Posts tagged ‘pacchetto sicurezza’

gennaio 7, 2012

Pacchetto sicurezza.

La Befana e Joy. Mi piace riproporre la filastrocchia sulla Befana.
O.t. oggi ancora Libe in Pdf da scaricare aggratise.

novembre 6, 2010

Chi non sa l’italiano, torna clandestino le scuole per migranti: “Fallimentare”.

Una lettera agli insegnanti per spiegare il dissenso alla norma prevista dall’Accordo di integrazione inserita nel Pacchetto sicurezza: “Lo Stato si deresponsabilizza, riducendo le risorse per la mediazione culturale, ma poi obbliga i lavoratori a seguire i corsi e raggiungere un certo livello pena la perdita del permesso di soggiorno”.

Chi sa la lingua resta in Italia; chi non è riuscito a impararla, perde il permesso di soggiorno e torna clandestino. E’ la rigida norma prevista dall’Accordo di integrazione inserito all’interno del Pacchetto sicurezza e di cui è in corso l’iter di approvazione. Contro questa asticella linguistica che divide gli stranieri si scaglia la rete delle scuole italiane per migranti di Bologna, che non esita a definirlo un modello “fallimentare”. Mille allievi ogni anno nelle sei scuole, che presto dovranno davvero mettersi sotto con libri e dizionario: dovranno raggiungere un livello equivalente al tosto esame del Toefl, per l’inglese. Chi viene seriamente penalizzato è chi non ha una scolarizzazione nel paese d’origine.

Le sei scuole hanno scritto una lettera ai loro insegnanti per spiegare il loro dissenso: questa norma non tiene conto delle variabili: le differenze di genere, i livelli di scolarizzazione, e soprattutto “le condizioni di lavoro, che spesso rendono impossibile per i migranti svolgere altre attività fuori da quelle lavorative”. E mentre pone la conoscenza dell’italiano come un vincolo per gli stranieri, lo Stato non fa niente per metterli in condizione di apprendere la “nuova” lingua: “Di fatto lo Stato si deresponsabilizza rispetto ai suoi doveri di assicurare le condizioni indispensabili affinché tutti i migranti possano raggiungere standard soddisfacenti di qualità della vita- continua la lettera delle scuole di italiano per migranti- basta pensare alla costante riduzione, verso l’azzeramento, di ogni risorsa utile all’alfabetizzazione ed alla mediazione linguistica e culturale”

novembre 6, 2010

Wi-fy libero, ma col trucco.

Dal primo gennaio 2011 ci si potrà collegare liberamente alla rete wi-fi senza restrizioni”. Ad annunciarlo il titolare del Viminale che ha presentato le misure del pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri. La legge attualmente in vigore, unica nel mondo occidentale, prevede l’identificazione e il tracciamento di tutte le persone che si collegano a Internet mediante una rete pubblica, con o senza fili. D’ora in poi quindi anche nelle città italiane sarà possibile navigare liberamente dai parchi, dai bar e dagli aeroporti? Non proprio. La liberalizzazione di cui parla Maroni prevede ancora dei metodi per tracciare l’identikit degli internauti. Saranno i ministeri dell’Interno e dello Sviluppo economico a definire i criteri. L’ipotesi più probabile è che l’identificazione avverrà mediante la scheda sim del proprio telefonino che a sua volta corrisponde a un documento d’identità. Come faranno a collegarsi i turisti, gli stranieri, le persone con un telefono aziendale o i pochi cittadini ancora senza un cellulare, per il momento non è dato saperlo. In attesa di capire meglio come si riuscirà a superare la legge “ammazza connessione” sono arrivati i commenti entusiasti di molti politici: dalla ministra della Gioventù Giorgia Meloni all’ex titolare del dicastero delle comunicazioni Paolo Gentiloni. Ma secondo i blogger il provvedimento sarà solo un restyling sotto mentite spoglie del vecchio decreto. Per la politica italiana, l’identificazione e il controllo della rete rimane il leit motiv di qualsiasi riforma che riguarda Internet.(il fattoquotidiano)

marzo 10, 2010

L’onu condanna l’Italia sulla questione degli immigrati

Duro intervento al Senato di Navanethem Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che ha espresso preoccupazione per il ”Pacchetto sicurezza” italiano esortando le autorita’ ad ”acconsentire alla ratifica della Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori emigranti e dei membri delle loro famiglie”.

Dalla presenza dei militari in citta’, all’accoglienza che viene riservata agli immigrati in arrivo nel Belpaese fino alla situazione di grave sovraffolamento delle carceri e al reato clandestinita’, Pillay ha posto un particolare accento sull’importanza di integrazione degli immigrati perche’ ”numerosi lavoratori stranieri stanno ora cercando in Italia le stesse opportunita’ che gli italiani hanno trovato all’estero in passato”.

”Continuo a essere preoccupata dalle misure contenute nel ‘Pacchetto sicurezza’ italiano – ha spiegato Pillay – che rende lo status irregolare di un migrante una circostanza aggravante per un reato comune. Mi auguro sia assolutamente chiaro che e’ responsabilita’ delle pubbliche autorita’ assicurare che i migranti non siano stigmatizzati, calunniati o aggrediti”.

Infine, Pillay si e’ soffermata sui drammatici fatti di Rosarno: ”In questo contesto, noto che si stanno conducendo indagini sui recenti episodi di violenza contro i migranti avvenuti in Italia meridionale, e sollecito le autorita’ a procedere speditamente per assicurare i responsabili alla giustizia e adottare misure appropriate a prevenire recrudescenze di tale violenza”.

febbraio 20, 2010

L’Italia “pizzicata” sui diritti dell’Uomo.

Articolo di , pubblicato martedì 9 febbraio 2010 in Canada.

L’Italia, il cui caso è stato esaminato martedì a Ginevra dall’Onu, vive “un’erosione progressiva dei diritti dell’Uomo, in particolare rispetto agli immigrati ed alle minoranze”, ha affermato ad una radio locale il portavoce per l’Italia dell’organizzazione Amnesty International.

Secondo Ricardo Noury, intervistato dalla radio Cnr, l’esame annuale della situazione nella penisola da parte del Consiglio dell’Onu deve “essere l’occasione di un progresso sostanziale rispetto agli obblighi internazionali dell’Italia in materia di diritti dell’Uomo”.
“C’è un’erosione progressiva dei diritti dell’Uomo, in particolare rispetto agli immigrati, alle minoranze e alle possibili richieste d’asilo. Ci sono delle leggi ed alcune pratiche preoccupanti”, ha affermato.
“In particolare le disposizioni del “pacchetto sicurezza” (che è stato adottato l’anno scorso e che introduce il reato di immigrazione clandestina, N.d.R.), l’accordo tra Italia e Libia (per l’intercettazione ed il respingimento di tutte le imbarcazione che trasportano clandestini, N.d.R.), misure che riguardano cittadini stranieri, immigrati e potenziali aventi diritto ad asilo [politico, N.d.T.]”, ha spiegato Noury.
Il portavoce ha giudicato inquietanti “alcuni aspetti della legge anti-terrorismo, la legge Scajola (sulla regolarizzazione dei clandestini, N.d.R.)” e si è rammaricato dell’assenza di una clausola nel codice penale che preveda il crimine di tortura.
A Ginevra, il vice-ministro per gli Affari esteri Vincenzo Scotti ha confermato l’impegno dell’Italia nella lotta al razzismo e alla xenofobia. “La stigmatizzazione di alcuni gruppi etnici o sociali riamane un importante motivo di preoccupazione per il governo e per le autorità locali”, ha assicurato.
Le organizzazioni umanitarie e di difesa degli immigrati in Italia hanno duramente criticato la gestione da parte delle autorità degli scontri d’inizio gennaio a Rosarno, in Calabria.
Alcuni abitanti apparentemente guidati dalla mafia locale, la ‘Ndrangheta, avevano condotto una “caccia al nero” contro gli immigrati utilizzati illegalmente come stagionali dell’agricoltura. La calma era ritornata soltanto dopo l’evacuazione da parte della polizia della maggior parte di questi ultimi.

[Articolo originale “L’Italie épinglée sur les droits de l’Homme” di Agence France Presse]

gennaio 14, 2010

Heil Bossi.

Dei fatti di Rosarno non se ne parla quasi più. Un po’ per gli avvenimenti drammatici di Haiti, un po’ per gli onnipresenti problemi di Berlusconi, ma molto per la sostanziale indifferenza della gente ai problemi che non li toccano direttamente. Bisogna invece parlarne, perché i fatti di Rosarno, come quelli di Castelvolturno sono destinati a ripetersi.  Esiste un diffuso razzismo in Italia, determinato in parte dalle difficoltà obbiettive dell’incontro con persone di mentalità cultura e religione diverse ai quali non si è stati capaci di dare una risposta in termini concreti di accoglienza. Dall’altra fondamentale è stato il comportamento assolutamente prevaricatore    di persone e amministratori, specialmente del Nord Italia che, sobillati dalla Lega Nord hanno creato e creano ogni giorno oggettive condizioni di contrasto con quelli che loro considerano diversi. Se la sono presa  con i meridionali, i rom, i romeni, i negri, i comunisti. L’Italia ha due cancri che se non estirpati la distruggeranno in maniera irreversibile: la lega Nord e la Criminalità organizzata. Partiti come fenomeni localistici si sono diffusi in tutto il territorio nazionale e le ideologie che si nascondono dietro queste organizzazioni stanno avvelenando la democrazia come una peste. Che fare?

La lega è un partito fascista ed i suoi capi violano la legge ogni giorno con pensieri, parole e comportamenti. Va contrastata con tutte le armi che la democrazia ci consente. La Lega ed suoi seguaci non sono un fenomeno folcloristico. I leghisti non perdono occasione per aggredire verbalmente e non solo  gli extracomunitari. La lega ha fatto promulgare leggi razziali contrarie a tutte le convenzioni internazionali sui diritti degli uomini. Per la lega ogni straniero è nemico e come tale va trattato. Che cos’è il pacchetto sicurezza se non una legge che introduce un principio razzista? Questo perseguitare senza tregua e senza vergogna gli immigrati proprio come al tempo delle leggi razziali che cos’è? Un esempio di democrazia? Certamente no!

Vi ricordate di Salvini della Lega che esigeva  che nei metrò di Milano i posti a sedere fossero  riservati ai lombardi. Come si sarebbero riconosciuti  i lombardi? Dagli insulti agli immigrati? Dalla violenza per farli alzare?

E che dire di tutti gli amministratori leghisti che ogni giorno promuovono iniziative contro i diversi?
 E che dire  delle centinaia di naufraghi disperati, compresi  donne e bambini,  lasciati in mare per giorni e notti al largo delle coste italiane.
Atti indegni di questo tipo, come le aggressioni e i linciaggi, tendono a ripetersi in questa Italia. Che dire dei respingimenti in mare ad opera della gloriosa Marina Militare italiana che  obbedendo agli ordini barbari e disumani del ministro della Paura Maroni li ha rimandati in Libia, dove sono andati a morire, per esecuzione, per inedia nei campi profughi del deserto, per schiavitù (lavoro forzato senza paga), per l’abbandono in aree prive di tutto, in violazione della Costituzione italiana e della Carta dei Diritti dell’Uomo, come a suo tempo ha scritto con sdegno L’Osservatore Romano.

Bisogna resistere contro la Lega e la deriva fascista del nostro governo, bisogna combattere con tutte le armi che la democrazie ci consente e non sottovalutare più niente. Lo abbiamo fatto per troppo tempo ed è venuto il momento di fermarli prima che sia troppo tardi.