Posts tagged ‘pakistan’

gennaio 23, 2015

Twitter e kalashnikov: la propaganda jihadista.

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Twitter e kalashnikov: la propaganda jihadista
di

Questo pezzo include e assembla, rivisitati, alcuni articoli usciti su Pagina 99 e il manifesto. Kabul/Roma C’era una volta, nell’Emirato islamico d’Afghanistan, un uomo di nome Wakil Ahmed Muttawakil,  un mullah con qualche chilo di troppo, la barba lunga e folta, gli occhiali dalla montatura pesante. Già portavoce e consigliere personale del leader dei Talebani mullah Omar, mullah Muttawakil è stato… (Continua a leggere)

luglio 12, 2013

desasparecido.

Da un anno e mezzo il cooperante siciliano è nelle mani dei rapitori in Pakistan. Le trattative sono in stallo. Anzi, si sta facendo poco o nulla.
Giovanni Lo Porto, qualcuno si ricorda di lui? Cooperante italiano rapito in Pakistan il 19 gennaio 2012, dimenticato. Sì dimenticato. Perché se qualcuno pensa che il silenzio di questi mesi stia servendo a nonVisualizza altro
marzo 2, 2012

Il Pakistan non ci sta!

Pakistan is not shying away from a fight with the U.S. over Washington’s threat of sanctions if Islamabad continues to push ahead with plans for a gas pipeline to Iran.

Aamir Qureshi/Agence France-Presse/Getty Images
Pakistan Foreign Minister Hina Rabbani Khar hit back hard after Hillary Clinton threatened Pakistan with sanctions.

On Wednesday, Secretary of State Hillary Clinton threatened sanctions if Pakistan goes ahead with the $1.5 billion pipeline, a project which Washington views as undermining its attempts to squeeze Iran to drop its nuclear program.  The next day, Pakistan Foreign Minister Hina Rabbani Khar hit back hard.

“All of these projects are in Pakistan’s national interest and will be pursued and completed irrespective of any extraneous considerations,” Ms. Khar said. “As far as our bilateral relations and co-operation is concerned, we do not make it contingent on views and policies of any third country.”

For once, it appears Pakistan and India are taking a similar position. New Delhi, too, has argued that it needs Iranian crude oil to meet its energy needs, despite pressure from the U.S. to cut back.

dicembre 13, 2009

Pakistan nord-occidentale, ospedale di MSF colpito da un razzo

Islamabad/Roma – “Già a giugno di quest’anno, un colpo di mortaio aveva colpito l’ospedale di Sadda e ferito leggermente due bambini”, ricorda Thomas Conan, capo missione di MSF in Pakistan. “Questa è la seconda volta in meno di sei mesi che viene colpita l’unica struttura sanitaria pubblica disponibile per i 350mila abitanti di Sadda. Chiediamo a tutte le parti in conflitto di rispettare l’ospedale per garantire un accesso sicuro alle cure per i pazienti bisognosi di assistenza medica”.

MSF continua a lavorare negli ospedali di Sadda e Alizai dove MSF è la sola organizzazione internazionale a fornire assistenza medica gratuita a Sadda e ad Alizai. Da marzo 2006, MSF offre cure ambulatoriali pediatriche e di salute materno-infantile. A causa dell’insicurezza e delle violenze da parte di diversi gruppi, alcune attività sono state ridotte nel corso del 2008, ma i servizi di pediatria non sono mai stati interrotti.

Da ottobre 2009, i combattimenti tra le forze governative e i gruppi di opposizione armata si sono intensificati nella municipalità di Kurram, di conseguenza è stato imposto un coprifuoco a livello regionale che ha portato alla chiusura temporanea di alcuni progetti a causa delle limitazioni negli spostamenti. Nei periodi di massima violenza, MSF ha rinforzato la capacità delle sale operatorie dell’ospedale di Sadda tramite donazioni di materiale medico d’urgenza. Oggi le equipe mediche di MSF effettuano oltre 2mila visite pediatriche al mese e forniscono cure prenatali. In seguito all’arrivo di persone sfollate in fuga dai recenti combattimenti, MSF fornisce anche cure mediche primarie alle persone che hanno trovato rifugio nella zona di Sadda.

“La costante insicurezza impedisce a molte persone di avere accesso all’assistenza medica. Di conseguenza, l’accesso per i pazienti alle strutture sanitarie varia da un giorno all’altro”, spiega Thomas Conan. “Chiediamo a tutte le parti in conflitto di garantire la sicurezza delle strutture sanitarie nella zona”.

Fonte: sito ufficiale di MSF