Posts tagged ‘pasok’

marzo 16, 2013

Syriza primo partito in Grecia.

Un sondaggio condotto da Skai e Kathimerini riporta come solo il 59% dei greci dichiarino ora di avere una visione positiva dell’euro rispetto al 70% dello scorso mese. Il 60% ritiene, inoltre, che il governo dovrebbe ritrattare con la troika i termini dell’accordo per l’erogazione degli aiuti.

Secondo il sondaggio, il partito d’estrema sinistra all’opposizione SYRIZA  è la prima forza del paese con il 29.5% dei voti con Nuova Democrazia del primo ministro Samaras al 28.5%, la compagine d’estrema destraAlba Dorata 10% ed i socialisti del Pasok solo al 7.5%.  
Kathimerini riporta come il governo greco stia per tagliare circa 5,000 dipendenti pubblici dalla fine del prossimo anno per assicurare la prossima tranche di aiuti da parte della troika.
luglio 2, 2012

Pd e PDL studiano una legge elettorale truffa.

Per Berlusconi la partita è già chiusa in partenza: comunque vadano le elezioni, noi governeremo.
Bisogna solo studiare una “legge elettorale truffa” che possa garantire questo esito e stabilire i rapporti di forza tra i due grandi partiti: una Grande coalizione PD-PDL che permetta alla casta di restare aggrappata alle poltrone di governo.
Non è altro che l’adozione dello schema politico greco, dove il PASOK (centro-sinistra) e Nuova Democrazia (Centro-destra) si presentano alle elezioni divise, fingono di litigare su alcune questioni, ma poi tutti già sanno che governeranno assieme.
Così come infatti è successo appena due settimane fa.
La riforma della legge elettorale serve appunto a disegnare i confini di questo sistema cartellizzato, in modo da emarginare il più possibile quelli che stanno fuori e favorire i partiti che stanno dentro.  Ne vien fuori la discussione in corso in questi giorni tra gli sherpa del PD, PDL e UDC sul sistema cervellotico misto di 50% di collegi uninominali, con ripartizione provinciale, liste bloccate, preferenze triple e premio di maggioranza.
Notiamo l’ assenza dello scorporo, del recupero dei resti e della scheda a scomparsa, ma siamo sulla buona strada.

E intanto la disoccupazione giovanile è al 36,2%, record storico assoluto.

giugno 22, 2012

Forse abbiamo sopravvalutato Vendola.

E’ chiaro che un convegno è un convegno, com’è chiaro che, se un personaggio politico viene invitato, sarebbe scortese che questo non andasse. Ci sono però convegni e convegni, in alcuni le presenze potrebbero rappresentare un progetto per il futuro, come una possibile collocazione comune (tra le fila dei socialisti) in Europa.
Ed è così che Nichi Vendola, Presidente nazionale di SEL e attuale Presidente della Regione Puglia, il prossimo venerdì 29 giugno parteciperà alla tavola rotonda “Un’Alternativa per l’Europa“ promossa dal gruppo di S&D al Parlamento Europeo, da Sergio Cofferati, Leonardo Domenici e Gianni Pittella. L’iniziativa che è prevista alle ore 18 a Firenze, Sala Verde del Palazzo dei Congressi, sarà l’occasione per la presentazione del Manifesto “for a European Socialist Alternative” assieme allo stesso promotore Harlem Desir, eurodeputato Partito Socialista francese, e con (udite, udite) Anni Podimata, eurodeputata PASOK e relatrice di una proposta di legge al parlamento europeo per la tassazione delle attività finanziarie. Una tassa questa, annunciata tante di quelle volte dai governanti europei e mai approvata che è diventata una barzelletta al pari degli Eurobond. Il punto dirimente però è che mentre tutta la sinistra italiana guarda al modello Syriza, Niki discute con membri del PASOK  di alternativa in Europa, sembra uno scherzo, ma è tutto vero.

maggio 13, 2012

La Grecia verso l’uscita dall’ euro, riunione cruciale dal Presidente.

E’ iniziata ad Atene, pochi minuti prima di mezzogiorno (le 11 in Italia), la cruciale riunione tra il presidente Karolos Papoulias e i leader dei tre partiti piu’ votati nelle elezioni del 6 maggio. Il primo ad arrivare al Palazzo presidenziale e’ stato Alexis Tsipras, leader della Coalizione della Sinistra radicale (Syriza) e seconda forza politica del paese, vincitore morale delle elezioni; dopo di lui e’ arrivato Evangelos Venizelos, capo del socialdemocratico Pasok, diventata terza forza parlamentare; ultimo ad entrare nella sede della riunione, Antonis Samaras, leader dei conservatori di Nuova Democrazia, e vincitore del voto.
Entrando Samaras ha detto alla tv pubblica Ert che l’obiettivo e’ formare un governo “che vada al di la’ dei personalismi” e che duri due anni “fino alle elezioni europee”, previste nel 2014. “Il popolo greco ci ha mostrato di volere che collaboriamo per cambiare la politica (di austerity) e per rimanere nell’euro”. Le tv greche hanno mostrato che, a presiedere il tavolo della riunione, e’ il presidente Papoulias; mentre da un lato si sono seduti Samaras e Venizelos, con il volto scuro; dall’altro, Tsipras, sorridente rilassato: una plastica rappresentazione, dunque, delle posizioni in campo per la formazione di un eventuale governo.
Il principale scoglio e’ l’opposizione di Syriza, la seconda forza politica del Paese, a governare insieme ai conservatori di Nuova Democrazia, i socialdemocratici del Pasok e Sinistra Democratica, perche’ la formazione rifiuta l’impegno di ‘austerity’ che i primi due hanno firmato con Ue e Fmi. La riunione presieduta da Papoulias e’ l’ultimo tentativo possibile per evitare nuove elezioni: l’impasse deve essere superata entro giovedi’, quando si riunisce il Parlamento neo-eletto; altrimenti saranno convocate nuove elezioni a giugno. Papoulias nel pomeriggio incontrera’ separatamente i rappresentanti degli altri partiti entrati in Parlamento, compresi i neo-nazisti di Alba Dorata. (AGI) .

maggio 11, 2012

Grecia a sorpresa si a un governo di coalizione.

 

Sinistra Democratica tradisce i suoi elettori e dice si a un governo con socialisti e conservatori. Che tentano di coinvolgere Syriza, che però nei sondaggi è data come prima forza del paese a scapito di tutte le altre. Intanto Berlino scarica Atene: fuori dall’eurozona.

Nonostante abbia fatto campagna elettorale ‘contro il memorandum’ – cioè contro l’accordo tra Atene e la Troika a base di tagli, licenziamenti e privatizzazioni – il partito socialdemocratico di Fotis Kouvelis ha detto ieri si ad un governo di coalizione con i due partiti che nonostante lo schiaffo degli elettori di domenica continuano a difendere le pretese dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale.

Incontrando il leader del Partito Socialista Panellenico Evanghelos Venizelos – a lui tocca, dopo il fallimento di Nuova Democrazia e Syriza il difficilissimo compito di formare un esecutivo – l’ex esponente della Sinistra Radicale e fondatore di Sinistra Democratica ha detto il suo si all’ingresso in un governo che accetti ‘criticamente’ gli impegni che le precedenti maggioranze hanno intrapreso.

maggio 7, 2012

In Grecia necessarie nuove votazioni.

ATENE – Il leader di Nea Democratia, Antonis Samaras, ha rimesso questa sera il mandato di formare il governo conferitogli stamani dal presidente della Repubblica ellenica Karolos Papoulias, perché non è riuscito a formare una coalizione di governo. Lo hanno riferito radio di Atene. Samaras ha rinunciato dopo che il leader di Sinistra Democratica Fotis Kouvelis, considerato un possibile partner di una maggioranza insieme ai socialisti del Pasok, ha detto no a un governo di unità nazionale. Kouvelis ha respinto l’offerta del presidente di ND, affermando che non cambia la posizione del suo partito: sì alla Grecia nell’eurozona, ma necessità di rinegoziare il memorandum. Ora toccherà al leader di Syriza Alexis Tsipras tentare di formare un governo. Samaras aveva incontrato oggi anche il leader del Pasok, Evangelos Venizelos, e il leader di Syriza, Alexis Tsipras. Vari analisti ritengono che la Grecia dovrà tornare alle urne probabilmente il prossimo 17 giugno.

maggio 5, 2012

domani si vota anche in Grecia. Speriamo bene.

Athènes, envoyé spécial. Les élections législatives qui se dérouleront le dimanche 6 mai sont cruciales. Pour l’avenir du pays, son avenir au sein de la zone euro, et pour l’avenir, même, de l’Union Européenne. Mode d’emploi d’un scrutin qui pourrait déboucher sur une Grèce ingouvernable.

Les 300 députés qui siègeront, à partir du 17 mai, 11heures, pour 4 ans au Parlement hellénique hériteront d’un pays en pleine crise: financière, économique, sociale et politique. Une crise totale, donc, à laquelle les réponses apportées – des mesures d’austérité en échange de prêts consentis par les Européens et le FMI – n’ont été d’aucune aide. Au contraire, elles ont même accéléré la descente aux enfers de la Grèce. Pourtant, en raison d’un système électoral complexe, le premier parti arrivé en tête du scrutin, même s’il ne dispose que peu de voix, obtiendra une prime de 50 sièges!

Le Parlement hellénique ou Conseil des Grecs (en grec : Βουλή των Ελλήνων / Voulí ton Ellínon) est le Parlement monocaméral de la Grèce, composé de 300 députés élus pour un mandat de quatre ans au suffrage universel direct par les citoyens grecs.

Le pays est divisé en 56 circonscriptions. La plus grande est celle d’Athènes ; elle regroupe 15% du corps électoral. Au total, 9,8 millions d’électeurs sont appelés à voter. Si le vote est obligatoire, le non exercice de ce droit n’est pas sanctionné – ni pénalement, ni administrativement. En outre, autre incongruité dans ce contexte d’obligation de vote : le vote par procuration n’est pas prévu. Les citoyens grecs résidant à l’étranger ne peuvent voter que dans leur consulat.

Cette année, 32 partis se présentent. En 2007, 21 partis se présentaient, et 23 en 2009.

Le système électoral grec est de proportionnelle renforcée. Dans ce cadre, le parti arrivé en tête au niveau national obtient une prime de 50 députés (1/6 de la chambre !). Cette prime n’était que de 50 sièges jusqu’aux élections de 2009. Mais, pour la première fois, une loi votée en 2008 s’applique. Pourquoi cette prime a-t-elle été renforcée?

Un peu d’histoire s’impose. Jusqu’en 2009, à la Vouli, les conservateurs de Nouvelle Démocratie et les sociaux-démocrates du Pasok alternaient traditionnellement en cumulant, à eux deux, 80% des suffrages. En 2007, malgré la prime de 40 sièges, ND, arrivé en tête ne dispose que d’une majorité de 152 sièges. Ironie du sort : cette prime qui favorisait ND ou le Pasok devrait de nouveau renforcer ND, en tête dans les sondages… mais rendre la constitution d’un gouvernement encore plus difficile car ND pourrait, selon les projections, de pas disposer de la majorité malgré la prime des 50 sièges. Enfin, cette prime ne peut être accorder qu’à un parti et non à une coalition – Syriza, même si cette coalition de la gauche arrivait en tête, ne pourrait donc pas obtenir les 50 députés.

L’instabilité gouvernementale que connaît la Grèce depuis 2007 risque de s’accroître.

Autre élément à prendre en compte: les députés dits « d’Etat ». Ils sont 12 dans ce cas. Leur choix s’effectue directement par les partis, qui s’en voient attribués proportionnellement au nombre de voix qu’ils obtiennent. Ces députés n’auront donc jamais mené de campagne sur le terrain.

Pour être représenté au Parlement, un parti doit franchir la barre des 3% des suffrages exprimés.

Comment les citoyens grecs votent-ils? Par un système de la « croix de préférence » pour les 288 députés – les 12 députés d’Etat étant choisis par leurs partis. Les électeurs apposent ainsi des croix en face du nom du ou des candidats retenus.

Pour résumer, la répartition des sièges se fait en quelque sorte en 3 phases :

  • 238 sièges à la proportionnelle ;
  • 50 sièges parmi les candidats du parti arrivé en tête ayant obtenu les meilleurs scores ;
  • 12 sièges répartis par les partis.

A son arrivée au pouvoir en 2009, le Pasok avait promis une refonte du système électoral. Il voulait réduire la taille des circonscriptions et le vote préférentiel accusé d’alimenter le clientélisme. Cette promesse a fondu comme neige au soleil !

Le seuil électoral de la majorité absolue varie en fonction du nombre de partis qui entreront au Parlement. Au soir du scrutin à un tour, le 6 mai, la Grèce pourrait entrer dans une nouvelle phase d’incertitude, politique.