Posts tagged ‘osteoporosi’

ottobre 29, 2010

Fratture vertebrali: a Teramo tecniche chirurgiche mininvasive pongono fine a dolori e inabilita’.

Ogni anno in Italia si verificano oltre 100.000 fratture vertebrali causate principalmente da osteoporosi primaria o secondaria, ma anche da lesioni osteolitiche dovute a mieloma multiplo o metastasi ossee, traumi.

Oggi – dichiara il dottor Danilo Lucantoni, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e dell’Unità Operativa di Neurochirurgia della Asl di Teramo – è possibile trattare alcune tipologie di fratture vertebrali con moderne tecniche chirurgiche minivasive come la cifoplastica con palloncino che consiste nell’introduzione attraverso il peduncolo vertebrale di un cemento acrilico a presa rapida, previa espansione del soma vertebrale mediante apposito palloncino. Questa tecnica è stata ideata per ridurre prima e stabilizzare poi la frattura in modo controllato, correggere le deformità della colonna vertebrale, prevenire l’insorgere di nuove fratture, alleviare il dolore in modo rapido e prolungato e migliorare la qualità della vita del paziente”.

Presso il nostro Reparto – continua il dottor Lucantoni – la mia equipe ha trattato negli ultimi 6 anni con questa tecnica circa 100 fratture vertebrali, anche in pazienti giovani, con risultati eccellenti: una immediata risoluzione del dolore e un rapido ritorno alle precedenti attività. Si tratta di un rimedio rapido e mininvasivo che può evitare ai pazienti lunghi periodi di immobilità forzata a letto, l’uso del busto o una massiccia assunzione di farmaci per lenire l’intenso dolore alla schiena”.
La caratteristica che rende unica questa tecnica rispetto ad altri interventi chirurgici è l’uso di un “palloncino” che, oltre a stabilizzare la frattura, ripristina l’altezza del corpo vertebrale e corregge la deformità angolare

ottobre 1, 2010

Lo scheletro non smette mai di svilupparsi.

Lo scheletro si sviluppa anche da adulti, e l’ormone della crescita ha un ruolo importante a tutte le età, non solo durante l’infanzia: è quanto ha affermato questa mattina Andrea Giustina, professore di Medicina Interna all’Università di Brescia e Responsabile del Servizio di Endocrinologia e del Centro Osteoporosi dell’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia, durante l’incontro di presentazione del decimo Congresso nazionale della società scientifica SIOMMMS-Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, che si terrà a Brescia fino al 2 ottobre. La scoperta arriva da alcune ricerche, tuttora in corso, che l’equipe della Cattedra di Medicina Interna dell’Università di Brescia – Servizio di Endocrinologia Spedali Civili presenterà in questi giorni al congresso, alcune delle quali sono già state pubblicate sulla rivista Endocrine Reviews.

Contrariamente a quanto si pensava, spiega Giustina, l’ormone della crescita non è attivo soltanto nei bambini per alimentarne il processo di sviluppo, ma anche negli adulti, nei quali è uno degli elementi che regolano la vita dello scheletro. Dalle ricerche condotte dall’Università di Brescia in collaborazione il Policlinico Gemelli di Roma, il St. Francis Medical Center di Hartford (Usa), la Columbia University di New York, gli Ospedali di Mantova e San Marino, emerge che anche nell’adulto il sistema endocrino regolato dall’ormone della crescita stimola il metabolismo osseo incitando le cellule osteoblaste alla produzione di nuovo osso: “Queste ricerche – spiega Giustina – hanno particolare rilevanza clinica in quanto la carenza dell’ormone della crescita si riscontra non solo dopo interventi chirurgici sull’ipofisi ma anche, molto spesso, dopo eventi purtroppo sempre più frequenti come traumi cranici da incidenti stradali, oppure in situazioni naturali come l’invecchiamento”. È stato poi dimostrato, conclude Giustina, che il difetto di produzione dell’ormone della crescita in età adulta è all’origine della perdita della massa ossea, e quindi causa di osteoporosi con elevato rischio di fratture da fragilità. (ASCA)

settembre 29, 2010

Nasce Cladis, il pecorino anticolesterolo.

Si chiama CLADIS, ha lo stesso sapore di quello originale ma, in più, è ricco di acido linoleico coniugato (CLA), un acido grasso polinsaturo che contribuisce a proteggere l’organismo dalle malattie cardiovascolari. E’ il formaggio pecorino messo a punto dal team del professor Pierlorenzo Secchiari della Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa. È stato ottenuto mediante latte di pecore nutrite con uno speciale mangime ricco di semi di lino estrusi – una fonte naturale di precursori di acido linoleico coniugato (CLA) – che gli stessi sperimentatori hanno già dimostrato portare alla produzione di un latte particolarmente ricco di CLA.

Il nuovo formaggio sarà presto allo studio dei ricercatori del Policlinico di Abano Terme – Fondazione Leonardo che ne vogliono testare gli effetti protettivi. Denominato CLADIS (The impact of dairy food rich in CLA: A Dietary Intervention Study in older women with the metabolic syndrome), il trial durerà trenta mesi e coinvolgerà una popolazione di 100 donne over 60 con sindrome metabolica. Questo tipo di pazienti potrebbe ottenere un doppio beneficio dal CLA: prevenzione di malattie cardiovascolari e di osteoporosi.

agosto 28, 2010

OGNI ANNO 100.000 FRATTURE VERTEBRALI CAUSATE DA OSTEOPOROSI

Ogni anno in Italia si verificano oltre 100.000 fratture vertebrali causate da osteoporosi. Basta spesso un gesto innocuo, un peso sollevato distrattamente o un movimento brusco, a far si’ che possano provocarsi cedimenti o collassi di un corpo vertebrale, con conseguenti fratture dolorose, che provocano cambiamenti nell’aspetto e nella postura, mal di schiena e limitazioni nella mobilita’. ”Nei casi di improvviso e acuto dolore al rachide, i pazienti devono essere sottoposti immediatamente ad esame radiografico poiche’ e’ forte il sospetto di un crollo vertebrale”, spiega Stefano Astolfi, direttore dell’Unita’ Operativa di Chirurgia Vertebrale dell’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma. All’interno dell’Unita’ operativa complessa dell’ospedale romano si trattano abitualmente le fratture vertebrali nei pazienti anziani con una tecnica chirurgica mininvasiva percutanea, la cifoplastica.

”La caratteristica che rende unica la cifoplastica rispetto ad altri interventi chirurgici – continua Astolfi – e’ l’uso di un ‘palloncino‘ che, oltre a stabilizzare la frattura, puo’ essere in grado di ripristinare l’altezza del corpo vertebrale e correggere cosi’ la deformita’ angolare.

Con vantaggi – conclude il chirurgo – come la risoluzione immediata del dolore, recupero in tempi brevi della mobilita’ ed eliminazione del busto, poco tollerato in genere dai pazienti anziani”.

luglio 15, 2010

I danni dell’alcool sulle ossa.

Troppo alcool da giovani, drink e sbornie varie mandano in tilt i geni che proteggono dall’osteoporosi.
A sostenerlo è uno studio della Loyola University Health System, negli Usa, che ha trovato conferme sui topi all’equazione tra alcol in eccesso e fragilità ossea. I ricercatori hanno scoperto che fino a 300 geni legati alla salute ossea sono inibiti dal consumo esagerato d’alcol. I forti bevitori, che arrivano a buttar giù dai 4 ai 15 drink alcolici in una sola occasione, possono autoinfliggersi danni per anni.
Persino 3 anni di assoluta astinenza non sono sufficienti per ripristinare l’attività dei geni alterati, spiegano i ricercatori guidati dal biologo John Callaci.
I geni che regolano la “forza” di femori e tibie lavorano attraverso RNA, messaggeri del Dna che funzionano come modello per costruire le proteine, alla base di ossa e altri tessuti. L’alcol influenza effettivamente queste vie molecolari, con danni quasi permanenti. Lo studio potrà offrire anche nuove prospettive per la ricerca di farmaci in grado di spegnere la dipendenza da alcol.

dicembre 9, 2009

La ‘dieta rosa’, per combattere l’osteoporosi

Le donne italiane non si nutrono a sufficienza con alimenti ricchi di calcio. Il consumo di latte tende, inoltre, a diminuire con l’età e le donne privilegiano quello parzialmente scremato. Per la fascia di età tra i 41 e i 59 anni, quella più a rischio di osteoporosi, l’apporto medio giornalierè di circa 100 millilitri di latte, di gran lunga inferiore ai 250 ml raccomandati. L’assunzione media giornaliera di calcio, contenuto principalmente nel latte, nei formaggi e nelle acque calciche, risulta di 630 mg al giorno, meno della metà delle quantità suggerite dai nutrizionisti (1.200-1500 mg al giorno).

E’ questo il risultato di un anno di ‘osservazione’ delle abitudini alimentari di un campione di oltre 10 mila soggetti rappresentativi della popolazione italiana da parte dei generalisti e pediatri che costituiscono l’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, nato esattamente un anno fa, grazie all’impegno di SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e FIMP (Federazione Italiana dei Medici Pediatri).

Per contrastare l’indebolimento osseo è, quindi, sufficiente un introito giornaliero di calcio che va dai 1.200 ai 1.500 milligrammi. Da qui l’idea dei nutrizionisti dell’Osservatorio di suggerire una Dieta Rosa, che prevede di assumere ogni giorno determinate quantità di latte, acque calciche e soprattutto formaggi.

Ecco tre esempi di Dieta Rosa per combattere l’osteoporosi:

– 1 litro d’acqua calcica – 300 mg

– 2 bicchieri di latte – 300 mg

– 150 grammi di verdura a foglia verde – 150 mg

– 50 g di formaggio grana – 600 mg

Totale – assunzione di 1.350 mg di calcio alimentare

– 1 litro d’acqua calcica – 300 mg

– 1 bicchiere di latte – 150 mg

– 1 yogurt – 150 mg

– 100 grammi di verdura a foglia verde – 100 mg

– 80 grammi di legumi cotti – 45 mg

– 2 cucchiai (20 grammi) di formaggio grana grattugiato – 230 mg

– 80 grammi di stracchino – 450 mg

Totale – assunzione di 1.425 mg di calcio alimentare

– 1 litro d’acqua calcica – 300 mg

– 1 bicchiere di latte – 150 mg

– 1 yogurt – 150 mg

– 100 grammi di verdura a foglia verde – 100 mg

– 100 grammi di alici – 150 mg

– 2 cucchiai (20 grammi) di formaggio grana grattugiato – 230 mg

– 80 grammi di ricotta – 230 mg

Totale – assunzione di 1.310 mg di calcio alimentare

“Non va dimenticato che una dieta ricca di calcio è consigliabile anche nella prima adolescenza, tra i 10 e i 14 anni  in questa fase della vita, infatti il calcio è altrettanto fondamentale in quanto si forma il 45 per cento circa della massa ossea definitiva e soddisfare adeguatamente i fabbisogni giornalieri di questo minerale aiuta a prevenire l’osteoporosi dopo i cinquanta’anni”.