Posts tagged ‘nucleare iraniano’

ottobre 23, 2013

IL FANTASMA DEL NUCLEARE IRANIANO


Nel 1957 il progetto atomico iraniano era «For Peace», ma allora nell’antica Persia comandava lo scià Reza Palhavi, baluardo antisovietico. Poi arrivarono gli ayatollah.

Dopo quasi 60 anni, la diatriba internazionale sulla temuta bomba atomica iraniana ha perso fascino e credibilità. Nel frattempo ben altre potenze nucleari sono cresciute nel mondo, e non tutte mVisualizza altro

settembre 25, 2010

StuxNet, il virus dei servizi segreti che manda in tilt le centrali nucleari.

La notizia ha dell’incredibile e sembrerebbe di primo acchito una clamorosa bufala. Ma il fatto che l’abbia pubblicata il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung e che, di conseguenza, l’abbiano rimbalzata le agenzie di mezzo mondo sembra dargli credibilità. Ci sarebbe, in giro per i computer delle centrali nucleari di mezzo mondo, un super virus studiato appositamente per bloccare gli impianti nucleari.

StuxNet, così si chiama il virus informatico che a quanto pare è nato per bloccare il programma nucleare iraniano, sarebbe addirittura opera di un non meglio identificato servizio segreto. Così la pensano alla Symantec, azienda che di mestiere fa antivirus. L’ipotesi dei servizi deriva dal fatto che il virus sarebbe molto complesso ed efficace, un lavoro che difficilmente potrebbe realizzare un hacker in garage.

Al contrario sembra un progetto importante, di quelli che costano e che deve valere i soldi spesi. Geopoliticamente, in effetti, un virus del genere vale più dell’oro, più di mille giacimenti di petrolio. Sempre secondo le informazioni che circolano e che riportano i tedeschi, inoltre, StuxNet sarebbe già riuscito a intrufolarsi in alcuni computer di impianti nucleari: il 40% di quelli indiani, il 32% di quelli dell’Indonesia ed il 20% di quelli iraniani.

febbraio 17, 2010

Una buona notizia: domani l’incontro fra Obama e il dalai lama

Avrà luogo giovedì 18 febbraio l’epocale incontro tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il Dalai Lama. Teatro della visita sarà Washington. Il leader spirituale buddista è partito oggi da Dharmsala, sede del governo tibetano in esilio nel nord dell’India, nello Stato dell’Himachal Pradesh. Tale esilio dura dal 1959 e insieme al Dalai Lama vivono nello Stato altri 80mila tibetani. Tenzin Gyatso è il quattordicesimo Dalai Lama della storia. Il suo obiettivo è l’indipendenza del Tibet dalla Cina e per queste ragioni si batte in ogni contesto.

Il leader religioso del Tibet si è detto “felicitato” della possibilità di vedere Obama, sebbene la Cina abbia ‘consigliato’ agli Usa di annullare il colloquio, pena gravi conseguenze sul piano economico e finanziario nei rapporti tra le due grandi potenze mondiali. È bene ricordare che i due Paesi hanno più di una vertenza in sospeso, come la minaccia di Google di lasciare la Cina o la discussione sul dossier del nucleare iraniano. Chissà che questo stravolgimento non cambi le carte in tavola.

Pechino interpreta l’incontro come un concreto riconoscimento, un elogio a continuare nella lotta per l’indipendenza del Tibet, qualcosa che va contro ciò che combatte quotidianamente il governo cinese. Gli Usa divengono così sostenitori, riconoscendo nel Dalai Lama non solo l’autorità religiosa, ma anche quella politica del Paese.