Posts tagged ‘olanda’

gennaio 27, 2014

A questa signora la Lega le fa una sega.

Il ministro degli Affari Sociali olandese, Jetta Klijnsma, presenterà oggi al resto dell’esecutivo un disegno di legge che prevede il ritiro dei principali sussidi statali per tutti i residenti che non parlano olandese.
Se approvata, la misura si applicherà a tutte le persone che risiedono neVisualizza altro

http://atlasweb.it/2014/01/24/olanda-stop-sussidi-statali-per-chi-non-parla-olandese-la-proposta-e-gia-polemica-579.html

aprile 12, 2013

Il vero “contagio” è quello dell’austerità.

money

di Carlo Clericetti, da Repubblica.it

Adesso avremo anche la fama di appestati, visto che la Commissione Ue scrive che la nostra crisi rischia di contagiare il resto d’Europa? Ma contagiare chi, visto che – sempre secondo la Commissione – la lista dei malati è ben più lunga di quella dei paesi “sani”? L’elenco di chi ha squilibri definiti “seri” comprende, oltre a noi, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Malta, Ungheria, Olanda, Finlandia, Svezia, Regno Unito. Già, anche l’Olanda, sempre pronta a rimbrottare gli spreconi mediterranei, anche la virtuosa Finlandia col braccino corto quando si tratta di finanziare strumenti comunitari anti-crisi. Per altri due, Spagna e Slovenia, gli squilibri sono definiti “eccessivi”, cioè stanno anche peggio. E poi ci sono quelli che hanno già dovuto chiedere aiuti, Grecia, Irlanda, Portogallo, Cipro.

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febbraio 26, 2013

Carne di cavallo: tutti i prodotti ritirati in Europa

Dall’Inghilterra all’Europa intera, la frode alimentare della carne di cavallo ha ormai raggiunto una dimensione continentale. Il sito eFoodAlert che si occupa in maniera specifica di sicurezza alimentare ha pubblicato la lista (aggiornata allo scorso 22 febbraio) degli alimenti ritirati in Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Irlanda, Olanda, Svezia e, naturalmente, Regno Unito. Nella lista che segue non sono segnalate le polpette Ikea ritirate negli ultimi giorni dai punti vendita di 24 paesi:  Polonia, Austria, Ungheria, Repubblica Dominicana, Gran Bretagna, Portogallo, Finlandia, Germania, Italia, Danimarca, Olanda, Belgio, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Svezia, Thailandia, Spagna, Bulgaria, Grecia, Hong Kong, Francia, Cipro e Irlanda.

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maggio 15, 2012

Italiani e Greci stessa faccia stessa razza.

Italia Grecia trucchi truccò i conti ingresso entrare euro europe unione monetaria Claudio Messora Byoblu Byoblu.com

A distanza di dieci anni si scopre che l’euro era basato su una colossale truffa ai danni dei cittadini, perché entrammo a farne parte grazie ai trucchi di “creativi giocolieri finanziari”, come lo Spiegel definisce Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro del tesoro del Governo Prodi, e grazie alla Germania che non voleva fossimo troppo competitivi. Helmut Kohl scelse volutamente di ignorare tutti i rapporti e le pressioni degli altri stati i quali, come l’Olanda, evidenziavano come non fossimo pronti, così come i drammatici appelli finali come quello di Stephan Freiherr von Stenglin, attaché finanziario dell’ambasciata tedesca a Roma, i quali sottolineavano come il nostro ingresso nella moneta unica si sarebbe tradotto in un disastro per noi e per gli altri. Secondo lo storico Hans Woller, al momento di entrare nell’euro l’Italia era “sull’orlo della bancarotta finanziaria” e propose per due volte di rinviare la partenza dell’euro, ma la Germania rifiuto’.

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aprile 26, 2012

Per il resto, tutto bene.

Mario Monti Mario Draghi Angela Merkel Mariano Rajoy  Guindos BCE MES FMI

Un’altra strada c’è, ma solo in Italia sembra che sia tabù anche solo accennarvi. Mentre nel silenzio generale abbiamo approvato il Fiscal Compact, il trattato europeo che obbliga i paesi che lo ratificano al pareggio di bilancio, oltre alle Alpi c’è chi dice no. E’ l’Olanda, dove il premier Mark Rutte si è dimesso perchè Geert Wilders, suo alleato, ha fatto mancare il sostegno alle misure di austerity. Subito i mercati hanno minacciato di togliere la tripla A ad Amsterdam. Ma ci sono anche quegli irriducibili mattacchioni degli irlandesi. Pensate un po’: il 31 di maggio hanno addirittura indetto un referendum – l’ennesimo – per decidere se ratificare o meno il Fiscal Compact. Dalle loro parti usa così, anche se di solito, dal Trattato di Lisbona in poi, è più una questione formale, perché anche quando vincono i “no”, la UE li ripropone cambiando due virgole fino a quando non trionfano i “sì”. Ma c’è anche la Spagna. Come? Quei poveri greci degli spagnoli hanno il coraggio di alzare la testa? Sembra di sì, visto che non solo hanno indetto regolari elezioni mentre da noi incoronavamo in meno di 48 ore quello che Schifani ieri a Porta a Porta ha ricordato “essere stato chiamato” a risolvere una situazione (per carità, mica Mario si è presentato lui: ha accettato di buon grado, povera stella; e l’hanno chiamato, sì, ma – piccolo particolare – non gli italiani, bensì le élite, quelle della Trilaterale), ma ora Mariano Rajoy e il suo ministro delle finanze Guindos stanno addirittura pensando di non ratificare il Fiscal Compact perché, sull’onda delle svolte francesi (anche Sarkozy sta mollando la Merkel per tenere testa a Holland) e olandesi, si sono convinti – guarda un po’ – che un’altra strada c’è.

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aprile 22, 2012

Olanda, il governo si dimette per colpa dei diktat europei.

Sulle misure da adottare per restare in linea con gli standard “tedeschi” dell’Unione si rompe l’alleanza fra la coalizione di centrodestra (di minoranza) del premier Mark Rutte e i populisti. In vista elezioni anticipate.

marzo 9, 2012

Bicibus, in Olanda i bambini vanno a scuola pedalando.

bicibus

Uno scuolabus particolare messo in movimento dai bambini stessi a suon di pedalate. Il bicibus, divertente ed ecologico, realizzzato da Tolkamp Metaalspecials, è stato messo in commercio dalla società De Cafe Racer. In Olanda, è quasi scontato dirlo.

Gli olandesi hanno una vera ossessione per le biciclette, tanto che il numero di bici sfiora i 14 milioni su 16 milioni di abitanti. Una flotta di due ruote piuttosto importante che affolla le strade ogni giorno. La metà degli spostamenti giornalieri complessivi avviene proprio in bici.

Il bicibus si muove grazie ai bambini ed al conducente che pedalano, ma per i tratti in salita c’è un motore elettrico che dà una spinta. A pedalare sono solo otto bambini più il conducente. Poi ci sono le panchine per chi approfitta di un passaggio senza muovere un piede. Che ne dite, vi piace?

dicembre 14, 2010

Rete offshore per 10 Paesi Ue in Mare Nord

Al via rete offshore per 10 paesi Ue in Mare Nord Al via rete offshore per 10 paesi Ue in Mare Nord

La costruzione di una rete elettrica che collega i parchi eolici offshore del mare del nord con i Paesi che vi si affacciano è ormai una realtà. I ministri di Svezia, Danimarca, Germania, Olanda, Lussemburgo, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Norvegia e Belgio, hanno firmato il 3 novembre a Bruxelles, insieme alla commissione Europea, un accordo per dare il via alla realizzazione dei lavori.

 Ciò comporta l’impegno a superare non solo problemi tecnici, commerciali, ma anche burocratici e amministrativi. Bisogna, infatti, abbattere le costose barriere che esistono tra i Paesi dell’Unione europea per poter importare ed esportare facilmente l’elettricità. L’accordo prevede, inoltre, una necessaria semplificazione delle procedure di autorizzazione e definisce un programma di lavoro con la descrizione precisa delle azioni che andranno intraprese.

luglio 11, 2010

Il polipo dice Spagna.

Vedremo!

giugno 10, 2010

L’olanda va a destra.

Dopo un testa a testa durato tutta la notte, i liberal-conservatori di Mark Rutte hanno vinto, ma per un seggio soltanto, le legislative olandesi battendo i laburisti dell’ex sindaco di Amsterdam Job Cohen. E nonostante l’estrema destra xenofoba di Geert Wilders sia diventata il terzo partito, potrebbe restare fuori dal governo: con differenze così strette tra i partiti, l’unica maggioranza solida si avrebbe con l’alleanza tra i due partiti maggiori, ovvero liberali e laburisti, assieme a democristiani e centristi, per quello che già in passato è stato chiamato “governo di unità nazionale” o “coalizione viola”. A scrutinio praticamente finito – 411 seggi su 431 – i liberali (Vvd) hanno conquistato 31 seggi sui 150 della camera bassa, contro i 30 del partito laburista (Pvda). Spetterà dunque al loro leader Rutte prendere l’iniziativa per formare la prossima coalizione di governo che lo vedrà diventare il primo premier liberale dopo quasi 100 anni(ansa)