Posts tagged ‘partito socialista europeo’

ottobre 29, 2010

Il Presidente del PSE giudica pericoloso riformare il Trattato di Lisbona.

Il Presidente del Partito Socialista Europeo (PES), Poul Nyrup Rasmussen, ha dichiarato di essere radicalmente contrario alla proposta Franco-Tedesca di riformare il Trattato di Lisbona considerandola pericolosa.

ottobre 6, 2010

Financial Transaction Tax perchè non la propone il PD?

L’idea: quella di tassare chi gioca con la speculazione. L’obiettivo: quello di produrre una somma di denaro tale da: 1) ridurre il debito pubblico dei Paesi Ue; 2) finanziare le politiche sociali e di cooperazione allo sviluppo; 3) scoraggiare le speculazioni-lampo; 4) contribuire a una maggiore stabilità dei mercati finanziari.
Stiamo parlando della Ftt, Financial Transaction Tax (la tassa sulle transazioni finanziarie), quello 0,05% che tanto preoccupa apparati di lobbying, giganti finanziari come Stati Uniti e Gran Bretagna. Eppure l’imposta, definita “ridicola” dal nostro premier Silvio Berlusconi, e propagandisticamente caldeggiata invece dal suo amico d’Oltralpe Nicolas Sarkozy in sede Onu, potrebbe rappresentare una risorsa importante per dare ossigeno alle casse statali e superare gli effetti di crisi economica mondiale che ancora ci attanaglia. 
 il Pse, che a Bruxelles si è fatto promotore di una campagna che fa capo alla piattaforma Europeans for financial reform, coordinata dal presidente del Pse Poul Nyrup Rasmussen.
Le ragioni? Ecco alcuni numeri. Secondo l’Austrian Institute for Economic Research, se la tassa venisse applicata a livello globale allo 0,05%, il gettito raccolto potrebbe attestarsi fra i 500 e i 1000 miliardi di dollari l’anno. Applicata nei soli Paesi dell’Unione europea la Ftt “frutterebbe” circa 200 miliardi di euro.
Parigi e Berlino si sono espressi già a favore della tassa. Così come il premier spagnolo Zapatero. Ha detto sì anche il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Durao Barroso, secondo cui «è ora che le banche restituiscano quanto hanno ricevuto e tornino al servizio dei cittadini e delle imprese». il ministro Giulio Tremonti, secondo cui è “un’idea affascinante sul piano politico ed etico, ma o nel G20 la fanno tutti o diventa un suicidio, torna indietro come un boomerang”. Una delle ragioni addotte per contrastarla è infatti la temibile fuga di capitali su altri mercati. Il presidente della Bce Trichet lo ha detto chiaramente al Parlamento Ue: «Una simile tassa non è consigliabile ed è molto difficile da mettere in pratica», oltretutto «porterebbe al dislocamento delle transazioni in altri luoghi».(l’unità)

febbraio 2, 2010

Nel nome di Craxi non si può votare Caldoro

Considerazioni a margine dell’iniziativa promossa  da Luigi Mainolfi al Centro Sociale di Avellino con la partecipazione di Nello Polese, ex Sindaco di Napoli.

di Geppino Vetrano

La riflessione che si è aperta sul pensiero di Bettino Craxi in occasione del decennale della sua scomparsa ha riacceso l’entusiasmo in tanti socialisti.

Non credo, tuttavia, che la proiezione di un film sulla sua vita possa essere utilizzata come strumento per la campagna elettorale in favore dell’on.le Caldoro, candidato a Presidente della regione Campania dal Popolo delle Libertà.  

Bettino Craxi, con alterne fortune, perseguì il disegno strategico di restituire quella fisionomia autonoma che il partito socialista aveva smarrito nella morsa della doppia subalternità al PCI ed alla DC e condusse soprattutto nei confronti del PCI-PdS una battaglia autonomista sul profilo ideale e culturale della sinistra. Per quanto forte sia stata la sua spinta riformista e modernizzatrice all’interno della sinistra storica italiana ed europea, Craxi non si separò mai da quella tradizione politica.

Per questa ragione, non trovo fondata la decisione di quei compagni socialisti che, nel nome di Craxi, chiedono di votare per Stefano Caldoro alle prossime elezioni regionali.

Non è in discussione naturalmente la sua figura di uomo politico né tanto meno l’appartenenza alla cultura ed alla tradizione socialista, ma la scelta di campo da lui compiuta a partire dal 1994 quando, con l’adesione al gruppo socialista che nel 1994 si schierò con la coalizione della Casa delle Libertà, fu tra i protagonisti di quel percorso che portò i socialisti a separare i propri destini all’interno dello schieramento politico italiano.

Fu proprio questa scelta che portò molti compagni che oggi intendono sostenerlo a definirlo “un socialista nel posto sbagliato”.

Che cosa oggi dovrebbe far cambiare idea ai socialisti che, dalle lotte partigiane fino ad oggi, hanno militato nel centro-sinistra?

Non certo la speranza di riunificare i socialisti o di attuare nella regione Campania un programma socialista di stampo riformista.  

Nella primavera del 2007, Caldoro contrastò la scelta di molti militanti del nuovo PSI di partecipare alla costituente socialista che mirava al superamento della diaspora e  nel 2008 aderì al processo costitutivo del Popolo delle Libertà nelle cui liste è stato recentemente eletto deputato.

Egli, dunque, è ormai un esponente autorevole di quel partito e come tale va considerato dai socialisti che militano nel centro-sinistra!

E’ sintomatico, del resto, che la sua candidatura non sia accompagnata, almeno per ora, dalla presentazione di una lista socialista: dove dovrebbero riunificarsi, allora, i socialisti? Nel Popolo delle Libertà?

Ho pochi titoli per parlare ai militanti storici del Partito socialista; vengo da un’altra tradizione politica ma, dopo la decisione dei D.S. di costituire il Partito Democratico insieme alla Margherita, scelsi con convinzione di partecipare alla costituente socialista per dar vita ad una forza politica ancorata ai valori del Partito Socialista Europeo.

Le delusioni sono state tante, ma non possono costituire la ragione per cambiare percorso!

Nel PD, del resto, è ormai aperto un processo che determinerà sicuramente una nuova svolta in quel partito; i socialisti devono saper guardare con attenzione ed intelligenza a quanto accadrà in quel partito rappresentando con coerenza, in Italia ed in Campania, i valori e le idee del Partito Socialista Europeo, schieramento nel quale, com’è noto, non fa parte il Popolo delle Libertà di Caldoro.

gennaio 7, 2010

Corace: un galantuomo.

I socialisti  del PSI in Campania si sono più volte espressi per ripetere alle elezioni regionali la positiva esperienza delle elezioni europee con liste di Sinistra e Libertà. – è quanto afferma Fausto Corace, segretario regionale del PSI –
Nella confusione creata nel centrosinistra dal Partito Democratico,incapace di risolvere le proprie contraddizioni interne, Sinistra Ecologia e Libertà può davvero essere un riferimento importante per rinnovare la sinistra italiana – prosegue il dirigente socialista – ancorandola saldamente ai pilastri fondamentali della tutela del lavoro,dell’ambiente e dei diritti individuali e collettivi, che sono il collante che tiene insieme la famiglia  europea del Partito socialista europeo.
La sconcertante vicenda  pugliese, dove il PD vuole liquidare Nichi Vendola subendo il ricatto dell’UdC in nome di un disegno volto a conquistare comunque il potere, non deve però far cadere le altre componenti di SeL nella tentazione di riedificare la Sinistra Arcobaleno: noi socialisti non potremmo seguirle in questo percorso, -conclude Corace – che snaturerebbe lo stesso atto di nascita di Sinistra e Libertà.
Bravo Corace. Le parole giuste al momento giusto-