Posts tagged ‘oceano pacifico’

novembre 4, 2013

L’oceano Pacifico devastato dalla contaminazione nucleare di Fukushima.

 Traduco e riassumo dal sito GlobalResearch.ca:Le mappe del Nuclear Emergency Tracking Center mostrano che i livelli di radiazione in tutte le stazioni di rilevamento degli USA sono elevati, in particolare lungo la costa ovest. Ogni singolo giorno, 300 tonnellate di acqua radioattiva vengono scaricate da Fukushima nell’Oceano Pacifico. I seguenti sono 28 segni che la costa ovest sta venendo assolutamente fritta dalla radiazione nucleare di Fukushima:

1) Gli orsi polari, le foche e i trichechi lungo la costa dell’Alaska stanno soffrendo alopecia e piaghe aperte.
 
2) C’è un alto tasso di mortalità tra i leoni marini lungo la costa della California.
 
3) Sulla costa pacifica del Canada e dell’Alaska, la popolazione di salmone rosso è ai minimi storici.
 
4) Lungo la costa canadese, qualcosa sta facendo sanguinare i pesci da branchie, addome e occhi
maggio 17, 2012

L’isola di plastica nel Pacifico aumenta considerevolmente.

La quantità di plastica che si trova nella zona di mare nota come “Great Pacific Garbage Patch” è aumentata di cento volte rispetto ai primi anni 1970. Questo secondo un nuovo studio che contiene  risultati allarmanti che mira a fare pressione sulla California ed altri Stati costieri a fare di più per ridurre i rifiuti di plastica.

Durante una spedizione nel 2009, i ricercatori dello Scripps hanno prelevato campioni d’acqua a 1.000 miglia ad ovest della California, e li hanno confrontati con la quantità di plastica trovata nei campioni prelevati da altri ricercatori, risalenti al 1972.

Mentre in molti dei campioni di 40 anni è stata trovata poco o niente plastica, vaste distese del Pacifico settentrionale sono ormai inquinate da miliardi di piccoli pezzi grandi come confetti, provenienti dalla spazzatura che galleggia sul mare e si rompe col vento e con le onde.

I piccoli detriti galleggiano sopra o vicino alla superficie, dove vengono mangiati da pesci, tartarughe marine ed altri animali marini che li confondono per il cibo. Gli ultimi esempi mostrano che il Garbage Patch è cresciuto in dimensioni, ma non in densità: Ci sono piccoli detriti circa 100 volte di più per metro cubo di acqua rispetto ai campioni risalenti agli anni ’70.

agosto 24, 2011

Ambiente: enorme ‘isola’ immondizia minaccia il Pacifico.

Un’enorme ‘isola’ di immondizia in pieno Oceano Pacifico, grande il doppio della Francia, minaccia di diventare uno dei piu’ gravi disastri ecologici del nostro tempo. A rinnovare l’allarme e’ l’ambientalista australiano Tim Silverwood, rientrato a Sydney dopo aver partecipato a una spedizione internazionale attraverso il Pacifico settentrionale, dalle Hawaii al Canada, per documentare il North Pacific Gyre, un enorme vortice di immondizia galleggiante, composto soprattutto di plastica. Il vortice si e’ formato negli ultimi decenni entro un grande sistema di correnti rotanti.

La grande zolla di rifiuti, Great Pacific Garbage Patch, piu’ che un’isola e’ una ”zuppa rotante di plastica, che si accumula dove le correnti oceaniche si incontrano, e ha un centro stimato a circa un milione di kmq, che continua a crescere in misura esponenziale, ha detto Silverwood. Pure a migliaia di chilometri dalla piu’ vicina massa terrestre, ha osservato detriti di plastica.

gennaio 16, 2011

La Nina infuria nell’emisfero australe.

Le precipitazioni della stagione calda in Brasile si sono trasformate in un inferno. Una piena eccezionale ha travolto strade, case, interi isolati nelle città attorno a Rio de Janeiro e l’acqua ha strappato i fianchi delle montagne, seppellendo Teresopolis e Nuova Friburgo e altri centri dello stato di San Paolo, rendendo i luoghi un cimitero di fango. Molte persone sono state sommerse nel sonno.  
Sinora si contano alcune centinaia di vittime ma sono in molti ancora a combattere contro la furia dell’acqua. Si pensi, che in poco più di 24 ore, sono cadute l’84% delle precipitazioni previste per l’intero mese di gennaio.
Pioggia e smottamenti in Brasile ma soprattutto inondazioni in Australia e nello Sri Lanka, dove, al momento si registrano un milione di sfollati e una ventina di vittime, ma si attende l’arrivo di un nuovo ciclone.
Eventi importanti che hanno una loro ciclicità ogni 20, 30 anni e, come nel caso attuale, la situazione climatica ha un nome, La Nina, uno degli eventi più intensi della metà del secolo scorso, di cui ci siamo già occupati,  che sta infuriando nell’emisfero australee che, per dirla in maniera semplice, si tratta del raffreddamento delle acque di superficie dell’Oceano Pacifico equatoriale che spingono dell’acqua più calda, proprio a ridosso delle coste del Pacifico occidentale, l’Australia e l’Indonesia. Quest’acqua più calda implica maggiore evaporazione e di conseguenza, maggiori precipitazioni.(prof echos)