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marzo 8, 2010

Auguri Donna

“In nome del padre”: inaugura il segno della croce. In nome della madre s’inaugura la vita.

( E. De Luca ).

Buongiorno Donna. Questa frase letta a margine di una serata trascorsa in compagnia di “fogli e inchiostro da tipografia” mi ha lasciato in eredità un pensiero. Oggi otto marzo: la tua festa!!!!Riceverai fiori ed auguri. Ti scriveranno pensieri mielosi e parole in rima per cullare la tua gioia. Un messaggio sul cellulare ti strapperà un sorriso. Qualcuno ti criticherà dicendoti che è “una stupidata” dover avere un giorno tutto per te, tra i tanti, per festeggiarti. Qualche altro, da intellettuale navigato, analizzerà la tua condizione e sentenzierà da colonne di giornali che sei ancora al margine, al limite in questa società maschilista. Poi sarà un susseguirsi di bagordi, cene al profumo di mimosa. Io non ti lascerò tutto questo in questo giorno. No!!!!Ti lascerò solo la mia paura di uomo. Ti lascerò solo la mia “invidia”  di essere imperfetto. Ti temo donna perché confrontandomi con te, specchiandomi nei tuoi occhi mi sento debole, limitato. Ma da uomo so nascondere dietro parole di convenienza, dietro una falsa ragione basata sulla “forza irrazionale” la mia debolezza. Si la forza che per millenni, secoli ti ha tenuta in disparte, in un angolo di mondo. Sei stata violentata, derisa, oggetto, di uomini tristi…dei miei pari: eppure ti temo!Ti sei mai chiesta perché? Io non ho risposte. Mi lascio trasportare dall’istinto e rileggendo quella frase, “ In nome della madre s’inaugura la vita”, trovo il mio limite, i contorni della “mia INVIDIA”. CON TE INIZIA LA VITA. Si mi dirai: ma l’uomo e padre…ma non basta, no non basta questa bugia a redimermi. Manca il tuo affetto, la tua sensibilità profonda tra le cinque lettere della parola PADRE…manca la gioia più grande che sia data provare al mondo: donare vita!Ti abbiamo esclusa per strapparti quella gioia, per rescindere il “cordone ombelicale” che ti lega ad ogni primo attimo di vita. Ti abbiamo demonizzata, nascosta agli sguardi. Abbiamo creato le cose più impensabili per eguagliarti ma non è bastato. Al culmine della nostra paura, ci siamo sostituiti a Dio con le nostre guerre e cercando “un’improbabile compensazione” ti abbiamo gridato: TU CREI LA VITA…..NOI LA TOGLIAMO!Ma malgrado tutto siamo sempre un passo indietro perché finchè vi sarà una mamma, una donna, che piange un figlio noi avremo perso!Questa sera ripenso ad un complimento fattomi anni fa da una mia amica… ”tu hai una sensibilità profonda, da donna”. Ripenso al fastidio che mi diede allora quel complimento che sembrava mettere in discussione la mia “virilità”, il mio ruolo indiscusso di “dominatore”. Ma oggi no, non c’è più spazio, tempo per il fastidio. Ripensando alla mia amica provo rabbia perché vorrei un po’ più “ di donna” in questo mondo. Ed allora in queste vesti, in questo mio tempo,  ti lascio la mia “invidia”, la mia sconfitta, con la speranza – augurio di non dover mai più sfuggire, un domani,  al patetico calar gli occhi che accompagna gli errori di noi stupidi uomini.

Auguri Donna!

Gianluca