Posts tagged ‘Nouriel Roubini’

gennaio 22, 2013

L’effetto domino dell’austerità e lo scenario recessivo mondiale del 2013.

roubini

Arriva puntuale l’intervento del 21 gennaio di Nouriel Roubini su Project Syndicate, per avvertirci, se ce ne fosse ancora bisogno, che il 2013 prospetta uno scenario di “avvitamento” economico globale. La ripresa di cui spesso si parla si compone infatti di tante realtà variegate, ma soprattutto di uno slancio che vede in prima fila i paesi delle economie emergenti e in stagnazione quelli dell’occidente più industrializzato. Ma il punto centrale su cui deve appuntarsi l’attenzione sta nel rilevare che la gravità della depressione economica va allargandosi progressivamente oltre i confini dell’eurozona, che si conferma così come l’epicentro di un terremoto economico di dimensioni straordinarie. E non per effetto di un destino cinico e baro, ma per la pervicacia con cui i suoi governi stanno perseguendo le politiche dell’austerità.

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luglio 10, 2012

Roubini, Rodrik e Munchau disegnano scenari pessimistici per il futuro dell’Europa

E’ netto come sempre Nouriel Roubini nel ribadire la sua visione pessimistica sull’evoluzione della crisi: lo ha fatto ieri in una intervista a Bloomberg, ribadendo, anche su twitter, gli aspetti che aggraverebbero fortemente il quadro nel 2013. Gli “ingredienti” sono quelli di una “perfetta tempesta globale” già annunciata poco meno di un mese fa su project syndicate, vale a dire il contemporaneo verificarsi di più eventi catastrofici come il crollo dell’Euro, la battuta d’arresto della crescita economica dei Brics con in testa la Cina, una forte recessione in Usa e un conflitto dalle vaste proporzioni nel Vicino Oriente.

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Maggio 16, 2012

Per la Grecia (e l’Europa) la soluzione potrebbe venire da Keynes (con l’aiuto di Hollande?)

La possibile (probabile) uscita della Grecia dall’Euro è in questi giorni al centro della discussione. Nessuno sembra avere le idee chiarissime. Chi, come Nouriel Roubini, ritiene l’abbandono della moneta unica inevitabile, sottolinea che la Grecia potrebbe risollevarsi proprio grazie al ritorno alla dracma. L’esempio più ricorrente è quello dell’Argentina che aveva una situazione non dissimile: alto indebitamento con l’estero e la moneta locale, il peso, agganciato al dollaro con un rapporto 1:1. Il default e lo sganciamento del peso nel 2002 – sia pure pagando un’inflazione che schizzò al 40% – aiutò il paese nelle esportazioni, permettendo di uscire dalla crisi, ma richiese un lungo e penoso travaglio.

I contrari all’uscita della Grecia tuttavia sottolineano che essa non è un’economia votata alle esportazioni e quindi le sarebbe difficile recuperare come ha fatto l’Argentina. La risposta a questa obiezione è che il settore turistico potrebbe essere per i greci l’equivalente delle esportazioni argentine. Inoltre i contrari sottolineano come l’uscita della Grecia potrebbe essere solo l’inizio di un processo che porterebbe l’intero Sud Europa ad abbandonare la moneta unica e – per evitare la colonizzazione economica, anche il mercato unico -, con conseguenze per l’intera credibilità del progetto europeo. Sparirebbe in pochi mesi o qualche anno l’intero lavoro di mezzo secolo di integrazione.

Ma tra rimanere nell’Euro ed uscire c’è forse una terza via, ispirata a Keynes. Continua a leggere »

Maggio 7, 2012

Gli economisti francesi suggeriscono moderazione ad Hollande.

L’endorsement dell’Economist per il presidente uscente Nicolas Sarkozy ha portato bene allo sfidante François Hollande, eletto ieri dai francesi alla presidenza della Repubblica, il secondo socialista all’Eliseo nel dopoguerra (il primo fu Mitterand).

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