Posts tagged ‘particelle’

ottobre 3, 2010

Computer quantistici: realta’ che si avvicina.

Un gruppo di ricerca internazionale guidato da scienziati dell’Università di Bristol nel Regno Unito ha sviluppato un nuovo metodo per la computazione quantistica che potrebbe essere presto usato per fare calcoli complessi impossibili con gli odierni computer. La ricerca è stata in parte finanziata dal progetto QUANTIP (“Quantum integrated photonics”) che ha ricevuto poco più di 2 Mio EUR nell’ambito del tema “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione” (TIC) del Settimo programma quadro (7° PQ). Lo studio è stato presentato sulla rivista Science.

Per questo studio, gli scienziati hanno sviluppato un chip di silicio che potesse essere usato per effettuare calcoli e simulazioni complessi usando particelle quantistiche. Secondo loro questo dispositivo rappresenta una nuova via verso un computer quantistico – un potente tipo di computer che usa bit quantistici (qubit) invece dei tradizionali bit usati nei computer attuali.

Diversamente dai bit o transistor tradizionali, che possono trovarsi in uno di soltanto due stati in ogni momento (1 o 0), un qubit può essere in diversi stati allo stesso tempo e può essere usato per contenere ed elaborare una quantità molto maggiore di informazioni più velocemente.(liquidarea)


giugno 26, 2010

Anticorpi artificiali: successo con tossina delle api.

 

Anticorpi di “plastica”, efficaci e resistenti, sono stati progettati e realizzati da un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Irvine, che ne hanno dato notizia in un articolo pubblicato sul Journal of the American Chemical Society.

Le minuscole particelle polimeriche, del diametro di un cinquantamillesimo di capello umano, sono state progettate per adattarsi e “incapsulare”, inattivandole, le molecole di melittina, un peptide presente nel veleno delle api che provoca la rottura delle cellule con cui viene in contatto.

Le particelle polimeriche sono state preparate con la tecnica di “imprinting molecolare”: alla melittina sono stati fatti aderire una serie di monomeri plastici che poi sono andati a legarsi in una lunga catena. Una volta terminato questo processo di “solidificazione” è stata rimossa la molecola di melittina ottenendo una nanoparticella in cui erano presenti una serie di cavità conformate sulla struttura della molecola velenosa.

Una volta iniettato il preparato in topi a cui era stata in precedenza somministrata una elevata dose di melittina, le nanoparticelle sono andate a intercettare e avvolgere le molecole della sostanza tossica, riuscendo a catturarle prima che potessero esplicare completamente la loro azione e riducendo drasticamente il numero di decessi fra i topi esposti alla melittina.

“Non era ancora mai stato dimostrato che degli anticorpi sintetici potessero essere realmente efficaci e svolgere la propria azione una volta iniettati nel sistema circolatorio di animali viventi. La tecnica potrebbe essere utilizzata per produrre nanoparticelle plastiche in grado di combattere le tossine e i batteri più letali”, ha detto Kenneth J. Shea, che ha diretto la ricerca.

A differenza degli anticorpi prodotti da organismi viventi e attualmente utilizzati nella pratica clinica, questi anticorpi sintetici possono essere prodotti in laboratorio a basso costo, un vantaggio ancor più esaltato dal fatto che la loro “data di scadenza”, ossia il periodo di tempo per cui sono efficaci una volta prodotti, è molto più lunga.(liqidarea)