Posts tagged ‘Paolo Leon’

maggio 17, 2020

 TRISTANO CODIGNOLA

di Giuseppe Giudice.

Per molto tempo fu il più stretto collaboratore di Lombardi. Veniva dal Partito D’azione, aderì inizialmente alla scissione di Saragat del 1947 del PSLI (ma lì allora c’erano pure i trotzkysti). Uscì nel 1952 da quel partito (che si poi si chiamò PSDI) contro la legge -truffa. Rientrò nel PSI nel 1957. Fu un grande pedagogista. Suo è il progetto di Scuola Media Unica realizzato dal primo governo di centro-sinistra. Dopo la scissione del PSIUP e la successiva frattura tra Lombardi e Nenni , fu tra i fondatori della “nuova sinistra socialista” con Lombardi, Santi e Giolitti. Fu anche editore . Fondatore della “nuova Italia” di Firenze e della rivista il “Ponte”. La nuova Italia fu la prima a pubblicare i “Grundrisse” di Marx. Uomo di grandissimo spessore culturale, coerente e rigoroso, abbandonò il PSI dopo il Congresso di Palermo nel 1981, dove fu tra i sottoscrittori della mozione “sinistra per l’Alternativa , che metteva insieme compagni di radici lombardiane (lui stesso, Paolo Leon , Michele Achilli , Alberto Benzoni con De Martino e Nevol Querci). Uscì contro la visione “bonapartista” di Craxi e fu tra i fondatori della Lega dei Socialisti, ma morì poco dopo. Un altro compagno da ricordare con affetto e gratitudine. E molto apprezzato dai miei familiari

maggio 11, 2013

L’Italia dovrebbe promuovere un’alleanza dei paesi “poveri” contro quelli “ricchi”

 

paolo-leon-01Intervista all’economista Paolo Leon: la crescita si può avere solo rilanciando la domanda, non tagliando il costo del lavoro. «La Bce compri il debito, finanzi gli investimenti». Letta dovrebbe riunire i paesi «Piigs» per contrastare lo strapotere tedesco
«Il governo Letta ha avuto una apertura di credito dalla Ue, ma pur sempre molto limitata. I margini sono stretti: non si può escludere che il Pil non peggiori, e con esso il deficit, richiedendo nei prossimi mesi nuove misure». L’economista Paolo Leon non è fiducioso rispetto alla capacità di contenimento del bilancio, a differenza della Commissione Ue e del neo ministro Fabrizio Saccomanni. Inoltre, suggerisce che l’Italia cambi il suo modo di rapportarsi all’Europa: «Dobbiamo capire che in questo momento andare in Germania è come andare negli Usa: di fatto la Ue non esiste, siamo di fronte a interessi nazionali contrapposti. Io fossi stato in Letta avrei incontrato i grandi affiancato dal ministro degli Esteri. E mi farei sentire di più ai tavoli europei: siamo la terza economia dell’euro, e se andiamo male noi crolla tutto; possiamo dire qualche no. E aggiungo un’idea: coalizziamo i paesi in difficoltà, Cipro, Portogallo, Spagna e Grecia. Avremmo molto più potere negoziale, perché i paesi ricchi sono interessati a che noi non ci sottraiamo al pagamento dei debiti».

Intervista a Paolo Leon di Antonio Sciotto da “il manifesto”, 06.05.2013

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