Posts tagged ‘pacemaker’

aprile 12, 2012

Evviva si dimagrisce!

n sistema intelligente per cercare di far perdere ottenendo risultati simili a quelli indotti da altri interventi di , ma con ulteriore minore invasivita’, minor rischio di complicanze e ridotta necessita’ di modificare il proprio stile di vita alimentare.

Si tratta di nuova tecnologia, ”Abiliti”, che verra’ presentata nel corso del congresso Sicob (Societa’ Italiana di Chirurgia dell’Obesita’) ad Abano Terme dal 18 al 20 aprile. ”Abiliti” consiste in uno stimolatore, basato su un principio di funzionamento simile ai cardiaci, che invia allo del paziente in determinate fasce orarie, inducendo cosi’ senso di sazieta’. Lo studio, della durata di 2 anni, e’ randomizzato, nel senso che i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere il trattamento sperimentale o il trattamento di controllo, in questo caso il .

dicembre 5, 2011

Pacemaker cerebrale italiano: brevetti USA ed EU.

Un intelligente dopo diversi anni di ricerche congiunte tra Fondazione Ca’Granda Policlinico e Università degli Studi di Milano, è stato brevettato come strumento per la gestione della malattia di anche negli Stati Uniti.Dal 2005 un’equipe di ricercatori della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e dell’Università degli Studi di Milano, diretta dal prof. Alberto Priori, sta lavorando a questa nuova strategia terapeutica di stimolazione elettrica cerebrale in grado di adattarsi istante per istante ai sintomi della malattia di , fornendo un trattamento sempre adatto alle esigenze del paziente. L’invenzione, che ha ottenuto il brevetto anche in Europa, è costituita da uno stimolatore collegato a elettrodi impiantati in strutture cerebrali al di sotto della corteccia che, misurando l’attività dei neuroni, consentono di monitorare le condizioni del paziente, guidando il stesso a dare il giusto stimolo al . Grazie a questa invenzione, per la prima volta, sarà possibile sintonizzare l’attività cerebrale alle necessità del paziente, rendendolo in grado di portare a termine le sue normali attività quotidiane con un miglioramento sensibile della qualità di vita sua e dei suoi familiari. Per accompagnare lo sviluppo e la commercializzazione di questa promettente tecnologia, nel 2008 era stato costituito lo spin-off Newronika, istituito con la partecipazione congiunta di Fondazione IRCCS Ca’Granda Ospedale Maggiore Policlinico e Università degli Studi di Milano. La conferma delle potenzialità della tecnologia e degli strumenti utilizzati arriva ora dagli Uffici brevetti europeo e statunitense che concedendo i relativi brevetti (European Pat. EP 1940508 e U.S. Pat. n°. 8.078.281) hanno riconosciuto questa invenzione come realmente innovativa nell’ambito delle terapie neuro-modulatorie.

marzo 28, 2011

Presso il Policlinico Ponte San Pietro il piu’ piccolo ‘pacemaker’ che controlla l’intestino.

  Trattamento “high tech” per il trattamento dell’: presso il Policlinico di Ponte San Pietro, il dottor Roberto Pozzi dal 2010 ha adottato con successo il nuovo approccio mininvasivo

Bergamo, 28 marzo 2011 – Funziona come un ed è poco più grande di una moneta da due euro: queste le dimensioni del nuovo dispositivo per risolvere finalmente il problema dell’ , adottato con successo da luglio 2010 dal dottor Roberto Pozzi, chirurgo colon-proctologo dell’equipe del Dottor Paolo Ubiali, responsabile del dipartimento di Chirurgia Generale del Policlinico Ponte San Pietro, unico centro nel territorio di Bergamo e provincia a offrire questa soluzione.

“L’ è dovuta spesso una , che può comparire in seguito  di numerose circostanze, come un parto dove può anche essere associata la di alcuni nervi sacrali o ad interventi di chirurgia del retto, oppure può essere di origine non nota  – spiega il Dr. Pozzi – La vita dei pazienti che soffrono di certe disfunzioni croniche intestinali risulta condizionata dall’utilizzo costante di pannolini o assorbenti, nella continua preoccupazione che un’improvvisa perdita possa metterli in una condizione di comprensibile difficoltà. Per questo  la loro vita sociale e personale è condizionata dalla necessità di ricorrere con rapidità alla toilette, non solo per l’ ma anche per la frequenza/urgenza.”

gennaio 14, 2011

Il gene che fa ‘battere il cuore’.

La ricerca apre nuove prospettive nel campo del controllo della frequenza cardiaca e dello sviluppo di nuove terapie per i disturbi del ritmo.

l battito del cuore è regolato in modo diretto da una particolare proteina codificata dal gene Hcn4, che funge da canale ionico, chiamato canalefunny o canale del “pacemaker”. La presenza di questi canali nelle cellule autoritmiche cardiache è essenziale per la generazione dell’attività spontanea e per la modulazione della frequenza. La dimostrazione di questo fatto è stata ottenuta dal gruppo di ricerca del Laboratorio di fisiologia molecolare e neurobiologia dell’Università di Milano diretto da Dario DiFrancesco – che negli anni settanta aveva scoperto questo tipo di canali – e pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

Il legame tra questi canali e l’attività ritmica de cuore era già stata messa in evidenza da studi precedenti, grazie all’individuazione di una molecola che blocca specificamente la funzione di questi canali, , l’ivabradina, oggi usata nella terapia dell’angina pectoris. Tuttavia, un’evidenza diretta della funzione dei canali funny nel controllo dell’attività ritmica e della frequenza non era ancora disponibile.

settembre 1, 2010

Scompenso cardiaco: arriva una molecola italiana salvavita.

Italia protagonista nella lotta contro lo scompenso cardiaco, patologia invalidante diffusa tra il 2-3% della popolazione mondiale e che incide pesantemente sulla qualita’ della vita. Un rivoluzionario studio (Shift – Sistolic Heart Failure Treatment with If inhibitor Ivabradine Trial) e’ stato presentato a Stoccolma in sessione plenaria al Congresso Europeo di Cardiologia (Esc), e in contemporanea su ‘Lancet’. L”arma’ che cambiera’ radicalmente la storia di questa malattia e’ la molecola ivabradina che agisce in maniera specifica per ridurre i battiti del cuore. E le stime sul suo uso sono davvero rivoluzionarie: un quarto dei morti in meno ogni anno tra gli oltre un milione 200mila pazienti italiani e una riduzione del 26% dei ricoveri ospedalieri.La molecola, gia’ disponibile per altre indicazioni, e’ l’unica con un’azione mirata sulla frequenza cardiaca, importante fattore di rischio. “I dati sono davvero eccezionali – commenta Roberto Ferrari, presidente dell’Esc, Societa’ europea di cardiologia – soprattutto perche’ chi era incluso nello studio gia’ riceveva cure ottimali, come previsto dalle linee guida. Si tratta inoltre di una molecola antischemica immediatamente disponibile, utilizzata in pazienti con angina e per prevenire eventi coronarici. Agisce riducendo la frequenza cardiaca, un fattore di rischio poco conosciuto ma importante al pari di ipertensione, colesterolo alto, fumo e sovrappeso”. Inoltre, aggiunge l’esperto, “permette una migliore ossigenazione del cuore quando e’ sottoposto a uno sforzo. A partire da questo Congresso, l’ivabradina diventera’ una risorsa imprescindibile anche per lo scompenso”.(liquidarea)