Posts tagged ‘OCSE’

marzo 4, 2014

Le (presunte) virtù salvifiche della riduzione del cuneo fiscale.

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di Guglielmo Forges Davanzati 

E’ da almeno un decennio che i Governi che si sono succeduti in Italia hanno ritenuto di poter creare le condizioni per la crescita economica riducendo il c.d. cuneo fiscale, ovvero la differenza fra salario lordo e salario netto. E, nell’ultimo Rapporto OCSE (Going for growth), questa misura è fortemente raccomandata per accrescere la competitività delle imprese italiane. Pare, insomma, che la riduzione del cuneo fiscale abbia virtù salvifiche.

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settembre 18, 2013

Disoccupazione giovanile, diseguaglianze distributive e “meritocrazia”.

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di Guglielmo Forges Davanzati* per Keynes blog

L’ultimo Rapporto OCSE (link) mette in evidenza il fatto che il tasso di disoccupazione è in crescita in quasi tutti i Paesi industrializzati e, in particolare, nell’eurozona e in Italia. Banca d’Italia, fin da 2010, registra che la riduzione dell’occupazione si è manifestata più sotto forma di riduzione delle assunzioni che di aumento dei licenziamenti (link), e che la crescita della disoccupazione riguarda principalmente la componente giovanile della forza-lavoro. Il tasso di attività di individui di età compresa fra i 15 e i 64 anni, nel 1993, era del 58%, a fronte del 42% di quello di individui collocati nella fascia d’età 15-24. Nel 2004, il tasso di attività nella fascia d’età 15-64 è aumentato collocandosi a oltre il 62%, mentre, nello stesso arco temporale, si è ridotto il tasso di attività giovanile, collocandosi intorno al 35%. Nel corso degli ultimi anni, il divario fra occupazione “adulta” e occupazione giovanile è costantemente aumentato, portando il tasso di disoccupazione giovanile a circa il 40% (fonte ISTAT), fatto del tutto inedito nella storia dell’economia italiana. Ciò nonostante, sembra che il dibattito su questi temi si concentri quasi esclusivamente sulle misure di contrasto al fenomeno, in assenza di una preventiva individuazione delle cause.

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febbraio 20, 2013

La flessibilità non fa crescere la produttività.

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Capita spesso di leggere che le cosiddette “riforme strutturali“, tra cui quella del mercato del lavoro, siano necessarie per accrescere la produttività stagnante delle nostre imprese. In base a questo assunto e all’idea (facilmente falsificabile) che maggiore flessibilità porti a maggiore occupazione, negli anni si sono susseguite diverse modifiche del diritto del lavoro, sia da parte di governi di centrosinistra che di centrodestra.

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novembre 28, 2012

Il fallimento dell’Agenda Monti: nessuna luce in fondo al tunnel.

di Gustavo Piga

L’OCSE è un’organizzazione dove la politica impera. A volte si intrufola la verità, ma mai in maniera chiara.

Solo 6 mesi fa, nel suo precedente Economic Outlook sull’Italia il deficit su PIL italiano per il 2013 era previsto al -0,6%, pienamente coerente con il -0,5% del Governo Monti. Se facciamo poca fatica a capire perché un Governo possa dimostrarsi incredibilmente ottimista senza avere nessuna ragione concreta per esserlo, da una organizzazione di alto livello ci aspetteremmo ben altro. Ma così va il mondo. 6 mesi dopo, solo 6 mesi dopo, l’Ocse prevede per l’Italia un deficit-PIL al -3%.  Scandaloso? Chissà.

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Mag 22, 2012

L’economia italiana verso il peggioramento. La ricetta del rigore non sta funzionando.

Abbiamo già messo in evidenza come esistano due OCSE: una è quella dei numeri, l’altra è quella politica. Oggi è la giornata dell’OCSE dei numeri e non sono affatto buoni. Secondo il rapporto dell’Organizzazione il PIL italiano calerà quest’anno dell’1,7% (il Fondo Monetario Internazionale dava 1,9%) mentre per il 2013 è prevista una contrazione dell0 0,4% (0,3% secondo il FMI). L’intera Eurozona vedrà un calo dello 0,1%, ma come si sa è la media del pollo di Trilussa: dentro c’è la Germania che cresce e i paesi periferici che invece decrescono.

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settembre 19, 2011

Italia, paese di santi, navigatori e…precari

L’Ocse, l’organismo europeo per la cooperazione e lo sviluppo economico, rende note le stime sulla disoccupazione giovanile nel nostro continente alla fine 2010.

Numeri pesantissimi in Italia in cui è il precariato a farla da padrone. Una percentuale in costante aumento: si è passati dal 42,3% nel 2007, al 43,3% nel 2008 fino al 44,4% nel 2009. Il balzo avanti è ancora più rilevante rispetto al dato del 1994, quando il numero di under 25 italiani con un impiego temporaneo era del 16,7%.

Secondo l’organismo, in Italia il tasso di disoccupazione giovanile è al 27,9%, ben superiore alla media ponderata dell’area Ocse (16,7%). La quota è in aumento di oltre 9 punti percentuali rispetto all’inizio della crisi, nel 2007, quando la disoccupazione giovanile era il 20,3%. A farne le spese le spese sono maggiormente le donne, il cui tasso di disoccupazione sale al 29,4%, a differenza degli uomini, il cui dato si attesta al 26,8%. Numeri comunque superiori alla media europea.

Mag 13, 2011

Ocse: Barbi, spostare fisco da lavoro a grandi ricchezze.

“Bisogna spostare l’asse fiscale dal lavoro alle grandi ricchezze improduttive e parassitarie”. Così il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, commenta i dati diffusi oggi dall’Ocse. I numeri forniti dall’istituto parigino forniscono, infatti, per il dirigente della Cgil “una significativa sintesi di quello che è il panorama italiano: siamo fra gli ultimi posti per il valore dei salari e, contemporaneamente, tra i primi posti per il peso del fisco su di essi”. Numeri quindi, conclude Barbi, “che sono la conferma di un tema che la Cgil pone da tempo, ovvero la redistribuzione della ricchezza”.

Mag 27, 2010

Berlusconi si paragona a Mussolini.

A Parigi Berlusconi riportando una frase tratta dai Diari del Duce ha dichiarato: “Dicono che ho potere – è il brano scelto – non è vero, forse ce lo hanno i gerarchi ma non lo so. Io so che posso solo ordinare al mio cavallo di andare a destra o di andare a sinistra e di questo posso essere contento”.Chiamate la neurodeliri.

novembre 8, 2009

La riforma Gelmini dell’università.

gelminiPer quanto concerne le Università, la nuova legge prevede la trasformazione delle stesse in Fondazioni: viene offerta la capacità di raccogliere finanziamenti privati. ciò implicherà:
1) La natura pubblica delle Università verrà annullata
2) Dividerà gli Atenei in Fondazioni di classe A e di classe B in funzione della capacità economica della regione di appartenenza.
3) Il sistema del “diritto allo studio” verrà cancellato e non sarà più assicurata la possibilità di studi  universitari ai “meritevoli anche se in condizioni disagiate” (Art. 34 della Costituzione)
4) Sparirà la differenza rispetto alle Università private, ad esempio per le tasse universitarie: (alla Bocconi ammontano attualmente da 4300 a 9650 euro/anno)

Tagli del FFO nel DL 112/08 (Fondo Funzionamento Ordinario): finanziamento ministeriale del sistema universitario: 63,5 milioni di euro per il 2009
190 milioni di euro per il 2010
316 milioni di euro per il 2011
417 milioni di euro per il 2012
455 milioni di euro per il 2013

1,5 miliardi di euro più che una ristrutturazione sono la distruzione di un sistema già sotto finanziato!
In Media nei paesi dell’OCSE si spende per l’istruzione pubblica di ogni studente: 8400$, in Italia: 5400$
Le Naturali conseguenze più dirette a questa stretta saranno:
I) riduzione dei servizi agli studenti
II) riduzione delle infrastrutture (aule, laboratori, biblioteche)
III) peggioramento della qualità della didattica
IV) riduzione delle attività di ricerca
La Legge prevede anche un Dimezzamento dei Docenti attraverso il blocco del TurnOver delle assunzioni: In 4 anni. Anche qui la situazione già al momento sarebbe da capovolgere piuttosto: LA Media del rapporto Docenti/Studenti nei paesi dell’OCSE è di 1 a 15,3 mentre in italia abbiamo un professore ogni 20,4 alunni. Sul lungo periodo pagheremo un abbassamento generale della qualità della didattica, Lo studente non potrà interagire con il mondo della ricerca e della produzione di nuove conoscenze. Impossibilità di svolgimento di tesi sperimentali causa l’assenza di laboratori di ricerca. Non si potranno formare nuovi ricercatori: le scuole di dottorato spariranno in assenza di attività di ricerca. Sparizione delle Università pubbliche come sedi dello sviluppo delle nuove conoscenze. Gli Atenei si trasformeranno in super-Licei. Può esistere una nazione sviluppata senza la ricerca di base svolta nelle Università?
Ciliegina sulla torta la sparizione delle SISS le Scuole di Specializzazione per la Formazione Insegnanti.