Posts tagged ‘occupazione’

gennaio 30, 2015

I dati sull’occupazione spiegati meglio

I dati sull’occupazione spiegati meglio.

In sordina rispetto al dibattito politico di questi giorni, tutto incentrato sull’elezione del Presidente della Repubblica, l’Istat pubblica i dati provvisori su occupazione e disoccupazione in Italia.

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dicembre 26, 2014

La disoccupazione sotto il governo Renzi (spiegata bene, bene)

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La disoccupazione sotto il governo Renzi (spiegata bene, bene)

Al di là della propaganda, il numero di disoccupati in termini assoluti aumenta: manca il lavoro e troppi, soprattutto tra i meno giovani, sono in cerca di occupazione. Il governo si affida a una strategia mediatica per contrastare i dati Istat.

luglio 26, 2013

Agricoltura in Italia, presentato il Rapporto 2013 dell’Inea.

Presentato a Roma il Rapporto sullo Stato dell’Agricoltura 2013 dell’INEA. L’export è trainato dai prodotti trasformati, in cinque anni persi 21mila posti di lavoro 

È stato presentato oggi a Roma, dall’INEA, il Rapporto sullo Stato dell’Agricoltura giunto alla decima edizione. Nel 2012 l’agricoltura ha iniziato a risentire degli effetti della crisi iniziata nel 2008 facendo registrare il segno meno sia nella produzione (-3,3%), sia nel valore aggiunto agricolo (-4,4%), sia nella domanda di prodotti alimentari (-3,2%). 

Nonostante una crescita sensibile dell’occupazione giovanile nel 2012, il dato generale ha subito una contrazione passando, in un lustro, dagli 870mila occupati del 2007 agli 849mila occupati del 2012, un dato che va letto alla luce della diminuzione delle imprese passate da 901mila a 809mila unità nello stesso periodo. 

I dati positivi vengono dall’andamento dei prodotti italiani sui mercati internazionali: la parte più significativa dell’export è rappresentata dai prodotti trasformati (19 miliardi di euro), seguiti da bevande (6,2 miliardi di euro) e dal settore primario (5,6 miliardi). Anche nell’import sono i prodotti trasformati a farla da padrone (24,2 miliardi di euro) davanti al settore primario (12,3 miliardi di euro).

luglio 16, 2013

Il decreto sull’occupazione giovanile non servirà a nulla.

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Tutti i limiti del decreto appena varato sull’occupazione giovanile. A scoraggiare le assunzioni non sono solo il costo del lavoro o il cuneo fiscale ma soprattutto le prospettive di vendita. E senza domanda aggiuntiva le imprese non creeranno occupazione aggiuntiva

di Sergio Bruno da Sblilanciamoci.info

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aprile 3, 2013

Occupazione: Keynes contro i neoclassici (for dummies).

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Tanto si è detto negli ultimi tempi a proposito dell’argomento a favore di una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro e di come si possa in tal modo creare maggiore occupazione. Vediamo quindi quali sono i fondamenti teorici di queste politiche e quale è stata la maggiore e solida critica che ha ricevuto tale impostazione.

di Sebastiano Marino & Keynes Blog

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giugno 25, 2012

Aumentare i salari minimi non provoca disoccupazione. Evidenze empiriche dagli Stati Uniti.

Premessa teorica

La teoria neoclassica dell’occupazione, di cui abbiamo già accennato in passato, sostiene che il livello di occupazione dipenda dall’equilibrio tra domanda e offerta di lavoro in base al suo “prezzo”: il salario (in termini reali, cioè in rapporto con il livello dei prezzi). La teoria sostiene che esiste quindi un salario di equilibrio al quale si può realizzare la piena occupazione. Versioni più moderne affermano che in realtà la piena occupazione può non essere raggiunta poiché esiste un livello di disoccupazione “naturale”. Cercando di forzare il superamento di questo livello (chiamato NAIRU, Non-Accelerating Inflation Rate of Unemployment, sviluppato da Milton Friedman per spiegare la stagflazione) con politiche pubbliche di piena occupazione, si otterrebbe una forte inflazione e poi il ritorno verso il tasso di equilibrio “naturale”.

I neoclassici tuttavia sostengono anche che, nella situazione reale di non concorrenza perfetta sul mercato del lavoro, una serie di imperfezioni possano minare il raggiungimento dell’equilibrio ottimale. Tra queste, un eccessivo potere dei sindacati che realizzi un innalzamento dei salari, o, il che è equivalente, un salario minimo stabilito dallo stato, una misura che esiste in quasi tutti i paesi industriali tranne Germania e Italia, dove la determinazione del salario minimo è demandata alla contrattazione tra sindacati e imprese, tenendo però così fuori molti dei lavoratori con contratti atipici.

L’innalzamento del salario minimo porterebbe quindi all’aumento della disoccupazione, tanto più in un periodo di crisi economica. Al contrario, il salario minimo in tali casi andrebbe ridotto, per permettere al mercato del lavoro di trovare un equilibrio migliore, o eventualmente eliminato del tutto. E’, in effetti, ciò che in Europa la Trojka (FMI, UE, BCE) ha chiesto e ottenuto dalla Grecia e in parte dalla Spagna.

E’ quindi interessante sottoporre a verifica questa asserzione.

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marzo 25, 2012

Avanti con la green economy.

Tra qualche decennio la green economy avrà occupato una gran fetta del mercato energetico. Questo lo si deve non tanto alle limitazioni imposte da quello che era (lo è ancora, in effetti) il Protocollo di Kyoto, bensì alla consapevolezza dei più lungimiranti che hanno compreso che se non si smette di utilizzare gli idrocarburi e si trascura la sostenibilità, la vita sul nostro pianeta potrebbe avere vita breve.

Tra le regioni del mondo ad aver colto pienamente questa esigenza non può mancare certo la California, ma anche altre regioni lungo la costa occidentale degli Stati Uniti.

Difatti, circa il 3% delle persone che vivono lungo la costa occidentale hanno già ora posti di lavoro nel settore Green, circa 508.000 posti di lavoro verdi, che potrebbero triplicare a 1,5 milioni entro il 2020 se le politiche applicate rimarranno in pista e ulteriormente rafforzate.

Quei posti di lavori attualmente contribuiscono al 2% del PIL della regione, circa 47 miliardi di dollari di attività economica. Se dovessero triplicare, il settore verde potrebbe crescere di oltre il 200% a 140 – 192 miliardi  di dollari entro il 2020.

E queste sono stime prudenti, dice lo studio realizzato dal Pacific Coast Collaborative.  La green economy avrebbe portato prosperità a livello locale e sta crescendo anche crescere l’esportazione di soluzioni in tecnologie pulite verso l’Asia.

I posti di lavoro nella Clean Economy sono cresciuti in media 2-3 volte più veloci del totale dei posti di lavoro per l’economia nell’ultimo decennio, e sono più resistenti alla volatilità del mercato e alle vulnerabilità, dice il rapporto.

agosto 3, 2010

Fma-Irisbus: i due volti della Fiat in Irpinia.

Pausa estiva amara alla Fma: niente ferie, c’è sempre la cassaintegrazione. Ferie serene, invece, alla Irisbus dove c’è l’accordo sul dimagrimento aziendale. Sono i due volti del mondo Fiat in provincia di Avellino. A Pratola Serra i primi a tornare in fabbrica saranno gli addetti del settore produzione: avvieranno gli impianti a partire dal 26. Il due settembre torneranno al lavoro il grosso degli operai, quelli che si occupano di montaggio: per ora in programma c’è una sola settimana di lavoro.

maggio 8, 2010

Una buona notizia sull’occupazione.

Si attenua la caduta dell’occupazione, seppure con margini molto contenuti. Il rapporto Unioncamere conferma per l’anno in corso prospettive ancora negative – saranno 173mila i posti perduti – ma rileva per il complesso delle imprese una diminuzione (-1,5%) più contenuta rispetto al 2% del 2009. Sarà l’effetto, secondo la proiezione presentata a Roma, di un’entità delle uscite sostanzialmente in linea con quella del 2009 e di un leggero incremento delle assunzioni previste: 830mila, quasi 50mila in più rispetto a quelle programmate nel 2009. http://www.ilsole24ore.com/

I dati sono un’anticipazione dell’indagine Excelsior e si basano su un campione di 40mila imprese. Giungono nello stesso giorno in cui la Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica segnala che il tasso di disoccupazione salirà quest’anno all’8,7% dal 7,8% del 2009. È uno scenario meno grave di altri paesi europei diretti competitor, sottolineano i ricercatori di Unioncamere, che evidenziano al tempo stesso le differenti chiavi di lettura: tengono meglio i servizi (soprattutto l’information technology) mentre stenta ancora il manifatturiero e vanno male le costruzioni. Soffre decisamente di più il Mezzogiorno e le microimprese – da 1 a 9 dipendenti – faranno segnare addirittura un arretramento: -2,5% rispetto al -2,2% del 2009. Altra tendenza in corso è il maggiore ricorso ad assunzioni qualificate – dirigenti, impiegati specializzati, tecnici laureati – e di riflesso la quota in crescita di lavoro a tempo indeterminato rispetto ai contratti a termine.

maggio 1, 2010

Primo maggio, c’è poco da festeggiare.

Tasso disoccupazione ai massimi dal secondo trimestre del 2002: secondo l’Istat, si e’ attestato a marzo all’8,8%, lo 0,2% in piu’ rispetto al mese precedente e l’1% rispetto a marzo 2009. In forte rialzo il tasso di disoccupazione giovanile e’ pari al 27,7%, in calo dello 0,4% rispetto al mese precedente ma in aumento di 2,9 punti percentuali rispetto a marzo 2009. In un anno, tra il marzo 2009 e il marzo di quest’anno, gli occupati sono calati di 367 mila unita’. Lo rivela l’Istat spiegando che il numero complessivo di occupati e’ pari a 22 milioni 753 mila unita’, in calo dello 0,2 per cento rispetto a febbraio e inferiore dell’1,6 per cento rispetto a marzo 2009. Il tasso di occupazione e’ pari al 56,7% (inferiore, rispetto a febbraio, di 0,1 punti percentuali e di 1,1 punti percentuali rispetto a marzo dell’anno precedente). Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 194 mila unita’, in crescita del 2,7% (+58 mila unita’) rispetto al mese precedente e del 12% (+236 mila unita’) rispetto a marzo 2009.(agi)