Posts tagged ‘nucleare francese’

dicembre 5, 2011

Francia, sicurezza nuclere al limite del burlesco.

sicurezza nucleare in francia al limite del burlesco

Nulla di preoccupante, ma situazioni al limite del burlesco. Questa la conclusione di due rappresentanti politici francesi dell’UMP, il partito di Sarkozy, l’on. Claude Birraux, Presidente de l’Office parlementaire d’évaluation des choix scientifiques et technologiques (Opecst) e del senatore Bruno Sido dopo l’operazione Opéra, ossia visita a sorpresa lo scorso 30 novembre, il primo la centrale nucleare di Paluel (Seine-Maritime) e il senatore quella di Blayais (Gironde).

Entrambi i politici sono stati accompagnati dai responsabili dell’ASN, Autorità per la sicurezza nucleare che solitamente esercitano questi test senza altre presenze. Birraux a Paluel ha assistito alla simulazione di una perdita di alimentazione elettrica e del diesel di soccorso del reattore numero 1 che ha richiesto un collegamento sul numero 2 per ristabilire l’alimentazione di energia. Insomma qualcosa di molto simile a quanto accaduto ai due reattori nucleari durante l’incidente di Fukushima Daiichi in Giappone dopo il terremoto e lo tsunami dello scorso 11 marzo.

L’allerta fittizio è stato lanciato alle 22 e i tecnici arrivano sul posto molto rapidamente per preparare il collegamento elettrico, una operazione qualificata come “esotica” da EDF, ha dichiarato nel suo rapporto Birraux e poi nella conferenza stampa. Dunque, l’arresto del reattore arriva alle 23,30 e i tecnici annunciano che è necessaria una chiave elettronica per aprire il pannello elettrico; alla mezzanotte riescono a entrare nel quadro elettrico del reattore numero 1 me le indicazioni del documento di processo non corrispondono al quadro elettrico trovato:

Il locale non ha il numero di identificazione. C’è un dubbio: le chiavi sul pannello sono state etichettate male o siamo nel locale sbagliato? E questo non facilita le manovre spiega il deputato.

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novembre 7, 2011

Uscire dal nucleare, quanto costerebbe alla Francia?

costi uscita dal nucleare Francia

Quanto costerebbe alla Francia uscire dal nucleare come vorrebbe oltre il 60% dei cittadini? Non di botto, ovviamente, ma gradualmente. Leggo su Le Monde che l’aumento in bolletta si aggirerebbe intorno al 50% in vent’anni riducendo la dipendenza dall’atomo del 50%.

Le stime sono dell’Union française de l’électricité (UFE). La Francia dovrebbe investire nella produzione e nella rete elettrica qualcosa come 383 miliardi di euro da qui al 2030 per compensare una quota del 50% di energia elettrica prodotta dal nucleare, ovvero 60 miliardi di euro in più. Gli investimenti totali si attestano invece a 322 miliardi se si mantiene la dipendenza al 70%.

Per uscire quasi completamente dal nucleare, ovvero ridurre al 20% la dipendenza da qui al 2030, le stime dell’UFE parlano di costi aggiuntivi sugli investimenti complessivi pari a 112 miliardi di euro.

maggio 3, 2011

A chi serve il nucleare.

Il 26 aprile Berlusconi dice a Sarkozy che l’atomo è il futuro e che gli accordi con Edf sono solo sospesi. Il presidente francese risponde: ”Rispettiamo la decisione italiana e siamo pronti a lavorare con voi rispondendo a tutte le vostre domande sulla sicurezza delle nostre centrali”. Mycle Schnneider, consulente transalpino dell’Aiea, spiega però che “questa industria nel mio paese è in fin di vita e si rischiano ogni giorno incidenti nelle nostre 58 centrali. La Francia ha tutto l’interesse a esportare questo sistema, le offerte servono per ripianare i debiti di Edf”. L’ex ricercatore del Cern Fulcieri Maltini aggiunge: “Il reattore che vogliono esportare in Italia ancora non funziona ed è sottoposto a critiche durissime da parte delle autorità di sicurezza francesi, britanniche e finlandesi che richiedono una revisione totale della progettazione”

agosto 7, 2010

Una relazione top secret boccia il nucleare francese.

Rapporto Roussely: la relazione top secret che boccia il nucleare franceseChe periodaccio per il nucleare francese… Dopo le critiche provenienti dall’istituzionalissimo Le Figaro ai ritardi, e alla abnorme crescita dei costi, del cantiere della centrale di Flamanville ora i problemi vengono dal cosiddetto “rapporto Roussely”.

Si tratta di un rapporto, commissionato dal presidente francese Sarkozy all’ex numero uno di Edf, Francois Roussely, sulla filiera nucleare d’oltralpe. I risultati, consegnati l’undici maggio scorso e subito secretati dallo stato, dipingono una Francia nucleare tutt’altro che in salute.

O almeno così sembrerebbe, visto che quel poco che si sa del rapporto è stato pubblicato da Le Figaro che è venuto in possesso delle carte. Secondo il quotidiano, per come riporta il blog italiano Inchiesta Nucleare, Areva è gestita male, avrebbe sbagliato parecchie mosse sui mercati internazionali e, per di più, l’Epr (cioè il suo fiore all’occhiello) è “costoso e complesso”.(ecoblog)

maggio 13, 2010

Un argomento convincente:”Ti spacco la faccia.”

Chicco Testa, nuclearista dell’ultim’ora minaccia con: “Ti spacco la faccia” Mario Tozzi, antinuclearista, in diretta su RaiTre durante la trasmissione Cominciamo Bene condotta da due presentatori sempre misurati e educati: Fabrizio Frizzi e Elsa Di Gati.

Chicco Testa di sinistra, tra i fondatori di Legambiente è come si autodefinisce un ambientalista pro nucleare ma evidentemente si sente minacciato dalle parole di Mario Tozzi, geologo che spiega efficacemente che ci si sta preoccupando di costruire le centrali nucleari in Italia senza pensare però a dove stoccare le scorie nucleari. Il medesimo paradosso è vissuto dai francesi che accettano le centrali sul loro territorio ma non i siti di stoccaggio delle scorie.

Evviva al democrazia.