Posts tagged ‘nuova zelanda’

novembre 10, 2012

Tokelau prima nazione 100% solare.

Tokelau nel Pacifico prima nazione 100% solare

SYDNEY – Il minuscolo arcipelago di Tokelau nel Pacifico, che teme di essere fra le prime vittime del cambiamento climatico, e’ diventato la prima nazione al mondo a poter soddisfare con la sola energia del sole l’intero fabbisogno di elettricita’, mettendo fine alla dipendenza da inquinanti e costosi generatori diesel. Con il sostegno della Nuova Zelanda, che amministra Tokelau, nei tre atolli principali sono state costruite tre reti elettriche a energia solare, l’ultima delle quali e’ stata completata questa settimana.

”Il progetto di energia rinnovabile di Tokelau e’ una prima mondiale. I suoi tre atolli ora hanno sufficiente capacita’ solare da soddisfare i bisogni di elettricita”’, ha dichiarato il ministro degli Esteri neozelandese Murray McCully. ”Fino ad ora Tokelau dipendeva al 100% dal diesel per generare elettricita’, con pesanti costi economici e ambientali”, ha aggiunto.

Le remote isole di Tokelau, 1500 abitanti, si trovano fra la Nuova Zelanda e le Hawaii, con pochi legami fisici con il resto del mondo. Non ha aeroporto e ci vuole piu’ di un giorno in mare per raggiungere a sud il suo vicino, le isole Samoa

febbraio 28, 2012

Greenpeace blocca piattaforma Shell.

Oggi un gruppo di attivisti di Greenpeace in azione al porto di Taranki, Nuova Zelanda, ha impedito la partenza di una piattaforma petrolifera della Shell diretta in Alaska. Dove sono in programma attività di ricerca di idrocarburi che minaccerebbero l’ecosistema marino e le coste. La Noble Discoverer, che si apprestava a viaggiare per 6 mila miglia marine verso il mar di Chukchi, è stata bloccata dagli attivisti di Greenpeace Nuova Zelanda. I guerrieri dell’arcobaleno sono saliti sulla nave e hanno scalato la torre di trivellazione equipaggiati per resistere a oltranza.

ottobre 19, 2011

Marea nera in Nuova Zelanda: la Rena si sta per spezzare.


Il destino della Rena sta tenendo con il fiato sospeso i neozelandesi quanto l’imminente finale del campionato mondiale di Rugby che vedrà impegnati gli All Blacks contro la Francia. La situazione della nave portacontainer, incagliatasi al largo della Nuova Zelanda per un errore umano, potrebbe rapidamente peggiorare. Nonostante le 350 tonnellate di petrolio disperse in mare abbiano già provocato la morte di 1.250 uccelli marini e gravissimi danni nel tratto di mare coinvolto il peggio dovrebbe ancora venire. Il lavoro di svuotamento dei serbatoi è stato reso difficile dalle avverse condizioni meteorologiche e i timori iniziali sembrano confermarsi: la nave è destinata a spezzarsi in due liberando in acqua altre 1000 tonnellate di carburante.

Secondo quanto riferisce il New Zealand Herald gli stessi venti e le onde che impediscono alle squadre di soccorso di liberare la nave dal suo carico (11 dei container trasportano sostanze pericolose) stanno mettendo a dura prova l’integrità strutturale dello scafo già gravemente danneggiato dall’urto con la barriera corallina. Tutto il lavoro fatto dai volontari sulle spiagge di Tauranga potrebbe rivelarsi inutile se lo scafo dovesse effettivamente spezzarsi in due. Se questo scenario dovesse avverarsi i danni ambientali sarebbero di portata drammatica.

ottobre 12, 2011

Nuova Zelanda, lotta per stop a greggio.

Continua ad aggravarsi l’emergenza causata dal greggio che fuoriesce dalla portacontainer ‘Rena’ di 236 metri arenatasi mercoledi’ scorso su una barriera corallina nella Bay of Plenty, nell’isola del nord della Nuova Zelanda, in quello che il ministro dell’Ambiente Nick Smith ha definito il peggior disastro di inquinamento marittimo nella storia del Paese. Dopo una notte di tempesta con onde di 4-5 metri, fino a 350 tonnellate di carburante sono fuoriuscite dai serbatoi, rispetto alle 20 circa finite in mare fino a ieri raggiungendo le spiagge in un’area dal delicato equilibrio ambientale.

Dopo i danni subiti durante la notte, la nave ha lanciato un SOS e la squadra di salvataggio di 36 persone impegnata a bordo e’ stata evacuata da elicotteri. Ad aggravare la situazione, la grossa chiatta nei cui serbatoi veniva pompato il carburante, e’ rimasta danneggiata e per ora e’ fuori uso. Le autorita’ avvertono che il disastro ambientale potrebbe essere immenso, se finiranno nella baia le 1700 tonnellate di greggio pesante che la nave trasportava.

febbraio 22, 2011

Nuova Zelanda, terremoto magnitudo 6.3 e 107 balene spiaggiate. Eventi correlati?

E’ notizia di ieri lo spiaggiamento di 107 balene sul bagnasciuga di Cavalier Creek, Isola di Stewart in Nuova Zelanda. Di oggi invece la notizia del terribile terremoto di magnitudo 6.3 che ha toccato Christchurch seconda città neozelandese. Se i due eventi possano essere o meno collegati sarà la scienza a dovercelo dire, di certo è una coincidenza.

Secondo Jim Berkland, geologo, gli spiaggiamenti delle balene sarebbero da correlarsi ai cambiamenti del campo magnetico, evento che si verificherebbe (gli studi sono ancora in corso) prima di un terremoto. A risentirne, fino a 1-2 giorni prima, sopratutto gli animali che si orientano per le loro migrazioni, ma anche cani e gatti.

Ha detto Brent Beaven responsabile del Department of Conservation che è giunto sulla spiaggia dopo essere stato allertato da due turisti:

Circa la metà delle balene erano ancora vive quando siamo arrivati. Tuttavia ci siamo subito resi conto che a causa della maea che stava calando, ci sarebbero servite 10-12 ore per rimetterle in mare. A causa del clima caldo e asciutto però i decessi sono stati più rapidi.

settembre 24, 2010

Ennesima strage di balene.

Ennesima strage di balene sulle coste della Nuova Zelanda: circa 75 cetacei si sono spiaggiate sulla sabbia della Spirits Bay, come al solito per motivi tutti da capire. E, ancora una volta, si è scatenata una corsa contro il tempo per salvarle. Ma è difficilissimo e due terzi dei cetacei sono già deceduti.

Ci stanno lavorando in oltre 150: ranger, volontari e persino i maori si sono dati da fare per salvare le ultime 24 balene sopravvissute.

Ma non è affatto facile: oltre al peso degli animali, infatti, i volontari hanno contro un forte vento con raffiche a 100 km l’ora e il mare grosso che schiaffeggia la spiaggia. Si sta cercando di avvicinare le balene ad un fiume che sfocia proprio vicino al luogo dello spiaggiamento.

Non basterà di certo, ma servirà a prendere tempo e a guadagnare qualche ora in attesa che si riesca a spostarle con i mezzi pesanti. In ogni caso, con 24 balene vive su 75, è già una strage.

marzo 27, 2010

si spegne la luce, era ora.

 Inquinamento Clima Associazioni Eventi Informazione Internazionale EcoComunicazione E’ scattata l’ora della Terra: in oltre 4000 città di 125 paesi, saranno spente le luci di 1274 monumenti. Si è iniziato alle Chatham Islands, New Zealand alle 7,45 di oggi, poi è stata la volta di Auckland in Nuova Zelanda e si proseguirà seguendo il tramonto del sole. In Italia vi prenderanno parte 140 città e tra i monumenti che resteranno per un ora al buio ci saranno la Fontana di Trevi, le cui luci saranno spente alle 20,30 da Ricky Tognazzi e Fulco Pratesi; il Pirellone e il Castello Sforzesco a Milano,la Mole Antonelliana a Torino, Palazzo Vecchio a Firenze, la Torre di Pisa e tutta la Piazza dei Miracoli, la Valle dei Templi ad Agrigento e l’Acquario di Genova, il Castello Visconteo a Trezzo sull’Adda, il Castello di Monteriggioni, Piazza Sant’Oronzo a Lecce, la Torre San Pancrazio a Cagliari e il Palazzo Comunale di Palermo.