Posts tagged ‘nucleare in italia’

aprile 27, 2011

Nucleare in Italia: Berlusconi esce allo scoperto: i programmi saranno riavviati “tra uno o due anni”.

silvio-berlusconi_nucleare

Le intenzioni del Governo nel dietrofront sul nucleare che rende vano il referendum di giugno,  erano chiare a tutti, ma se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sulla buona fede delle intenzioni sulla moratoria, oggi, 25° anniversario della tragedia di Chernobyl, arrivano le dichiarazioni di Berlusconi a non lasciare ..speranze. Perché è evidente adesso più che mai che il nucleare in Italia è solo stato rimandato.

Tra uno o due anni sarà possibile riavviare il programma nucleare italiano, perché l’opinione pubblica sarà più consapevole di questa necessità e non sarà influenzata dalla preoccupazione per la tragedia di Fukushima”.  Con queste irresponsabili parole, il presidente del Consiglio ha “svelato l’imbroglio” e annunciato i suoi progetti sull’energia atomica, durante la conferenza stampa con il presidente francese Nicolas Sarkozy, in chiusura del vertice Italia-Francia, a Villa Madama.

“Gli accadimenti giapponesi – ha continuato il premier – è emerso nei sondaggi che facciamo normalmente, hanno spaventato i cittadini. Se avessimo fatto il referendum, il nucleare non si sarebbe potuto fare per molti anni a venire”. E invece “tra uno o due anni l’opinione pubblica sarà consapevole della necessità di tornare all’energia nucleare”.

E per rassicurare i francesi, con cui l’Italia ha stipulato dei contratti proprio sulle centrali nucleari, ha aggiunto che i patti siglati “non vengono abrogati, stiamo decidendo di andare avanti in settori come quello della formazione”. Optare per il nucleare – ha aggiunto Berlusconi – è una scelta “di buon senso per andare verso quello che è un destino ineluttabile”.

marzo 23, 2011

Romani fa il furbo e annucia la moratoria per un anno sul nucleare.

Paolo Romani ministro per lo Sviluppo ha annunciato la moratoria di un anno sul nucleare in Italia

La dichiarazione ufficiale oggi durante il Consiglio dei ministri. Dunque la pausa di riflessione ci sarà e non interferirà con il referendum, la cui data deve ancora essere fissata, in cui gli italiani sono chiamati a esprimere la proprio volontà di avere sul territorio nazionale centrali nucleari e la privatizzazione dei servizi per l’ acqua(più legittimo impedimento).

L’Anci, attraverso un comunicato stampa fa sapere di gradire e infatti il suo vice presidente dichiara:

Va comunque sottolineata la necessità che le comunità locali siano costantemente coinvolte nella fase di riflessione ed approfondimento che adesso si aprià. Ad iniziare dalle iniziative per la revisione del decreto n.31 del 2010 sulla localizzazione dei nuovi impianti.

marzo 18, 2011

Lotta contro il tempo alla centrale di Fukushima Bilancio ufficiale: quasi 17 mila morti e dispersi

Nell’impianto nucleare la situazione rimane critica. I tentativi di raffreddare i reattori si sono finora rivelati vani e i livelli di radiattività sono alti. Nel mondo si discute sul futuro dell’energia atomica e il governo italiano frena sul programma di reintroduzione del nucleare. Una settimana dopo il terremoto e lo tsunami che hanno devastato il nord-est del Paese, le autorità hanno reso noto che i morti accertati sono oltre 6.400 e 10.200 persone mancano all’appello. I soccorsi faticano a raggiungere le aree più colpite e l’emergenza è aggravata dalla neve.

marzo 18, 2011

BEPPE GRILLO E IL NUCLEARE – ANNOZERO 2011 – 17/03/2011

marzo 17, 2011

Adriano Celentano – La trappola radioattiva (Annozero 17/03/2011)

ottobre 28, 2010

Nucleare: a Caorso ancora oltre 8.000 fusti radioattivi.

A Caorso, in provincia di Piacenza, ci sono ancora 8.279 fusti di rifiuti a media e bassa radioattività, mentre i più radioattivi sono partiti per l’estero nello scorso giugno.A circa dieci anni dall’inizio dello smantellamento della centrale nucleare e alla vigilia del ritorno delle centrali (di cui una, forse, proprio a Caorso), la procedura per smontare l’impianto, da 450 milioni di euro, sta andando avanti. Il circuito primario è stato decontaminato nel febbraio del 2004, l’edificio Torri Rhr è stato smantellato nel maggio del 2008, ha spiegato stamane l’assessore regionale all’Ambiente Sabrina Freda alla consigliera Gabriella Meo, che ha interrogato la Giunta in question time sul nucleare in Emilia-Romagna. Attualmente, ha aggiunto Freda, nella centrale sono in corso lo smantellamento dei componenti dell’edificio Off-gas, che dovrebbe terminare a fine mese; il trattamento all’estero di rifiuti radioattivi pregressi, che sarà completato entro il 2013. Riguardo proprio ai rifiuti radioattivi l’assessore ha confermato che, il 30 giugno scorso, tutto il combustibile esaurito (la cui attività era pari al 99,36% della radioattività sul sito) è stato trasferito all’estero, mentre nei depositi interni alla centrale si trovano tuttora più di 8.000 fusti di quelli a media e bassa attività.

ottobre 18, 2010

Romani:possibile centrale nucleare in Lombardia.

Il ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, sostiene che uno dei siti per i 4 nuovi impianti nucleari Italiani sarà probabilmente in Lombardia. «E’ la più grande regione italiana, la più popolosa, la più industrializzata, quindi la più bisognosa di energia. Sembrerebbe strano non prevedere che ci possa essere una delle nuove centrali», ha detto il ministro, a margine di un convegno sulla ripresa economica della provincia di Milano. Il ministro ha riferito di aver avuto una disponibilità di massima all’installazione di una centrale dal presidente della Regione Roberto Formigoni: «Non essendoci opposizione pregiudiziale da parte del presidente della Regione una centrale in Lombardia può darsi possa essere installata», ha detto. «Ma è un problema che sarà analizzato da chi lo deve fare e con il consenso di coloro che nel loro territorio vedranno installato l’impianto».

Ad Arcore!Ad Arcore!

giugno 3, 2010

Il No Nucleare day a Milano e in tutte le piazze d’Italia.

 

il 26 giugno a Milano il no nucleare day Una giornata per manifestare contro il ritorno dell’Italia al nucleare: l’appuntamento per l’evento principale è a Milano il 26 giugno, dalle 14,00, ma vi saranno manifestazioni anche nel resto d’Italia. L’organizzazione si sta attivando dalle pagine di facebook e gli iscritti a oggi sono oltre 2500.

La giornata, spiegano gli organizzatori, sarà apartitica e tinta di giallo (colore che indica sia un pericolo ma anche il sole fonte di energia pulita):

Questo evento nasce dall’esigenza d’espressione di dissenso emersa su Eticaforum. Il 26 giugno sarà una giornata tinta di giallo, apartitica, contro la scelta obbrobriosa di tornare al nucleare, e a favore delle energie pulite, rinnovabili e della ricerca in campo energetico.(ecvoblog)

gennaio 20, 2010

IN AZIONE CONTRO LE BUFALE NUCLEARI DI ENEL

era ancora buio quando questa mattina i nostri climber sono saliti sul “Colosseo Quadrato” di Roma. Alle 8.30 hanno srotolato il banner di 300 metri quadri con la scritta “Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness“. È un messaggio indirizzato alle imprese italiane riunite proprio di fronte nel palazzo di Confindustria, dove Enel ha presentato il nucleare come un ottimo investimento.

Il nucleare è un affare francese. Non certo per la nostra economia! Enel cerca di imbonire le imprese italiane promettendo che il 70% degli investimenti per la costruzione di quattro reattori nucleari EPR sarà nella parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) per un controvalore di circa 12 miliardi di euro.

Secondo l’azienda elettrica francese EDF – alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia – risulta, invece, che gli investimenti nelle parti non convenzionali degli impianti EPR, ovvero le uniche che potrebbero riguardare le imprese italiane, non superano il 40% degli investimenti totali.

Per fortuna quello che Enel non dice, lo dicono altri: EDF, STUK, Citigroup, AREVA. Nella nostra analisi Bufale nucleari abbiamo analizzato dichiarazioni e cifre degli operatori più competenti nel settore che fanno uscire allo scoperto tutte le bugie di Enel.

Sicuramente Enel continuerà la sua propaganda nucleare, ma l’esperienza degli unici due EPR in costruzione, in Finlandia e in Francia, ha già ampiamente dimostrato che per questo tipo di impianti ritardi, problemi nella sicurezza e costi fuori controllo non sono un rischio ma una regola. È quello che oggi abbiamo ricordato alle imprese italiane. Continueremo a farlo.