marx (qui si fece grande confusione) ma contro Lenin e le sue derivazioni dallo stalinismo al togliattismo. C’è tutta una grande tradizione di marxismo socialista democratico (che è molto più profonda delle teorie schematiche di Lenin e Trotzky) e che comprende il già citato Kautsky, l’austromaxismo di Hilferding, Bauer, Adler, del belga Vanderverlde, di Mondolfo, Turati, Saragat, Basso in Italia. Una tradizione che il Psi del dopo 1976 rivalorizzò. Insieme a Rosselli, Capitini. Per evidenziare che a sinistra non c’era il solo pensiero unico gramsciano-togliattiano. Le egemonie serie non si costruiscono per esclusione degli altri. Berlinguer fece una importante affermazione circa la natura pluralista del socialismo (un passo decisamente più avanzato delle “vie nazionali” di Togliatti) ma mantenne il modello di centralismo democratico del partito che contraddiceva il resto. Proprio Riccardo Lombardi disse che il punto di discrimine fondamentale tra socialisti e comunisti non era la dialettica riforme-rivoluzione , ma la concezione del partito depositario di una filosofia della storia. E quindi delle chiavi della verità. Per cui il partito non è uno strumento, così come lo è nel socialismo democratico, ma diviene quasi una entità mistico-metafisica. il “corpo mistico della Chiesa” di San Paolo laicizzato. Una entità a cui sottomettersi pena di essere un “individualista piccolo borghese” . Una entità che ha i suoi sacerdoti, l’apparato. Certo poi Berlinguer cercò di spostare questa caratteristica dal piano ideologico a quello morale-antropologico, la “diversità comunista”. Ma l’integralismo resta. NOn sappiamo se Berlnguer avesse o meno , in seguito, modificato questa posizione. Certo i suoi epigoni hanno utilizzato spesso il concetto di “diversità” come sacchi di sabbia a protezione di se stessi e della loro progressiva tendenza all’autoreferenzialità gestita in modo sempre più opportunistico e trasformista. Per cui si cambia spesso nome ma i dirigenti e l’apparato restano quelli. Fino a causare la liquidazione della sinistra. Quando il soggetto precede il progetto e si emancipa anche dalla sua rappresentanza sociale, si cade nel politicismo più negativo ed in una concezione manovriera della politica atta a conservare il potere. Punto. Natualmente la sinistra di oggi ha bisogno invece di recuperare progetto di trasformazione sociale ed idealità su cui costruire la rappresentanza sociale del mondo del lavoro, dei più deboli di tutti coloro che soffroni diseguaglianze ed esclusione. Ed evitare che si ricreino nomenclature autoreferenziali ….che degradano la politica. Ma di questo ne abbiamo parlato a lungo quando abbiamo affrontato il tema del recupero di una soggettività socialista.

Giuseppe Giudice

febbraio 14, 2014

Lo sfogo di un “socialista rancoroso”.

lo sfogo di un “socialista rancoroso”

Renzi è l’ultimo atto di una bruttissima telenovela iniziata nel 92-93. C’era indubbiamente un sistema che andava riformato e reso più europeo con riforme che buttassero l’acqua sporca e salvassero il bambino. Il risultato è che si è affogato il bambino e l’acqua sporca è diventata putrida ed in questo putridume ci hanno sguazzato molti vermi. Se la I Repubblica non è riuscita ad evolvere n una normale democrazia dell’alternativa di tipo europeo (che si fonda su soggetto politici adeguati e non sulle costruzioni di marchingegni elettorale) una parte consistente di questa responsabilità è del PCI e della sua lentezza evolutiva che non è mai sfociata in una Bad Godesber per fuoriuscire dal comunismo ma restare nel socialismo e nella tradizione del movimento operaio. Questa mancanza ha permesso alla DC di mantenere la sua centralità per un cinquantennio, ha costretto il PSI a fare diversi errori (che vanno pienamente riconosciuti ma anche inquadrati nel difficilissimo ruolo di frontiera che il Psi ha svolto dal 1963 in poi). Certo se ci fosse stata la Bad Godesberg del PCI nel 1980 , probabilmente avremmo evitato il pentapartito e l’incancrenirsi del meccanismo consociativo che ha consumato una I Repubblica che comunque aveva fatto fare dei passi avanti enormi ad un paese uscito malissimo da una guerra scellerata. Il postcomunisti (con le dovute eccezioni) invece di Bad Godesberg hanno inseguito l’antipolitica, il giustizialismo, hanno corteggiato i poteri forti per essere legittimati in modo subalterno, hanno sostenuto un bipolarismo artificiale basato un un maggioritario (Mattarellum e elezioni dirette) che di fatto minava le basi della costituzione. E di fatto hanno legittimato l’esistenza di una destra qualunquista e populista incarnata da Berlusconi, che politicamente è il risultato dell’antipolitica e della distruzione delle culture che hanno costruito la democrazia italiana. E la presenza di Berlusconi giustificava il bipolarismo anomalo che garantiva al PDS di essere guida (ma con la legittimazione degli ex DC come prodi) di una coalizione di “centrosinistra per caso” (c’era anche Dini). Ed in un certo qual senso il PDS ha dovuto cavalcare un anticraxismo che facilmente è trasceso in antisocialismo. E questo è finito per diventare un tratto fondante della debolissima identità postcomunista. Che per tale ragione non ha mai voluto affrontare la questione socialista. Che poi ha prodotto i Bettini, Gli Orfini e…dulcis in fundo ..Fratoianni. Oggi siamo in una fase tragicomica. Renzi che fino a ieri voleva votare a Maggio , paventa (tocchiamoci i c…) un governo per l’intera legislatura…pensate voi…fino al 2018 con Renzi!!!!! E comunque Renzi non è (l’ho detto più volte) che l’atto finale di una serie di scelte scellerate una dopo l’altra. E lo dimostra la quasi unanimità con la quale la direzione del PD ha licenziato Letta (non lo rimpiango ..ma chi lo segue …) e scelto Renzi. Come dicevo il bipolarismo forzato ha prodotto una politica da risse di cortile. E nelle risse di cortile ci sguazzano i furbetti. Mentre il paese vive una crisi drammatica. Non so come possa andare a finire. Il problema è un altro piuttosto. Cito sempre Bagnoli : democrazia senza progetto e socialismo assente. La crisi della democrazia e strettamente legata alla assenza di socialismo. Senza reducismi stupidi, senza voler creare degli “Stati di Israele” per la diaspora, è bene che chi crede nel socialismo democratico e nella tradizione del socialismo autonomista italiano (che sia stato iscritto o no al PSI storico. E una questione non rilevante), costruisca oggi una comunità politica e sviluppi idee, progetti, proposte coerenti con quella cultura politica che vogliamo ricostruire. La Rete Socialista si propone come uno strumento in grado di poter dar voce a questa comunità potenziale.

Beppe Giudice.

novembre 19, 2013

Franklin Palmiro Roosevelt.

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Pubblichiamo un breve estratto del noto discorso su “Ceto medio ed Emilia Rossa” del segretario del PCI Palmiro Togliatti, tenuto a Reggio Emilia nel 1946, nel quale  riecheggia, quasi esplicitamente, l’ispirazione del New Deal di Franklin Delano Roosevelt. Come rileva Roberto Gualtieri, “il rapporto con i ceti medi, secondo Togliatti, era essenziale, sia per il radicamento del PCI che per la realizzazione di quel «patto tra produttori» che era al centro della proposta di politica economica da lui lanciata in agosto su «l’Unità» con un esplicito riferimento al New Deal rooseveltiano. Un «nuovo corso» la cui realizzazione era considerata necessaria per superare in modo duraturo le tensioni sociali che attraversavano il paese e per il successo della strategia lanciata a partire dalla «svolta di Salerno».

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agosto 11, 2013

PD e SINISTRA PENSIERI SUSCITATI DA REICHLIN.

 

 See full size image  Per il PD rispetto al PCI si può parafrasare quello che dicono gli svizzeri dei ticinesi: hanno i difetti degli italiani senza averne le qualità. Quindi Reichlin può scrivere lo stesso articolo per PD e PCI, come per PDS e DS perché il continuum purtroppo esiste. C’è sempre una missione nazionale che la storia ha assegnato alle varie incarnazioni, che è più importante dell’interesse contingente e che se quel gruppo dirigente, che via si è incarnato nel PCI, PDS, DS e PD, rinunciasse alla missione ( o dobbiamo dire mission, così come si parla di governance) sarebbe la democrazia in pericolo. Il PD resta tuttora la miglior macchina per la conquista del potere, per farne cosa è secondario. E’ vero come han…Continua a leggere

Felice Carlo Besostri

luglio 27, 2013

Quando Craxi…….

Durante il processo Cusani, Bettino Craxi accusa l’allora Presidente della Camera Giorgio Napolitano di aver taciuto sul finanziamento illegale dell’Unione Sovietica verso il PCI.

Negli anni ’90, il dossier Mitrokhin ha confermato che solo negli anni 1971-1977 il PCI ricevette dall’Unione Sovietica 22 milioni di dollari.

Non mi risulta che Napolitano abbia mai fatto ammenda per il suo silenzio. Quest’uomo silenzioso oggi è Presidente della Repubblica, rispettato da tutti (giustamente visto il ruolo che ricopre) e da alcuni addirittura osannato.

giugno 8, 2013

7 giugno 1984.

Il 7 giugno 1984 Enrico Berlinguer viene colpito da un ictus durante un comizio a Padova….« La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. »

Mag 7, 2013

Dice Fabrizio Cicchitto, che di mafia se ne intende.

 

“Andreotti mediò con la mafia tradizionale”. Ho come l’impressione che si stia leggermente sottovalutando il comunicato stampa di Fabrizio Cicchitto, Pdl, diramato “in ricordo” di Giulio Andreotti…
“Con Giulio Andreotti muore una personalità che nel bene e nel male ha espresso lo spirito più profondo della Dc. Per lui la mediazione era l’essenza della politica e andava esercitata con tutti, dal Pci, ai grandi gruppi economico finanziari, agli alleati politici, fino anche alla mafia tradizionale, mentre invece condusse una lotta senza quartiere contro quella corleonese ()”.
agosto 22, 2012

Un anniversario dimenticato.

21 Agosto 1968: i carri armati del Patto di Varsavia entrano a Praga, spezzando l’esperienza della “Primavera”, il tentativo di rinnovamento portato avanti dal Partito Comunista di Dubcek.

E’ singolare come u avvenimento così importante della nostra storia recente sia stato dimenticato dai giornali, dai media in genere, dai social network. Non ho trovato un post su facebook ed anche io onestamente lo avevo lasciato nel dimenticatoio. Eppure i fatti di Praga nella loro drammaticità segnarono un momento importante anche nella sinistra italiana.

Ricordiamo jan Palak e i tanti eroi domenticati di quel mirabile episodio di coraggio e di ribellione.

aprile 27, 2012

Odio gli indifferenti!

Decia Gramsci Odio a los indiferentes. Creo que “vivir significa tomar partido”. No pueden existir quienes sean solamente hombres, extraños a la ciudad. Quien realmente vive no puede no ser ciudadano, no tomar partido. La indiferencia es apatía, es parasitismo, es cobardía, no es vida. Por eso odio a los indiferentes. La indiferencia es el peso muerto de la historia. Es la bola de plomo para el innovador, es la materia inerte en la que a menudo se ahogan los entusiasmos más brillantes, es el pantano que rodea a la vieja ciudad y la defiende mejor que la muralla más sólida, mejor que las corazas de sus guerreros, que se traga a los asaltantes en su remolino de lodo, y los diezma y los amilana, y en ocasiones los hace desistir de cualquier empresa heroica…