Posts tagged ‘olanda’

aprile 13, 2020

Italexit!

By Lucia Gallo (per ith24)

Chi di spada ferisce di spada perisce. La girata di spalle dei burocrati europeisti in un momento difficile come l’emergenza coronavirus, non è piaciuto affatto agli italiani che in maniera esponenziale hanno risposto con un arrivederci.

Secondo un sondaggio realizzato da Tecnè Poll, il 49% degli italiani, uno su due, sarebbe pronto ad uscire dall’UE. Ed il numero tende a salire.

Infatti se su considera l’ultima proiezione del 2018 i favorevoli ad uscire dall’unione Europea erano il 29%, rispetto al 49% di oggi.

aprile 12, 2020

Il Portogallo attacca l’Olanda: “Dica se vuole restare in Europa o no”

Per il premier Antonio Costa, la questione non è finanziaria ma politica: “Non possiamo essere tutti ostaggi di populismi elettorali”

portogallo contro olanda coronabond ue
© PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP – Antonio Costa

Il premier portoghese, Antonio Costa, non usa mezzi termini nella richiesta di chiarimento sul futuro dell’Ue rivolgendosi in particolare ai Paesi Bassi a cui chiede di decidere “se restare o andarsene”. “Più che una questione economica o finanziaria, è una questione politica che viene posta. Dobbiamo sapere se possiamo passare a 27 nell’Unione europea, a 19 nella zona euro o se c’è qualcuno che vuole essere lasciato fuori. Mi riferisco ai Paesi Bassi”, ha dichiarato in un’intervista all’agenzia stampa portoghese Lusa.

Il primo ministro sottolinea che “questo è il momento del chiarimento politico in Europa”. “Personalmente, forse perché sono un irritante ottimista, mi piacerebbe credere che l’Europa sia possibile a 27 e che la zona euro sia possibile a 19, ma per questo è necessario che tutti abbiano la capacità politica e che non possiamo essere tutti ostaggi di populismi elettorali”, ha dichiarato Costa.

aprile 8, 2020

CORBYN E L’OLANDA

di Giuseppe Giudice.
Due anni fa Jeremy Corbyn fu invitato all’Aja dall'(ex ) partito laburista olandese, che ha sostenuto e con convinzione le impostazioni le impostazioni rigoriste e liberiste del finanzcapitalismo in salsa europea (alla base della attuale struttura UE). Ecco quello che disse sapendo bene a quale uditorio si rivolgesse: ““Di elezione in elezione, gli elettori hanno dimostrato di non credere che i partiti socialdemocratici rappresentino una reale alternativa. Dopo un decennio di austerità a seguito della crisi finanziaria, di anni di stagnazione della qualità di vita e di aumento dell’insicurezza, la classe lavoratrice non è più disposta ad accettare le stesse politiche,” ha sottolineato. “Il mio messaggio per i partiti socialdemocratici europei è semplice: rifiutate l’austerità o sarete rifiutati dagli elettori. Se i vostri partiti continueranno a presentarsi come parte dell’establishment, sostenendo un sistema economico fallito, controllato dai più ricchi e dalle élite, sarete osteggiati dagli elettori – e la destra populista vi rimpiazzerà.”

Corbyn ha inoltre invocato “un nuovo modello economico che rimpiazzi quello fallimentare del neoliberismo, il quale ha distrutto le condizione di vita della classe lavoratrice, rinforzato le disuguaglianze e l’insicurezza, e strappato la ricchezza alla maggioranza della popolazione per darla a una ristretta élite”, e ha invitato i suoi alleati a riscoprire la loro “radicale ragion d’essere”.

“È tempo di cambiamento in Europa. Ma i partiti socialisti europei potranno guidare il cambiamento solo se si opporranno in modo chiaro e netto a un modello economico e sociale che mette i lavoratori gli uni contro gli altri, che svende i nostri beni comuni per il beneficio di pochi, e che favorisce senza vergogna le banche, le multinazionali e gli evasori fiscali”, ha affermato Corbyn. “Se non guideremo il cambiamento, lo farà qualcun altro. Questo sistema economico fallimentare è un terreno fertile per lo sviluppo di movimenti xenofobi. Se non offriremo un’alternativa chiara e radicale, e la speranza di un futuro di giustizia sociale e ricchezza per tutti, le politiche dell’odio e della divisione continueranno ad avanzare sul nostro continente.” Oggi l’Olanda è il capofila della opposizione radicale ai coronabond, lo strumento più efficace per una politica coordinata a livello europeo per combattere efficacemente la Pandemia, ricostruire l’economia europea ed in particolare svincolare lo sviluppo dalla gabbia della austerità (di cui il Mes è uno strumento) ma per un diverso modello di sviluppo eco-socialista. Qui sta il discrimine radicale tra una sinistra socialista popolare ed internazionalista, e la destra nazionalista e reazionaria: quella del “liberismo in un paese solo- con la flat tax, la xenofobia e il dispotismo degli Orban (che poi è amico della Germania). Ed anche la differenza con un neoliberismo falsamente progressista o con l’europeismo ultra liberista della Bonino e di + Europa.

gennaio 27, 2014

A questa signora la Lega le fa una sega.

Il ministro degli Affari Sociali olandese, Jetta Klijnsma, presenterà oggi al resto dell’esecutivo un disegno di legge che prevede il ritiro dei principali sussidi statali per tutti i residenti che non parlano olandese.
Se approvata, la misura si applicherà a tutte le persone che risiedono neVisualizza altro

http://atlasweb.it/2014/01/24/olanda-stop-sussidi-statali-per-chi-non-parla-olandese-la-proposta-e-gia-polemica-579.html

aprile 12, 2013

Il vero “contagio” è quello dell’austerità.

money

di Carlo Clericetti, da Repubblica.it

Adesso avremo anche la fama di appestati, visto che la Commissione Ue scrive che la nostra crisi rischia di contagiare il resto d’Europa? Ma contagiare chi, visto che – sempre secondo la Commissione – la lista dei malati è ben più lunga di quella dei paesi “sani”? L’elenco di chi ha squilibri definiti “seri” comprende, oltre a noi, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Malta, Ungheria, Olanda, Finlandia, Svezia, Regno Unito. Già, anche l’Olanda, sempre pronta a rimbrottare gli spreconi mediterranei, anche la virtuosa Finlandia col braccino corto quando si tratta di finanziare strumenti comunitari anti-crisi. Per altri due, Spagna e Slovenia, gli squilibri sono definiti “eccessivi”, cioè stanno anche peggio. E poi ci sono quelli che hanno già dovuto chiedere aiuti, Grecia, Irlanda, Portogallo, Cipro.

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febbraio 26, 2013

Carne di cavallo: tutti i prodotti ritirati in Europa

Dall’Inghilterra all’Europa intera, la frode alimentare della carne di cavallo ha ormai raggiunto una dimensione continentale. Il sito eFoodAlert che si occupa in maniera specifica di sicurezza alimentare ha pubblicato la lista (aggiornata allo scorso 22 febbraio) degli alimenti ritirati in Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Irlanda, Olanda, Svezia e, naturalmente, Regno Unito. Nella lista che segue non sono segnalate le polpette Ikea ritirate negli ultimi giorni dai punti vendita di 24 paesi:  Polonia, Austria, Ungheria, Repubblica Dominicana, Gran Bretagna, Portogallo, Finlandia, Germania, Italia, Danimarca, Olanda, Belgio, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Svezia, Thailandia, Spagna, Bulgaria, Grecia, Hong Kong, Francia, Cipro e Irlanda.

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maggio 15, 2012

Italiani e Greci stessa faccia stessa razza.

Italia Grecia trucchi truccò i conti ingresso entrare euro europe unione monetaria Claudio Messora Byoblu Byoblu.com

A distanza di dieci anni si scopre che l’euro era basato su una colossale truffa ai danni dei cittadini, perché entrammo a farne parte grazie ai trucchi di “creativi giocolieri finanziari”, come lo Spiegel definisce Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro del tesoro del Governo Prodi, e grazie alla Germania che non voleva fossimo troppo competitivi. Helmut Kohl scelse volutamente di ignorare tutti i rapporti e le pressioni degli altri stati i quali, come l’Olanda, evidenziavano come non fossimo pronti, così come i drammatici appelli finali come quello di Stephan Freiherr von Stenglin, attaché finanziario dell’ambasciata tedesca a Roma, i quali sottolineavano come il nostro ingresso nella moneta unica si sarebbe tradotto in un disastro per noi e per gli altri. Secondo lo storico Hans Woller, al momento di entrare nell’euro l’Italia era “sull’orlo della bancarotta finanziaria” e propose per due volte di rinviare la partenza dell’euro, ma la Germania rifiuto’.

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aprile 26, 2012

Per il resto, tutto bene.

Mario Monti Mario Draghi Angela Merkel Mariano Rajoy  Guindos BCE MES FMI

Un’altra strada c’è, ma solo in Italia sembra che sia tabù anche solo accennarvi. Mentre nel silenzio generale abbiamo approvato il Fiscal Compact, il trattato europeo che obbliga i paesi che lo ratificano al pareggio di bilancio, oltre alle Alpi c’è chi dice no. E’ l’Olanda, dove il premier Mark Rutte si è dimesso perchè Geert Wilders, suo alleato, ha fatto mancare il sostegno alle misure di austerity. Subito i mercati hanno minacciato di togliere la tripla A ad Amsterdam. Ma ci sono anche quegli irriducibili mattacchioni degli irlandesi. Pensate un po’: il 31 di maggio hanno addirittura indetto un referendum – l’ennesimo – per decidere se ratificare o meno il Fiscal Compact. Dalle loro parti usa così, anche se di solito, dal Trattato di Lisbona in poi, è più una questione formale, perché anche quando vincono i “no”, la UE li ripropone cambiando due virgole fino a quando non trionfano i “sì”. Ma c’è anche la Spagna. Come? Quei poveri greci degli spagnoli hanno il coraggio di alzare la testa? Sembra di sì, visto che non solo hanno indetto regolari elezioni mentre da noi incoronavamo in meno di 48 ore quello che Schifani ieri a Porta a Porta ha ricordato “essere stato chiamato” a risolvere una situazione (per carità, mica Mario si è presentato lui: ha accettato di buon grado, povera stella; e l’hanno chiamato, sì, ma – piccolo particolare – non gli italiani, bensì le élite, quelle della Trilaterale), ma ora Mariano Rajoy e il suo ministro delle finanze Guindos stanno addirittura pensando di non ratificare il Fiscal Compact perché, sull’onda delle svolte francesi (anche Sarkozy sta mollando la Merkel per tenere testa a Holland) e olandesi, si sono convinti – guarda un po’ – che un’altra strada c’è.

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aprile 22, 2012

Olanda, il governo si dimette per colpa dei diktat europei.

Sulle misure da adottare per restare in linea con gli standard “tedeschi” dell’Unione si rompe l’alleanza fra la coalizione di centrodestra (di minoranza) del premier Mark Rutte e i populisti. In vista elezioni anticipate.

marzo 9, 2012

Bicibus, in Olanda i bambini vanno a scuola pedalando.

bicibus

Uno scuolabus particolare messo in movimento dai bambini stessi a suon di pedalate. Il bicibus, divertente ed ecologico, realizzzato da Tolkamp Metaalspecials, è stato messo in commercio dalla società De Cafe Racer. In Olanda, è quasi scontato dirlo.

Gli olandesi hanno una vera ossessione per le biciclette, tanto che il numero di bici sfiora i 14 milioni su 16 milioni di abitanti. Una flotta di due ruote piuttosto importante che affolla le strade ogni giorno. La metà degli spostamenti giornalieri complessivi avviene proprio in bici.

Il bicibus si muove grazie ai bambini ed al conducente che pedalano, ma per i tratti in salita c’è un motore elettrico che dà una spinta. A pedalare sono solo otto bambini più il conducente. Poi ci sono le panchine per chi approfitta di un passaggio senza muovere un piede. Che ne dite, vi piace?